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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Arelys Agostini
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Introspezione 30 aprile 2010 · lettura 2 min · 3416 letture

Sfortunata compagna

A
Arelys Agostini 690 poesie pubblicate
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Che fai con me, malinconia? Sfortunata compagna dei miei giorni, rubi la mia anima e la trasformi in nulla, in una chimera amara che bevo con disperazione. . Soffochi ogni atomo del mio corpo distruggendolo in fini particelle che scoppiano senza volerlo. . Dalla mia montagna di sogni mi lasci cadere libera verso un abisso profondo e scuro. . Piango! e il mio pianto parla di dolori profondi, di amori, di ansie, di sogni, di vita... Di desideri... . Come un bambino affamato d’affetto, le mie lacrime cadono bagnando l’erba dove giacciono sogni mai realizzati. . Ridi, ti prendi gioco di me... non c’è nessuno che plachi quest’angoscia, il mio dolore profondo. . Dall’orizzonte i miei occhi vedono la tristezza e l’offuscamento della mia anima. Quanti occhi mi osservano e mi indicano; tutto si è trasformato in ombre e in grido di spavento... . Allontanati da me, malinconia! Voglio vivere! . DESDICHADA COMPAÑERA . ¿Qué haces conmigo, melancolía? Desdichada compañera de mis días, robas mi alma y la conviertes en nada, en una quimera amarga que bebo con desesperación. . Ahogas cada átomo de mi cuerpo destrozándolo en finas partículas que estallan sin querer. . Desde mi montaña de sueños me dejas caer libre hacia un abismo profundo y oscuro. . ¡Lloro! y mi llanto habla de dolores profundos, de amores, de ansias, de sueños, de vida... De anhelos... . Como niño hambriento de afectos, mis lágrimas caen bañando la hierba donde yacen sueños jamás realizados. . Ríes, te burlas... no hay nadie que calme esta angustia, mi dolor profundo. . Desde el horizonte mis ojos ven la tristeza y la ofuscación de mi alma. Cuántos ojos me observan y señalan; todo se ha transformado en sombras y grito de pavor... . ¡Aléjate de mí, melancolía! ¡Quiero vivir!
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L'autore
Arelys Agostini

Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel

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Commenti (8)

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Calogero Pettineo30 aprile 2010

Sofferenza, delusione, passione fanno si che la solitudine spremono il cuore creando in immenso dolore facendo svanire la voglia di vivere, meglio aggrapparsi alla speranza amica, il mondo riserva sempre meravigliose sorprese. Lirica bellissima dal contenuto intenso, un piacere leggerla.

P
Pp30 aprile 2010

Bella e suggestiva, riaffiorano alla mente ricordi- ma la speranza è più forte, condivisa e apprezzatissima!

Raggioluminoso30 aprile 2010

Lirica molto suggestiva che evidenzia quanto la solitudine possa essere mortifera per sogni e speranze e non si vede più l'orizzonte, troppo offuscato il sentire. Versi dolorosi, ma da essi si evince grande sentimento e sensibilità. Apprezzatissima!

Rasimaco30 aprile 2010

canto malinconico di un'anima rinchiusa tra le pareti dei sogni che si sono raggrinziti nel tempo... lettura che mi ha trasmesso tutta la tristezza di cui s'ammanta questo canto. piaciuta

Silvia De Angelis30 aprile 2010

La solitudine, terribile musa, compagna di dolorosi momenti, che amplifica le già pungenti sensazioni, e non dà la possibilità al cuore di aprirsi a intense scintille, ma lo racchiude in battiti ansiosi, che ancor più procurano sofferenza e malessere all'anima provata... Lirica molto apprezzata

Giovanna De Santis30 aprile 2010

la lacerante solitudine la tristezza che impone nei ricordi, struggente poesia un grido dell'anima, ma magnifca la stesura, apprezzatissimi lodevoli versi complimenti infiniti

Suscita quasi un sentimento di pietà, questa solitudine che s'impossessa dei cuori malati per farli cadere in un abisso di angoscia e di dolore. Trasforma le lacrime in bambino desideroso d'amore, che piange tutti i sentimenti che non possiede... Eppure siamo consapevoli che cullandola, la soltudine ci ucciderà, trasformandoci in tristi ombre in cerca di un cuore. Allora dobbiamo essere più forti della pietà e cacciarla via, per non farci soffocare.

Antonio Biancolillo30 aprile 2010

...e sono come una barca inclinata su un lato che ondeggia solitaria, come un legno abbandonato alla propria sorte... tra i ricordi... le ansie... gli amori e le speranze... e tutto scivola via portandomi dentro il suo abisso scuro... forse per stanchezza... forse per via della nemica solitudine che, quasi per ironia, mi tiene compagnia... forse perché so che dovrò combattere sempre questa maledetta nemica compagna non voluta e mai cercata... ma l'acqua della vita ti lambisce i fianchi... ti sostiene... ti incoraggia... Non vuole che affondi... devi resistere all'incalzare del tempo... Un canto bellissimo di solitudine... carissima Arelys...