Sfortunata compagna
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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Sofferenza, delusione, passione fanno si che la solitudine spremono il cuore creando in immenso dolore facendo svanire la voglia di vivere, meglio aggrapparsi alla speranza amica, il mondo riserva sempre meravigliose sorprese. Lirica bellissima dal contenuto intenso, un piacere leggerla.
Bella e suggestiva, riaffiorano alla mente ricordi- ma la speranza è più forte, condivisa e apprezzatissima!
Lirica molto suggestiva che evidenzia quanto la solitudine possa essere mortifera per sogni e speranze e non si vede più l'orizzonte, troppo offuscato il sentire. Versi dolorosi, ma da essi si evince grande sentimento e sensibilità. Apprezzatissima!
canto malinconico di un'anima rinchiusa tra le pareti dei sogni che si sono raggrinziti nel tempo... lettura che mi ha trasmesso tutta la tristezza di cui s'ammanta questo canto. piaciuta
La solitudine, terribile musa, compagna di dolorosi momenti, che amplifica le già pungenti sensazioni, e non dà la possibilità al cuore di aprirsi a intense scintille, ma lo racchiude in battiti ansiosi, che ancor più procurano sofferenza e malessere all'anima provata... Lirica molto apprezzata
la lacerante solitudine la tristezza che impone nei ricordi, struggente poesia un grido dell'anima, ma magnifca la stesura, apprezzatissimi lodevoli versi complimenti infiniti
Suscita quasi un sentimento di pietà, questa solitudine che s'impossessa dei cuori malati per farli cadere in un abisso di angoscia e di dolore. Trasforma le lacrime in bambino desideroso d'amore, che piange tutti i sentimenti che non possiede... Eppure siamo consapevoli che cullandola, la soltudine ci ucciderà, trasformandoci in tristi ombre in cerca di un cuore. Allora dobbiamo essere più forti della pietà e cacciarla via, per non farci soffocare.
...e sono come una barca inclinata su un lato che ondeggia solitaria, come un legno abbandonato alla propria sorte... tra i ricordi... le ansie... gli amori e le speranze... e tutto scivola via portandomi dentro il suo abisso scuro... forse per stanchezza... forse per via della nemica solitudine che, quasi per ironia, mi tiene compagnia... forse perché so che dovrò combattere sempre questa maledetta nemica compagna non voluta e mai cercata... ma l'acqua della vita ti lambisce i fianchi... ti sostiene... ti incoraggia... Non vuole che affondi... devi resistere all'incalzare del tempo... Un canto bellissimo di solitudine... carissima Arelys...






