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Sociale 15 maggio 2010 · lettura 1 min · 5484 letture

Mangiafuoco

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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M'ha scagliata mille volte tra le fiamme, lignea marionetta, il famelico Mangiafuoco, per completar della sua cena la cottura. Al terzo starnuto, bugiardo segnale del pentimento, interrompeva il macabro rituale rimandando al giorno dopo il divampare della fiamma. Ora giaccio qui, carbonizzata, dopo l'ultima risolutiva infornata, in attesa della pioggia, che scioglierà la cenere lavando dal pavimento le tracce bigie. Intanto gioca ancora, Mangiafuoco, con rinnovato legnoso rifornimento. Si diverte muovendone i fili, al ritmo della risata adunca, sguaiata. Tra poco la morsa dell'appetito. Ardente alimento il forno richiede. Al divampar della fiamma l'infernale triade degli starnuti, il rinnovato rituale.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Nel terzo millennio le donne sono ancora considerate oggetti di proprietà, su cui si ha il potere di vita e di morte. Piuttosto che accettare una separazione, è preferibile uccidere e i recenti fatti di cronaca ne sono purtroppo la conferma.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (17)

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Vivì15 maggio 2010

Una metafora non solo suggestiva e favolosa, ma che rende l'idea benissimo sul contenuto di questa poesia. Purtroppo l'ignoranza la fa da padrone, soprattutto in certi paesi dove le donne vengono considerate solo come riproduttrici e per questo violate nella dignità, nel loro corpo, nei loro diritti. Superbo questo accostamento di Mangiafuoco a questo tipo ...diciamo " uomo" che non si vuol evolvere e rimane mentalmente agli albori del tempo. Grazie alla poetessa.

Angela15 maggio 2010

Metafore forti e tristemente appropriate che spiegano molto bene il concetto che si vuole esprimere in questa poesia. Purtroppo la vera uguaglianza tra uomo e donna è ancora un privilegio che riguarda poche menti eccelse. A volte ci si illude di aver raggiunto la parità poi hanno il sopravvento i soliti antichi retaggi culturali che estromessi dalla porta rientrano subdolamente dalla finestra e quando crediamo di aver già fatto un grande passo di qualità ci ritroviamo più schiave di prima

Moreno il Duca15 maggio 2010

Marina, che devo dire, esistono questi uomini o ritenuti tali che la donna viene vista solo come serva schiava e macchina perfetta per il loro bisogno naturale che è il sesso, la parità è carta ma questa carta non sempre viene letta o rispettata secondo scrittura ma interpretata secondo esigenze, e le donne, non solo le donne del terzo mondo ma anche le donne del nostro paese spesso e volentieri vengono sfruttate e usurpate, brava poetessa

Anna Maria Obadon15 maggio 2010

Il maschio, come fanno i leoni, delimita il suo territorio e lo difende: la femmina deve essere assolutamente sua in esclusiva. L'uomo appartiene al regno animale e non fa accezione con l'aggravante che dovrebbe essere guidato dal cervello. L'istinto prevale sulla ragione e molte donne restano vittime, indifese spesso anche dalle istituzioni. Bella.

Lucia Volpi15 maggio 2010

Purtroppo ci sono uomini che per ignoranza e prepotenza trattano la donna come una schiava... qualcosa sta cambiando, ma la strada è lunga. Molto bella e originale

Giorgio Lavino15 maggio 2010

E' il manifesto della lotta ai soprusi. Da brava maestra la nostra autrice ci racconta una fiaba dei nostri tempi dove Mangiafuoco regna ancora incontrastato. Bellissima poesia

Danielinagranata15 maggio 2010

splendide metafore un ritmo riflessivo, un sentire forte. poesia che contiene molte verita' purtroppo basta aprire i giornali o ascoltare la tv per rendersene conto descritta in modo magistrale non fa' una piega molto piaciuta nella sua profondita'

Aldo Bilato15 maggio 2010

urcalavacca chebbella! sgrunt lo dico anch'io... beh, speriamo che vinci tu... ma che non perdo io... complimenti scorpioncina. cià.

Calogero Pettineo15 maggio 2010

metafora su cui meditare poiché non solo sulle donne si ripercuote l'ignoranza di molte persone. Lirica apprezzatissima.

Gabry Salvatore15 maggio 2010

Devo dire che questa poesia è davvero molto bella e significativa. Il mondo è circondato dai terribili mangiafuoco che giorno dopo giorno commettono crimini. Splendida metafora, profonda riflessione. Stupenda!

S
Silvia Cingolani15 maggio 2010

mamma mia! Sono rimasta senza parole... bellissima poesia, trasmette tantissimo le emozioni provate scrivendola. Complimenti

Massimo Mangani15 maggio 2010

bella poesia arguta e originalissima per il resto sai che sono maschilista ...ricordati che c'è anche chi ha evirato il consorte ...

Raggioluminoso15 maggio 2010

Non può non venire la pelle d'oca dopo la lettura di questi versi quanto mai sentiti. La violenza sulle donne, miete più vittime di incidenti stradali e malattie fra i 16 e i 45 anni. Una lirica che dovrebbe essere un inno contro la violenza ai danni delle donne. Molto efficaci le metafore scelte da questa poetessa. Totalmente condivisa. Apprezzatissima!

Giovanna De Santis15 maggio 2010

e quanta ancora violenza quotidiana sulle donne da uomini bestie che le trattano come schiave, inchini Marina per il tema trattato, magistrale stesura poesia apprezzatissima

Asociale16 maggio 2010

veramente speciale... fa riflettere sugli abusi piccoli e grandi che l'uomo fa quotidianamente sulle donne non trattandole con la stessa dignità e rispetto che pretende. Complimenti molto bella

Gerardo Novi16 maggio 2010

Ignoranza consapevole, programmata a tavolino da esseri paurosi del confronto... decidendo estreme soluzioni, piaciuta

Pino Tota17 maggio 2010

Torniamo al matriarcato... la storia ce lo insegna... e staremo meglio tutti quanti... Stupenda opera poetica