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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Famiglia 8 maggio 2010 · lettura 1 min · 4555 letture

Odio la primavera

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Fiorito giardino di un albergo a cinque stelle, sala d'aspetto per i viaggi di sola andata. Inganno di una vista lago dalla camera singola con il il parco recintato e le piante rare, secolari. Soleggiato giardino di una villa che promette sorgente d'inesauribile durata tra ciuffi di primule dorate e mimose già sfiorite. Per l'ultima volta ti ho lavato il viso con l'acqua di rose. Pallida, immobile, un accenno di sorriso nello sguardo ormai disteso. Sempreverdi troppo vivi nella morte di quel luogo, nel crepuscolo del mattino che stillava resina e rugiada. Ho aperto il pacchetto di sigarette comprate di nascosto il giorno prima. Ho ripreso a fumare, spegnendo il mozzicone nell'erba tra i non ti scordar di me.
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"Villa Fonteviva" è una casa di riposo di lusso, nella quale, in realtà, vengono ricoverati i malati cronici e terminali, soprattutto anziani, in attesa che il loro destino si compia. In passato fu casa della Compagnia di S. Paolo e sulla facciata compare ancora la targa con le seguenti parole: "Fonteviva... Ove lo spirito s'apre all'universo e si disseta in Dio..." Mia madre è morta lì il 1 aprile di due anni fa.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (28)

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Raggioluminoso8 maggio 2010

Una lirica che scortica le vie dell'animo per la profondità in essa espressa - brividi e lacrime in corteo per il senso che questi versi trasmettono, ultimo saluto che non si estingue, poiché incarna amore perenne. Profontamente colpita - ora muta di scrittura!

Ela Gentile8 maggio 2010

Son senza parole per questa lirica sconvolgente e commovente e capisco come e perché tu dica "Odio la primavera". Versi sempre intensi e profondi, questa volta ancor più perché toccano il cuore e l'animo.

Giorgia Spurio8 maggio 2010

quel ricordo di mamma... quell'ultimo ricordo di mamma... lì dove le mimose erano già sfiorite. dove l'amore... si lava pian piano il viso con acqua di rose. in quel mattino... quando oramai il crepuscolo stava già sfumando... eppure... la figlia, che come adolescente... di nascosto riprese a fumare. lì, dove unici testimoni furono i nontiscordardimè... lì dove una persona amata si spense come sigaretta... tra il profumo tenue dei nontiscordardimè. bellissima

Saldan8 maggio 2010

Una poesia davvero toccante, nel tuo immenso stile narrativo che ha il potere di far immedesimare le persone che s'imbattono nei tuoi versi... in quest'ultima ci parli di una madre che ha vissuto gli ultimi giorni della sua esistenza e compiuto il proprio destino in quella casa di riposo, lasciando alla fine un vuoto che, a volte, neanche i migliori ricordi possono colmare, è stata di sicuro una gran donna e tu ne conservi il ricordo in maniera ineccepibile, grazie di quest'ennesima perla... bellissima

A
Arelys Agostini8 maggio 2010

Lirica che mi ha commossa completamente, tanto che ho dovuto leggere varie volte in privato per riuscire a lasciare queste semplice commento... Sommamente toccante dal primo all'ultimo verso Niente altro che aggiungere a tanta profondità di sentimenti. Complementi

A
Arelys Agostini8 maggio 2010

Lirica che mi ha commossa completamente, tanto che ho dovuto leggere varie volte in privato per riuscire a lasciare queste semplice commento... Sommamente toccante dal primo all'ultimo verso Niente altro che aggiungere a tanta profondità di sentimenti. Complementi

Vivì8 maggio 2010

Questa poesia mi ha toccato profondamente nell'animo. La perdita della mamma è una tragedia che ci rimane radicata dentro nonostante il passare degli anni. Condivido in pieno il dolore che trapela da questi versi, capaci di far rabbrividire. Lirica condivisa.

Massimo Mangani8 maggio 2010

e i ricordi dei nostri cari toccano sempre le corde dell'anima, e non potrebbe essere altrimenti ... la loro uscita spesso ci fa cader in profondi sensi di colpa che non si dissolveranno mai ed è qui che ammiro i veri credenti che riescono a superare con gioia questi momenti...

D
Dalassa8 maggio 2010

Condivisione empatica di questi versi che portano tutto ciò che di più profondo è stato segnato nel cuore. Toccante e scritta con grande maestria. Meravigliosa.

Anna Maria Obadon8 maggio 2010

So cosa si prova quando si saluta per l'ultima volta la propria madre dandole l'ultima carezza e sentendosi maggiormente ferite nel vedere che mentre una madre muore tutt'intorno la natura continua il suo corso con fiori e profumi rendendo più disperato il distacco. Bellissima e commovente.

Giorgio Lavino8 maggio 2010

Spesso la morte arriva molto prima che suoni la campana a morto. E' una morte di disperazione che ha l'effetto più dirompente di quella vera. E' una morte che uccide oltre il suo destinatario. E' la peggiore morte e toglie tutte le speranze. In molte case come quella che hai raccontato si trova quella morte.

Kiaraluna8 maggio 2010

Non c'è parola che non codivida e senta mia Marina... Nulla da aggiungere se non... straordinariamente d'anima. Ti abbraccio.

Aldo Bilato8 maggio 2010

beh, la chiusa è bellissima, ma umana... la poesia stellare... condivisa, purtroppo e vissuta in prima persona... in altro contesto, ma con le stese modalità... piaciutissima. complimenti. cià.

Silvia De Angelis8 maggio 2010

Ricordi tocccanti e indimenticabili, che si perdono nel tempo, senza mai sfiorire perché legati agli ultimi momenti che hanno segnato il percorso di indissolubile forte affetto... Lirica molto apprerzzata

P
Pp8 maggio 2010

Dolce amica mia, con la ferita sanguinante, mai rimarginata, spero che il tempo un poco aiuti... Ho perso mia suocera quasi tre anni fa, mai stata suocera... era un'amica una seconda mamma, vivevamo in simbiosi, l'ho curata fino alla fine... Nel mio cuore è rimasto un vuoto che ora colmo d'amore nei pensieri a lei rivolti... T'abbraccio...

Salvatore Ferranti8 maggio 2010

Una poesia che mi ha lasciato una piccola ferita sul cuore. perché è molto intensa, quasi calda, e ci si scotta a leggerla tutta in una volta. io ci ho provato, e questo è stato il risulato. versi di una bellezza unica.

Nadia Mazzocco8 maggio 2010

Condivisa in ogni suo verso, troppo commossa per scrivere altro, una carezza al tuo cuore dolce amica.

Clara Gismondi8 maggio 2010

atmosfera ovattata ...Un mondo che bisognerebbe vedere per capire... e sentire ...ogni cosa all'esterno può apparire eterna e bella anche quando dentro la tristezza è qualcosa d'altro. Così come per la poesia che hai scritto, bella fuori triste dentro!

Antonella Bonaffini8 maggio 2010

Una lirica tristissima che ho letto con grande commozione... molto, molto bella!

Francesco Scolaro8 maggio 2010

Un ricordo indelebile che ha turbato l'anima e che è ancora vivo tanto da fare odiare la primavera... Un addio che la nostra brava Marina ha saputo innalzare a poesia con la sua conclamata bravura. Molto commovente, complimenti

Danielinagranata8 maggio 2010

Versi che mi hanno profondamente commosso nella sua immensa tristezza è bellissima molto sentita e condivisa il dolore rimane nel cuore un pezzetto di noi se ne è andato via per sempre

Moreno il Duca8 maggio 2010

una poesia molto triste che riempie il cuore di commozione descritta in modo eccelso come sempre dalla nostra brava autrice

Daniela Pacelli8 maggio 2010

Emozionante tanto, un ricordo proprio lìdove l'hai vista per l'ultima volta lavandole il viso con l'acqua di rose. Pallida, immobile. Bellissima la chiusa. Un dialogo intimo con una persona speciale, tua madre che vivrà nel ricordo per sempre e sopreattutto nel cuore. Stupenda Marina! Un abbraccio

Barbara Rossi8 maggio 2010

difficile commentare i tuoi versi... arrivano direttamente al cuore facendoci vivere ogni attimo del tuo doloroso ricordo... Struggente!

Berta Biagini8 maggio 2010

Una poesia che ha avuto il potere di riaprire una ferita – qualcosa di tralasciato nell'ultimo istante solo per inesperienza che ancor oggi me ne pento – bisognerebbe veramente che gli anni andassero al contrario, l'esperienza arriva troppo troppo tardi. Commossa è poco – un nodo alla gola ed il silenzio.

Antonio Biancolillo8 maggio 2010

Una lirica che arriva forte a toccare quella parte di cuore delle emozioni che fanno commuovere... e spiega fortemente il titolo della poesia... Molto sentita...

Giovanna De Santis8 maggio 2010

commossa fino alle lacrime struggente poesia che pervade l'anima, indimenticabili versi

Angela8 maggio 2010

Grande commozione suscitano questi versi bellissimi che narrano il dramma oche si compie quando dibbiamo affrontare l'ultimo percorso della nostra vita e a volte siamo così malati che neppure siamo consapevoli di essere al mondo e dobbiamo subire il disagio da essere accuditi da altri.