Accadde
Accadde
mentre sui tetti
tubavano colombi silenziosi
-nella città eterna-
dai vicoli imbevuti di passato.
Unimmo due destini
coi fili che la luna
-ci tesseva-
la stessa Musa
che stringe adesso, le tue rime
-tra le dita-
Chiudemmo a chiave
i silenziosi echi
-della nostra vita-
come vestiti vecchi
in un armadio scricchiolante
-giù in cantina-
Ti tenni stretto
abbeverandomi col tuo calore
-sulle labbra-
mentre la pelle
sfiorava la mia anima in grisaglia.
Accadde
e fu il paradiso
-per noi due-
malinconie gemelle
distese sulla coltre dell'amore.
©
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L'autore
Manuela Magi
Amo tutto ciò che mi permette di sognare e sogno tutto quello che mi permette di amare. Leggo spesso Neruda e in particolare un poeta sconosciuto che ha scavato nella mia anima fino a trovarne il nucleo dove erano sopite le mie emozioni. Muore la parola appena è pronunciata: così qualcuno dice. Io invece d
Commenti (1)
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P
Paolino24 maggio 2010
Bella, intensa e passionale; poesia che rapisce per il suo calore e che coinvolge tantissimo. Molto apprezzata