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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Introspezione 2 maggio 2010 · lettura 1 min · 5550 letture

Cronos

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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La storia si ripete all'infinito del cannibale ancestrale che per amor di madre falciò del padre suo il virile ardore, rispondendo con ferocia all'oppressione insana, da Nemesi condannato al medesimo destino infame. Sfortunato eroe, indegno del mio tempo, oggi io divoro ciò che ho generato, nell'affettuoso abbraccio che stringendo opprime. Avido predatore fisso il vorace sguardo, demoniaca ossessione fissazione di possesso per carpir vigore divorando prole. Non conosco dono da offrire a donna se non quel fecondo seme che sarà desideroso pranzo. Carnefice impietoso dall'odio divorato mio figlio stesso chiederà giustizia ottenendo la condanna che alfin m'avrà punito.
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Il tempo scorre invano, perché ancora oggi molti padri padroni, oppressori di mogli e figli, incarnano il mito di Crono, (Saturno) dio del tempo, figlio di Urano e Gea. Crono aiutò la madre a liberarsi di Urano evirandolo e prendendone il posto alla guida del mondo. Per evitare la profezia che lo destinava ad essere a sua volta detronizzato da uno dei suoi figli, Crono incominciò a divorarli a mano a mano che la moglie Gea li partoriva. Finché nacque Zeus, che lo avvelenò. Purtroppo i figli della violenza difficilmente riescono a sottrarsi al destino di essere a loro volta violenti.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (13)

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Raggioluminoso2 maggio 2010

Un percorso temporale tratteggiato da versi che si rifanno al mito e che ben riflettono aspetti salienti del percorso che divora gli attimi impietosamente. Letta con molto interesse e attenzione. Piaciutissima!

Angela2 maggio 2010

Versi belli profondi importanti quasi didattici nel rammentarci come il nostro tempo sia figlio della violenza di altri trempi e da essa non ci si può esimere se non comprendendola facendo un viaggio a ritroso fino alle sue antiche origini per confrontare la nostra vita attuale con quella del passato Da questo confronto potrebbe nascere un desiderio di riscatto e la capacità di realizzarlo

Danielinagranata2 maggio 2010

Come sono veri e sentiti questi inconfondibili versi usciti da una grande penna molto piaciuta e apprezzata

Di grandissima sapienza questa lirica che parla della storia del Dio Crono( Saturno) che divorava i suoi figli. Ben riconducibile a una storia dei giorni d'oggi e perché nel cammino della vita si ripresentano le stesse oppressioni di distruzione si perché distuggiamo quel che creiamo... Il tempo non si ferma e noi non ci fermiamo mai a pensare veramente a migliorarci? Bella lirica, significativa e incisiva!

Daniela Pacelli2 maggio 2010

Riconoscibile nello stile, precisione, bravura, descrizioni, sensibilità. Applausi per questa bella chicca!

Saldan2 maggio 2010

Appena ho letto il titolo ho subito capito di chi poteva essere, dopo aver letto i versi quella sensazione è divenuta una certezza... ovviamente l'ho votata subito perché è fantastica per come interpreta questo tema e soprattutto con quali contenuti (essendo un'amante della mitologia greca) Brava voto strameritato!

G
Giosuè Necco2 maggio 2010

Nel passato, che viene costruito il futuro, ogni errore si ripete all'infinito... Complimenti, per i versi d'intensità subblime.

Moreno il Duca2 maggio 2010

Riconoscibile nello stile (anche se giurato ti ho riconosciuta cara Marina) Un viaggio nel tempo tracciato, segnato dal mito, dove il tempo si rispecchia, masticando ogni momento, ogni attimo con estrema crudeltà brava ti meriti il mio voto

Rossella Gallucci2 maggio 2010

Condivisa in tutto. Gli errori dei padri ricadono sui figli e la violenza genera altra violenza. una originale interpretazione del tema sul tempo che non si ferma. Sempre molto interessanti le tue poesie con riferimenti mitologici. Un applauso!

Vivì3 maggio 2010

Versi molto belli e profondi. Lo stile è quello inconfondibile raffinato e sapiente di una poetessa di mia conoscenza. Non dovrei sbagliarmi... segnalazione al merito comunque. Applausi!

Angela Rainieri3 maggio 2010

Incantevole e suggestiva la personificazione del tempo vorace che viene incarnato nel mito di Cronos in cui favola, saggezza e riflessione dolcemente si fondono. Versi meravigliosi, sublime lirica. Conservo.

Enrico Baiocchi3 maggio 2010

Il tempo scorre solo sui calendari, ma nulla cambia nella assurda incapacità di amare degli uomini. Una lirica che all'amaro di questa constatazione contrappone dei versi da sogno, che trasportano il lettore nello svolgersi del tempo e della storia. All'odio e all'ingordigia di un padre infame la sapienza di raccontare poetando la caduta degli dei. Un fiocco ed un voto ad un'autrice che è impossibile non riconoscere ed apprezzare.

Barbara Golini9 maggio 2010

Davvero straordinaria questa tua cara amica, ancora una volta una finestra sulla cultura e su di un aspetto crudele del mondo e della vita. La violenza dí alcuni uomini su donne e bambini è nella sua brutalità oscena e ingiustificabile. Ci sono donne e bimbi che vivono nel terrore anche quando quegli uomini non fanno più parte della loro vita, quanta strada ancora ha da far l'essere umano per potrsi liberare d queste aberrazioni... e quante persone dovran ancor soffrire e soccombere prima che la purezza diventi realtà...molto molto condivisa e non solo perché sono una mamma... !