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Introspezione 17 aprile 2010 · lettura 1 min · 3038 letture

Autostrada

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Morde l'asfalto, graffia il bitume la gomma sulla corsia di sorpasso dell'autostrada. Nitrito di cavalli serpeggianti da casello a casello, intolleranti. Improvvise impennate chiedono arrogantemente strada, sfidando prepotenti il limite di velocità. Battistrada asimmetrico nato per macinar chilometri aderente s'avvinghia, rilasciando denso vischioso sudor di gomma. Eppure non ha fretta di tornare sui suoi passi lungo il tragitto che la memoria più non riconosce. Si srotola il cordone nel dipanarsi del gomitolo che nel cuore della città ha il suo principio. Finalmente il lago placherà l'arsura. Increspato cobalto di un'onda che rispecchia al crepuscolo il versante aggrottato del monte. Respiro casa.
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Il rapporto con i propri luoghi d'origine è sempre conflittuale, anche dopo molti anni. Dovunque sia la "nuova" casa, il cordone ombelicale dei ricordi resiste a qualsiasi distanza.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (21)

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Daniela Pacelli17 aprile 2010

Brillante, eccezionale, un susseguirsi di immagini calcanti su questi ricordi che si avvicinano alle terre nel respiro di casa... mentre si morde la'sfalto in quella corsa che sembra non arrestarsi mai... i ricordi sono così, anche senza aver fretta, mettono sempre il batti cuor, frenesia e desiderio legati al cordone di cuò che fu... Splendida in una metafora intensamente bella e apprezzata!

Raggioluminoso17 aprile 2010

Una magnifica metafora, intrisa di significato e ci si sente in corsa all'interno di percorsi cerebrali. Piaciutissima, versi meravigliosi. Apprezzatissima!

Giorgia Spurio17 aprile 2010

già...il respiro di casa... è qualcosa come un richiamo irrefrenabile... eppure quei posti d'origine hanno ricordi che feriscono l'anima. amore e odio accompagnano i passi verso le proprie radici. si calpesta asfalto... ci si allontana attraverso l'autostrada... eppure per altre autostrade torniamo ad esser richiamati da quel "respiro di casa" ritornado sui nostri passi. molto bella

Enrico Baiocchi17 aprile 2010

Il miracolo tecnologico che sempre più spesso regala alla nostra mente un Tom Tom con la mappa di casa nostra, delle nostre radici, un navigatore satellitare su misura che a volte si inumidisce o si illumina, ma non si scarica mai e non ha bisogno di essere aggiornato. Me ne compro uno anch'io. Moltissimo piaciuta.

D
Dalassa17 aprile 2010

I nostri passi quando ritornano sul luogo natio non hanno mai lo stesso suono: alcune volte hanno risonanza, altre fuggono di fretta ... per arrivare ancora più lontano... chissà dove però. E' un turbinio di sensazioni, non facile da gestire. Molto bella.

Angela17 aprile 2010

E' come se in noi coesistessero due case due luoghi di appartenenza e quando siamo in uno ci manca l'altro e viceversa. Una descrizione magistrale fa l'autrice del percorso che compie per raggiungere uno dei suoi luoghi lasciando l'altro. Questo tragitto sull'autostrada è come se lo vivessimo in prima persona assorbendo tutta l'angoscia che procura fino al sollivevo finale quando si scorgono le immagini di "casa" . Una poesia bellissima una verità sisarmante espressa in un modo sublime

Giorgio Lavino17 aprile 2010

Un tempo in autostrada ci sfrecciavo. Ora ci cammino con timore. Maledetta autostrada mi ricorda che non ho più vent'anni. E forse anche che sono invecchiato in fretta.

Barbara Golini17 aprile 2010

come posso io che vivo a 1200 km da casa non sentire questa tua dentro lo stomaco, è lì che s'annida il dolore del distacco e la morsa che t'assale quando pensi al tuo paese d'origine dal quale ci s'allontana a volte perché non ci si sente compresi... come me! e che si scopre solo dopo aver acquistato la dovuta disptanza per osservare d'altra prospettiva... l'autostrada... sin da bambina è stata la costante della mia vita, il viaggio, l'eterno vagabondare tra un luogo e l'altro alla ricerca di se stesso... un viaggio immenso la mia vita! Sentitissima, sei stata grande!

Salvatore Ferranti17 aprile 2010

Il cordone ombelicale con i luoghi dell'infanzia non si romperà mai, ed è una gran fortuna... poesia che ho apprezzato molto per le suggestioni che trasmette, e per lo stile, che ormai riconoscerei tra mille...

Vivì17 aprile 2010

Bellissima la metafora dell'autostrada, come un lunghissimo cordone ombelicale che ci tiene legati e ci riporta inevitabilmente alle nostre origini, ai nostri ricordi d'infanzia. Stesura molto delicata e raffinata per questa lirica apprezzatissima.

Berta Biagini17 aprile 2010

Siamo disposti a tutto pur di non spezzare quel cordone - combattendo con le unghie e con i denti chi solamente si permette di dividerci, questo il mio pensiero che violentemente si è fatto strada senza pagare alcun pedaggio. Sentitissima.

Barbara Rossi17 aprile 2010

Cordone ombelicare con le proprie origini, un vissuto che resiste nel ricordo con emozioni contrastanti da conservare nel cuore... ripercorrere quelle strade è ritornare indietro nel tempio. Metafora di grande impatto! Applausi!

Silvia De Angelis17 aprile 2010

"Il profumo" di casa propria è inconfondibile e anche trovandosi in idilliaco luogo la nostalgia del posto natale si fa sentire nel cuore... Meravigliosa lirica, imbastita di intense metafore, molto apprezzata

Moreno il Duca17 aprile 2010

molto bella questa tua Marina, ricordi e folli corse per sentire l'odore della propria terra della propria casa una grande metafora per una grande sensazione che tutti viviamo brava complimenti

Quando si è lontani dal proprio paese d'origine sembra che ci si dimentichi delle radici, tanto che non si ha fretta di tornare sui propri passi perché si è assorbiti da nuovo luoghi dove si dimora,è un conflitto, da una parte si vorrebbe ritornare nel luogo dove si è nati perché ci sono i ricordi passati dall'altra vorremmo rimuovere gli stessi ricordi. Una poesia molto intensa di contenuto davvero interessante. Piaciutissima

Francesco Scolaro17 aprile 2010

Bellissima la descrizione di questa frenetica voglia di far ritorno a casa dopo lunga assenza, eppure ci sarebbe tutto il tempo necessario a disposizione per non avere fretta... ed è qui che scatta quel meccaniso inrefrenabile che attinge risorse al nostro inconscio...

Giovanna De Santis17 aprile 2010

stupenda poeia che condivido appieno vivendo anche io lontano dalla città d'origine, quel cordone conflittuale che ci lega alla terra d'origine in corsie di rabbia ed amore perché ti rendi conto che tutto è cambiato se di passaggio ritorni ma quella casa è indistruttibile nei cuori spesso mi sento paragono la città dove nata ed il paese dove vivo a due madri la naturale e l'adottiva ma che comunque amata amo senitissima poesia grazie

Ela Gentile17 aprile 2010

Bella la metafora usata che dà l'idea dell'intimo urgente bisogno di tornare alla propria casa, alle origini, tempio dell'infanzia, di tutti i ricordi belli o brutti che siano, che hanno segnato i passi della vita man mano vissuta, tornare alle proprie radici per ritrovare un po' di sè. Piaciuta molto ed apprezzata tanto.

Danielinagranata17 aprile 2010

splendide metafore un ritmo dolce e riflessivo, un sentire forte. respiro casa... piaciuta molto la conservo

Massimo Mangani17 aprile 2010

e si cara Marina non ha fretta di tornare ...la memoria pian piano sbiadisce i ricordi ...ma poi arriva il tuo lago ...pensa a chi invece vive in una metropoli incasinata piena di scorie (non essendo la città natia)... dimenticavo ma le multe per i limiti di velocità le prendo solo io?

P
Pp17 aprile 2010

Il ritorno, il percorso verso la propria origine, verso le proprie radici, meravigliosi versi coinvolgenti, mille fiocchi! Stupende le immagini che ci dona sempre questa grande autrice!