Lettera dall'Africa - Sudan -
Ausilia Giordano
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In Sudan è il mio amato
a "costruir speranze":
Mio amore, qual eccellente dono
per chi niente stringe tra le dita,
se non l'Amore vero che in te trabocca
e ti congiunge a loro?
Fiumi di vite in un potente flusso
mi scorrono copiosi tra le mani ogni ora
e veloci mi sfuggono in un scivolar lesti
inghiottiti da un crudele vortice di pene.
Come una spirale di antagonismo all'esistenza
è per essi il peso della vita,
e la morte detta a pugni chiusi
solo amare condizioni senza spiragli di luce
né alito di speranza.
Vite obliate ai margini dell'indigenza,
allo sguardo mi scorrono davanti:
uomini in estenuante attesa
che una fanghiglia prosciugata
possa dar loro sale.
Candidi sguardi contemplano
speranzosi sogni:
che magiche gocce di pioggia
dall'arroventato cielo
possano questa polvere di terra irrigare
e far gradevolmente germogliare.
A questo presente non voglio rinunciare.
Il mio sogno è il loro risalire
da questo turbine di afflizioni
e ritrovare la Speranza,
unico supporto nel condurre il fardello
della se pur tenace vita.
No. Non chiedermi ancora di tornare.
Sarebbe per me rinsaldar le loro piaghe,
tradire il senso della vita
di cui l'Amore è sostegno,
luce e cura.
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L'autore
Ausilia Giordano
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