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Riflessioni 11 maggio 2010 · lettura 1 min · 2901 letture

La "vedova"

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Solitario zampillo di una "vedova", unica superstite di un tempo ormai perduto, quando la manina stringeva quella forte di papà. La domenica mattina, all'appuntamento con la storia e i suoi eroi, lungo i viali del camposanto lapidi gloriose d'illustri personaggi s'accompagnavano all'anonimo epitaffio sulla tomba verderame di un bambino come me. Fui l'unica ad ascoltar lo scricchiolìo dei sassolini in compagnia di benevoli fantasmi che affollavano la mia fiabesca infanzia coreografando con me la muta danza.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Da piccola andavo ogni domenica al Cimitero Monumentale, a trovare i miei nonni. Lungo il percorso le tombe di persone famose, da quella dell'attrice Dina Galli, a quella di Toscanini e di altri celebri personaggi si alternavano ad anonime affascinanti lapidi, sulle quali costruivo le mie fantasie. Tra i viali, le fontanelle, che i milansei chiamano "vedove" dalle quali bevevo l'acqua mettendo il dito sotto, per far uscire lo zampillo dall'alto.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (21)

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Daniela Pacelli11 maggio 2010

L'appuntamento con la storia ed i suoi eroi la domenica mattina, lo scricchiolio dei sassolini in campagnia di benevoli fantasmi. Davvero bella, una lirica che avvolge in un tempo a retrorso verso quelle domeniche al cimitero a salutare i nonni. Un applauso Marina, molto piaciuta davvero per l'esperienza che hai raccontato in modo egregio, per stesura e bellezza dei versi.

Aldo Bilato11 maggio 2010

questa vè senilità!... difatti invecchiando la memoria a breve va a farsi fottere... e gli eventi del passato e dell'infanzia soprattutto... risplendono come oro... scherzo scorpioncina...è bellissima. complimenti. cià.

Raggioluminoso11 maggio 2010

Gli occhi dei bambini sono unici a raccoglier le emozioni. Un ricordo espresso attraverso magnifici versi e si sente anche lo scalpiccio dei piccoli piedini che si vestono delle più fervide fantasie. Lirica molto coinvolgente, bellissime le descrizioni. Piaciutissima!

Antonella Bonaffini11 maggio 2010

I bimbi fotografano le immagini... anche io ricordo tutto del passato ma se mi chiedi che ho mangiato ieri... faccio fatica! E' bellissima!

Ela Gentile11 maggio 2010

Bellissimi ricordi d'infanzia che erano nascosti in un cassettino della memoria del cuore e l'autrice li ha tirati fuori e li ha composti in versi stupendi che mi hanno piacevolmente coinvolta ed emozionato. Apprezzatissima la composizione che merita tutta l'attenzione e i complimenti.

Enrico Baiocchi11 maggio 2010

Vivida memoria di bimba, che già allora mostrava grande destrezza con immagini e suoni. Un susseguirsi di rumori e istantanee stampate nella memoria e che ora riaffiorano in tutta la loro limpida malinconia. Tra tanti eroi spicca un anonimo bimbo della tua età, come a domandarsi perché è sotto quella lapide invece di stringere anche lui la mano del suo papà. Complimenti per la sensibilità che trasmetti Marina.

Lina Sirianni11 maggio 2010

Ricordi che tornano a confortar la mente e coinvolgono con le loro visioni anche chi legge, Versi fluidi che è un piacere leggere

Anna Maria Obadon11 maggio 2010

Questi versi, peraltro bellissimi, mi hanno fatto venire un magone tremendo perché mi sono rivista anch'io bimbetta con la mano nella mano di mio padre, percorrere quei viali e fantasticare sui quei visi nella loro immagine migliore. Un'epigrafe per tutte: " qui giace tanto tempo perso!"...non la posso dimenticare. Bella questa ennesima poesia perché rappresentativa di un'anima veramente speciale!

Vivì11 maggio 2010

I ricordi che ci portiamo dentro da bimbi, difficilmente riusciremo mai dimenticarli. Li possiamo mettere da parte per un po' di tempo, ma prima o poi tornano sempre, o per rattristarci o per colmarci l'animo di tenere sensazioni come in questa poesia peraltro molto molto bella. Lirica apprezzatissima.

P
Pp11 maggio 2010

Ricordi indelebili s'accendono, passeggiando con l'autrice e qualche lacrima sfugge al controllo... Superba come sempre... !

Salvatore Ferranti11 maggio 2010

Noi qui le chiamiamo in maniera diversa, ma anche io ho delle "fontanelle" del cuore... ce n'è una in particolare che si trovava vicino alla casa dei miei nonni... poesia che mi ha appassionato tantissimo.

Kiaraluna11 maggio 2010

Che struggente immagine quello zampillo... mi rappresenta la vita, là dove regnava solo pace e riposo... la vita che continua, nella memoria, nell'anima... Incredibilmente sentita, un vera perla Marina,

Anche mia madre mi portava al cimitero dai nonni giù in paese, e io a guardare le foto di quelle persone scomparse! Mi hai fatto venire in mente la livella di Totò: due lapidi attaccate, una era di un Marchese e l'altro di Esposito Gennaro... netturbino... Due mondi due realtà, che alla fine del viaggio però sanno di dover essere anime e non più divisi da classi sociali... Bei ricordi e bella lirica Cara Marina... un abbraccio

Silvia De Angelis11 maggio 2010

Meravigliose immagini evocative, che riportano ai lontani tempi dell'infanzia, ma che sempre vivono integre e luminose nell'anima, facendo scaturire dolci sensazioni... Lirica molto piaciuta

Berta Biagini11 maggio 2010

Quante volte ho sentito dire "non portare la bambina in quei luoghi tristi" eppure oggi devo solo ringraziare chi mi ha insegnato a capire il vero senso della vita – quelle lucine non mi hanno mai fatto paura - mi hanno lasciato solo ricordi che ancor oggi vivo quando mi reco in quei posti e che rivivo "con gioia". Sono dell'idea che anche i piccoli devono imparare a capire e vivere la vita come la viviamo noi, un domani si troveranno senz'altro meglio. Ricordo quel "fai con la manina...".

D
Dalassa11 maggio 2010

I bambini che non hanno avuto la sfortuna di perdere qualcuno a loro vicino, considerano la morte in un modo del tutto naturale, forse come avremmo dovuto imparare da adulti. Ritrovo tutta l'innocenza ed i pensieri che raffioravano in me da bambina in questi mirabili versi che mi facevano pensare ad un trapasso sereno senza paura.

Calogero Pettineo11 maggio 2010

la particolarietà di questi versi che descrivono un momento della vita è l'attennta riflessione su oggeti che nessuno fa caso (la fontana, i sassi) inglobati in un sentimento che di solito da bambini si ha paura. un fiocco meritato con segnalazione.

Moreno il Duca11 maggio 2010

un filmato del tempo dell'infanzia magistralmente diretto sotto la tua regia di donna cacciatrice di sensazioni e emozioni vissute, passate e tu con gran spolvero le fai ritornare a noi brava inchini

Danielinagranata11 maggio 2010

immagini dal sapore antico... emergono da ricordi ormai indelebili nella mente... il nostro passato che emerge. bellissima

A
Arelys Agostini11 maggio 2010

Lirica che da la sensazione di sommergere al lettore in un fiume chiaro e splendente per nutrilo di ricche immagine di un passato non tanto lontano... Un passato dove i sogni danzavano come angeli in bosco fatato... Bellissima

Clara Gismondi11 maggio 2010

Come rendere i ricordi di marmo, per sempre cementati dalla carta vergata! Bella!