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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Introspezione 20 aprile 2010 · lettura 1 min · 4901 letture

Fuori orario

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Ho imparato a vivere in apnea. Sprofondata nel letto fangoso di un glaciale specchio d'acqua dolce tra lenzuola di carcasse aggrovigliate, vecchi oggetti metallici arrugginiti, immobile ad occhi chiusi annaspavo annegavo perdendo il calore del corpo. Anfibio ibernato nella melma stagnante di fondo lago. Raggio di sole che filtra lassù in superficie è luce alterna che chiama e abbandona. Si scioglie il nodo che stringe caviglie esauste, peso del mondo sulle spalle di Atlante. Riemergere galleggiando sgravando la zavorra, lasciando laggiù involucro stinto di bambola senza testa. Ora è tempo. Nuoterò a delfino riguadagnando la riva.
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E' necessario toccare il fondo per rendersi conto che è tempo di fare la propria scelta.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (29)

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Daniela Pacelli20 aprile 2010

Splendida la tua introspezione! Imparare a vivere in apnea e toccare il fondo per poter ricominciare a lottare tra vecchi metalli arrugginiti in silenzio per non annaspare, ad occhi chiusi si guarda il film della vita sentendo tremare la terra... e persino il raggio del sole sembra non arrivare mai con la sa intensità a sciogliere i nodi dal cuore... ma poi arriva il momento giusto e dici "ora è tempo di ricominciare",condivisa, stesse emozioni provate! Splendida Marina!

Antonella Bonaffini20 aprile 2010

Credo che sia questa una delle vere, grandi emozionii della vita... come sempre intensamente bella in ogni suo passaggio.

Raggioluminoso20 aprile 2010

Strabilata da tanta profondità espressa in modo magistrale. Poetessa che sa sempre emozionare e che tocca le più profonde corde del cuore con i suoi versi. Indicibile senzazione accompagna il lettore che scorre questa lirica. Molto, molto piaciuta!

Angela20 aprile 2010

Verità innegabile è che bisogna toccare il fondo e poi l'unica strada percorribile (se non si socombe) è quella che ci riporta indietro al punto di partenza da dove potremo scegliere un'altro percorso più consono alle nostre esigenze ai nostri desideri alle nostre capacità. Poesia di contenuti e parole molto forti che ben esprimono il concetto che l'utrice vuole ribadire: La necessità di affrontare la vita anche facendo esperienze negative che ci destabilizzano perché ne trarremo un insegnamento benefico che ci porterà ad una rinascita

Saldan20 aprile 2010

Mi sono ritrovato una volta a toccare il fondo nella mia vita... ho amato così tanto una persona da essere arrivato a trascurare la mia vita e la mia famiglia in funzione sua, ho dovuto capire in base ad alcune circostanze che non potevo più continuare e così ho scelto di liberarmi per non soffrire più anche se i primi tempi sono stati bruttissimi, come il distacco da una droga... scusa per questa mia divagazione fuori tema ma quei versi mi hanno ispirato il ricordo... ad ogni modo la tua poesia è stupenda come sempre, sei straordinaria... a rileggerti!

Giovanna De Santis20 aprile 2010

e si ricomincia dall'abisso si lascia tutto il tormento laggiù e si risale per toccare riva che si ama ed apprezza molto di più sentitissima poesia

Enrico Baiocchi20 aprile 2010

Sentire quel masso che ci porta sempre più giù, esserne consapevoli ma non far nulla per liberarsene, solo lo spirito di sopravvivenza si trasforma in specchio e ci fa notare le nostre brutture, e finalmente tagliamo la catena. Splendidamente convincente questa metafora. Sensazioni provate e per questo intensamente sentita e condivisa. Applausi poetessa, la conservo.

Aldo Bilato20 aprile 2010

Nooooo! non mi puoi colpire così...a sangue freddo con quel video e quella canzone... il film un cult... da cui non mi staccherò mai... patti smith poi... detto questo la poe non la leggo nemmeno... tanto... tu non imparerai mai... a non sorprendermi ancora... stupenda!. cià.

Anna Maria Scamarda20 aprile 2010

Mi soffermo soprattutto sul verso: "sgravando la zavorra", perché lo associo a un mio vecchio ricordo: da piccola, talvolta, mi sorprendevo a meditare su pensieri più grandi di me. E pesandomi davvero come una zavorra, riemergeva in me, quasi impellente, il desiderio di ritornare spensierata ai miei giochi. Così, costruivo nella mia mente un grande contenitore dove riporre tutti i pensieri più grandi di me. Per riprenderli, magari, successivamente, nel tempo. E riuscivo a sentirmi subito sollevata e leggera nella bambina che tornavo ad essere. Ecco, questa strategia funziona ancora adesso, nonostante l'età. E torno a sentirmi leggera come una bambina, seppure nella consapevolezza e la maturità di un'adulta.

RaggiodiSole20 aprile 2010

Hai espresso una convinzione: navigare negli abissi più profondi di te, ti permette poi volare in alto, nelle vette più alte che ci sono. Introspezione delle più accurate, abbinata ad un video perfetto nell'accompagnarla e immagine a corredo di n capolavoro di psicologia Umana. Splendida!

A
Arelys Agostini20 aprile 2010

Son los mal sabores y los errores que nos hacen aprender, Debemos llegar a ese fondo para darnos cuenta cuanto hemos dejado de lado, cuanto hemos perdido, y cuanto nos hemos destruidos... Pero son pocos los que logran aprender esta lección y continúan a dar zarpazos de ahogados en la vida. Estupenda y profunda lírica llena de verdades del sentir humano.

Lina Sirianni20 aprile 2010

E si va giù, sempre più giù annaspando di tanto in tanto senza desiderio, la meta è il fondo, solo da li poi si potrà risalire... Versi molto apprezzati che fanno riflettere

S
Silvia Cingolani20 aprile 2010

Già, riguadagnare la riva, riprendere in mano la propria vita, esserne il protagonista, è difficile, lo si può fare però dopo aver toccato il fondo, e lasciare gli errori proprio lì sul fondo. Bellissima Marina! Tu e la poesia.

Salvatore Ferranti20 aprile 2010

é vero. bisogna conoscere prima il colore del fondo per riuscire a riemergere, piano piano... una poesia che ha colto nel segno e mi ha molto colpito, perché mi ci ritrovo molto. ci sono io in questi versi...

Anna Maria Obadon20 aprile 2010

E' necessario scendere a fondo per risalire in superficie ma lentamente perché le risalite troppo rapide fanno assolutamente male (esperienza da sub)...lasciare sul fondo la cintura con i pesi e una volta emerse riguadagnare la propria vita magari scegliendo una stile meno faticoso del delfino. Otterrai una splendido stile "libero"...E' tempo!

P
Pp20 aprile 2010

Forti questi versi, sapientemente scritti, si fanno rileggere più volte ed invitano a riflettere sulla propria vita, sugli sbagli che si fanno, anche senza raggiungere il fondo... Magnifica autrice, sa trasmettere sensazioni stupende!

Kiaraluna20 aprile 2010

Sì,ora è tempo di risalire, perché il fondo non fa parte di noi, angeli senza ali pieni cielo... nati per volare con il cuore. Una poesia grandiosamente vera, profondamente sentita Marina, un abbraccio.

Si... a volte ci si trova in situazioni e circostanze dove non abbiamo proprio ne la voglia ne la forza di nuotare, di andare avanti. Si impara a sopravvivere fino al momento in cui invece ti lascia completamente andare giù, sul fondo... Quella luce che in sordina si fa spazio potrebbe essere l'aiuto che ci viene dato, se viene accettato da noi... Una testa ormai persa nel vuoto, ma con un corpo che inizia a reagire e risalire! Bisogna proprio sentire fino in fondo quel dolore, sentire con mano il fondo, per poi risalire. Stupenda e ne sono incantata oltre a rispecchiarmi.

Ela Gentile20 aprile 2010

Non c'è più grande soddisfazione del riemergere con le proprie forze quando si è arrivati a toccare il fondo, la notte nera... e si possa ammirare un'alba luminosa. I tuoi versi introspettivi mi hanno molto coinvolta. Brava... nuota che la riva è vicina!

Silvia De Angelis20 aprile 2010

...riemergere dal fondo con le proprie forze è grande cosa e dopo più nulla e niete potrà abbattere quell'anima consapevole del proprio essere e delle proprie potenzialità... Lirica apprezzatissima

Barbara Rossi20 aprile 2010

E dal tunnel del dolore si abbandonano le pesanti zavorre, il passato con i suo pungente ricordo, per risalire più forti e tenaci... Bellissima e condivisa!

Berta Biagini20 aprile 2010

Letta, lettta e riletta per imparare meglio come poter riuscire ad emergere quando qualcosa sembra tirarci dalla parte opposta, purtroppo non sempre la forza di volontà fa il suo dovere e siamo costretti a combattere.

Clara Gismondi20 aprile 2010

Vivere in apnea... un po' quello che sto facendo io! Singolare ma anche la chiusa la sento mia... Cosa fai mi leggi nel cuore? Molto bella!

Moreno il Duca20 aprile 2010

quando si tocca il fondo si hanno due alternative o risalire o morire, molto meglio la prima poesia che denota la forza dell'autrice nel voler raggiungere in fretta la superficie e per questo lotta e si divincola per liberare il cuore dai lacci che lo stanno soffocando, brava Marina

Giorgio Lavino20 aprile 2010

Ce la farai. Non sarai naufraga. Toccherai terra con i tuoi piedi. Casomai ti vedrai in panne chiamami. Io non sono nuotare. Chiamami lo stesso. Stavolta anch'io mi rivedo nella tua poesia. Io annaspo sempre ma mi salvo sempre da solo.

Angela Rainieri20 aprile 2010

Toccare il fondo per poi risalire più forti e consapevoli di prima, facendo ammenda e tesoro delle proprie esperienze di vita pur negative... Toccante riflessione, molto profonda e introspettiva. Bellissima e apprezzatissima.

Antonella Avolio20 aprile 2010

le scelte sono l'espressione di una determinazione istantanea o patita, in ogni caso possono creare patemi d'animo ma la volontà razionale prevale sulla emotività tanto da insegnarci a respirare in apnea...

D
Dalassa20 aprile 2010

Il salto del delfino è il miracolo della natura che più m'incanta e se hai scelto questa metafora per risalire e riguadagnare la superficie vedrai che spettacolo! Mi entusiasma tantissimo. Che bella!

Danielinagranata20 aprile 2010

Quando si tocca il fondo non si può che risalire stregata da questa tua molto molto apprezzata