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Introspezione 17 maggio 2010 · lettura 1 min · 2761 letture

Cinema di provincia

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Apre le porte il vecchio cinema di provincia nel ventoso pomeriggio della prima domenica di sole di un'assiderata primavera. Intirizzite di solitudine, le rosse poltrone vellutate, in attesa degli spettatori che non verranno. Nella sala buia s'inseguono sullo schermo i titoli di testa dell'ultima pellicola d'avventura. Si consuma nel fragore del dolby sorround la mia prima uscita dal guscio di casa. E' troppo presto ancora per affrontare la luce del giorno passeggiando sul lungolago spumeggiante. Respirando.
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (14)

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Daniela Pacelli17 maggio 2010

Riporta al film "nuovo cinema paradiso"! Lievi immagini lette tenuamente e ad agio per gustarne l'emozione tra le rosse poltrone intirizzite di solitudinem in attesa degli spettatori che non verranno. Intensa, originale e molto apprezzata. Brava Marina

Antonella Bonaffini17 maggio 2010

Questa è una poesia che ho letto con molto piacere, particolarmente suggestiva e per me... nostalgica. Splendida

Ela Gentile17 maggio 2010

Sembra di stare realmente in un vecchio cinema di provincia con quelle poltrone rosse vellutate e con pochi spettatori in sala. Dà idea di un racconto retrò, anche con il video abbinato. Molto bella ed è stato piacevoilissimo leggerla. Bra vissima Marina

Vivì17 maggio 2010

Quando ero piccola ricordo che vicino casa c'era una grande cinema cui d'estate l'addetto al proiettore che era anche un tuttofare, nell'intervallo azionava un meccanismo per cui il tetto si apriva piano piano in due sezioni ed io rimanevo stupita a guardare il cielo. Una grande tecnologia per quegli anni. Grazie alla poetessa che mi ha riportato indietro nel tempo. Lirica apprezzata.

Kiaraluna17 maggio 2010

Una fatica immane uscire dal guscio... guardare la vita in faccia alla luce spietata del giorno, dove la realtà ti aggredisce rubandoti i sogni. Una poesia che sento mia... profondamente. Stupenda.

Anna Maria Obadon17 maggio 2010

L'atmosfera di un piccolo cinema di periferia mi riporta indietro nel tempo quando ci emozionavamo guardando film "neorealisti" ed uscivamo sempre un po' più ricchi di sentimenti. In una giornata uggiosa è bello rifugiarsi nel passato e tornare per un attimo bambine con l'opportunità ormai perduta di saper esprimere un sogno.

Spettatrici ora di un bel film di domenica pomeriggio quando nelle città di provincia c'era il cinematrografo a far compagnia ... Ora siamo in casa con uno schermo ultrapiatto non si esce se piove, e abbiamo gli altoparlanti in versione cinema! Bellissima introspezione che fa vivere un bel brivido dentro di gusti passati e ... bella musica!

Silvia De Angelis17 maggio 2010

...la primavera si è dimenticata il suo abituale ruolo, si da rendere solitario un grazioso accogliente cinema ed anche le uscite ai lati del lago trasmettono una certa malinconia... Lirica molto piaciuta

Calogero Pettineo17 maggio 2010

Hai miei tempi bisognava accontentarsi di ciò che ti offriva una piccola cittadina ed il cinema era un evento straordinario. Questa lettura mi ha riportato indietro nel tempo, riflettendo su come sono cambiati i tempi. Bellissima e molt apprezzata.

Raggioluminoso17 maggio 2010

Immagini donate incredibilmente suggestive e pare proprio d'esser dentro quel piccolo cinema con il sapore dell'infanzia e lo stupore negli occhi. Il lettore si ritrova seduto sulle poltroncine rosse e davanti ai suoi occhi scorrono i versi di questa magnifica poesia. Infiniti inchini a questa poetessa che sa sempre incantare

Berta Biagini17 maggio 2010

Come è semplice tornare bambini quando si leggono certi versi – mi sono venuti subito in mente i gelati a forma di boero che uno dietro l'altro mi mangiavo senza sosta - il cinema era proprio di fronte a casa – neanche 100 metri, eppure quei piccoli gelati erano una manna.

Danielinagranata17 maggio 2010

Da bambina abitavo in un paese e ricordo con nostalgia il vecchio cinema mi hai fatto ritornare indietro negli anni quando tutto sembrava semplice e quando le piccole cose ci sembrano grandi è una nostalgica e bellissima poesia

Moreno il Duca17 maggio 2010

questa tua poesia mi riporta ai tempi spensierati della mia giovinezza, quando con gli amici in bicicletta andavamo in città per vedere il cinema la domenica pomeriggio bei ricordi e bei tempi passati grazie Marina

Rossella Gallucci17 maggio 2010

La paura dell'ignoto, di uscire allo scoperto, di guardare in faccia la realtà... meglio restare chiusi nel proprio buio interiore, vivere una vita immaginaria, come si fa quando ci si immerge in un bel film... Ma prima o poi bisogna affrontarla quella realtà per iniziare a vivere ... e a respirare. Così l'ho voluta leggere . La trovo fantastica