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Riflessioni 21 giugno 2006 · lettura 3 min · 828 letture

Liberticida

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Fren 7 poesie pubblicate
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Un'ombra passa in fretta Come il sole cocente, Quel riparo non ti aspetta Vuol vederti morente... Al padrone non nascondi La tua faccia desiderosa Di cogliere i profondi Momenti di libertà esplosa! Liberticida è il sangue, Che spinge a custodire La terra che si espande Non vuoi o non sai morire Pensando di donare Al prossimo, al tuo fianco, Un po' di tuo sudore Al tuo vicino stanco Che pensi non vuol fare Capire alla tua gente, Ti vuole conquistare? Ma questa è la tua mente... Invece lui si strugge Pensando a un po' di vita Lontana dalla legge Di mente che scondita Rimugina il tuo sguardo Che sembra liberato E invece tu sei schiavo Di un vivere malato. Non pensi di valere Men di nulla al tuo futuro Che ci farà cadere E poi schiantare contro il muro? Schiantare contro quel nostro muro... Liberticida è il tempo, Il vivere normale, Che verso un fine lampo Procede con il male Di chiudere un discorso Da poco cominciato Che mai tu avresti chiuso, Che mai l'avresti amato... Ma almeno quel vociare, Da piccolo e mediocre, Poteva significare Un gusto meno acre Che invece si fa solito, Nel camminare ancora, Con sguardo sempre attonito Pensando alla tua ora. Non trovo una scusante: Siamo schiavi del finito... E invece un cuore infante Ha bisogno d'infinito! Il tempo che finisce Ci uccide solamente, Lui neanche s'intristisce Svanisce la nostra mente... La nostra mente vola via e non sente! Liberticida è il niente, Che da vivere ci è dato. Non sono delicato Se penso a questa gente Che schiava sente invece La libertà nell'aria, Immagine illusoria Di questa nostra specie. Non sono mai d'accordo Con questo sentimento Democratico e contento Di un libero ricordo. Perché ci adoperiamo A chiudere i discorsi Di sogni ormai dispersi Di creder ciò che siamo, Non siamo più del nulla Se mode e modellisti, Famelici stilisti, Ci cullano la culla Facendoci pensare Di stare proprio bene Di non aver catene Spezzate dall'optare... Optando di sbagliare! Liberticida è la scelta, Perché le tue opzioni Son poche ed alla svelta Decidi senza ragioni. E invece l'uomo vivo Si ferma e pensa ancora Che tutto è decisivo, Che tutto è pena o gioia. Non c'è la via d'uscita, La scelta è più inchiodante Di un dubbio alla tua vita Che rende tentennante, Qualsiasi movimento Non centra col volere. Invece un sentimento È nascosto dal potere Della televisione, Che tutti non sappiamo Essere l'unica ragione Di cose che facciamo. Siam schiavi dei pensieri Entrati dagli occhi. Pensate un poco all'ieri: Eran questi i nostri sbocchi? Eran questi i nostri sbocchi? Liberticida è il tutto, Che è stato costruito Attorno all'infinito Che prima era più asciutto... E invece ora è grondante, I liberi hanno pianto, Le lacrime soltanto Son risultate tante... Il libero vorrebbe Morire proprio adesso, Non solo, ma anche spesso, Così si strapperebbe La vista assurda e vera Di un mondo tenebroso Che crede d'esser sposo Della libertà che spera... E poi voglio restare Cantare, ancora un poco, Protendere allo scopo Che è il libero pensare, Dell'essere diverso Davvero, e senza niente Da dimostrare, e spente Le luci, e l'universo che io cerco non ho perso!
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