Dura la terra
Dura
la terra non trapela
dalle aride crepe
lamenti per antichi dolori
arida e dura
e di granito ha il cuore
e non ama
e il vomere
rigira sterili croste
e sotto
croste ancora
e il tuo sudore
figlio di sorgenti profane
l'accarezza
prima dolce e leggero
e poi lascivo
frutto d'antico debito d'amore
insoddisfatto cresce
e l'assale
poi si fa tempesta
e cresce ancora
e di nuovo la investe
invano
e si fa sangue il sudore
e il passo cede
infine
al pianto
ma il vomere
rigira croste di vergogna ancora.
Dura
la terra non risponde al dolore
e attorno guarda il mare
quasi vedetta ansiosa
mentre l'arsura
asciuga il pianto
e il tuo sudore
e il tuo sangue
e se traccia rimane
il vento chiama
che come sempre arriva
e l'abbraccia
che solo il vento ama
perché antiche memorie
le porta
e lo ascolta
e per un poco rivive
nel cuore di granito
tempi d'orgoglio
di foreste e misteri
di terribili fiere
di cacce e d'amori
di magnifiche lotte
di paci infinite
di sorgenti
di guerrieri pastori
indomiti figli di Josto
sconfitti ma eroi.
Poi
sciolto l'abbraccio
il vento l'abbandona
e scompare
allora vede figli diversi
diventati puttane
che al nuovo dio
anche la Madre e l'anima
han venduto
e un nuovo onore cercano
magari
nel lobo dell'orecchio di un bambino.
Dura la terra
e di granito ha il cuore
e non ama.
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Commenti (1)
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Ozan25 aprile 2010
Portentosa elegia sulla fatica dell'uomo, testardo, eroe, ribelle, peccatore simile alla dura terra che lavora, sempre rivoltata prodiga di sudore e avara di frutti. Bella, incalzante e vera.
