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Sociale 24 maggio 2010 · lettura 1 min · 3166 letture

Come un colibrì

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Profilo di colibrì sulla poltrona in controluce davanti alla finestra aperta sul bosco. L'antica guerriera attende l'ora dell'appuntamento per volare a ritroso, alla barbara guerra che di civile non conserva il ricordo, ma soltanto l'orrore per quei ragazzi sorpresi nel sonno, morti ammazzati. Senza processo trucidati. Maledetta spia come pulce nel pelo del cane penetrò per ordire il tradimento che sangue e morte portò alla brigata. Olocausto d'innocenti ragazzi lasciati marcire nel fango, dagli scarponi calpestati, tra le donne coi fucili puntati. Giornata lunga una vita, via crucis cosparsa d'impronte, una per ogni pianto, mentre le mamme con il rosario in mano pregavano un Dio pietoso che li prendesse per mano per riportarli alla Sua casa. Mentre racconta, la combattente antica, aumentano i battiti, il frullo d'ali. Interferisce un raggio di sole col corpo di prismatica natura, lasciando intravedere il riflesso metallico dell'armatura. Mentre l'ultimo singhiozzo spegne la centenaria voce, dalla finestra aperta, tra i fiori di maggio mimetizzati, si presentano all'appello i martiri lontani. Sorridono appena, per non essere scordati.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Sabato 22 maggio ho filmato ed intervistato per conto dell'Anpi, Angela Bianchi Lazzarini, di 98 anni, moglie del comandante partigiano cap. Lazzarini, che fu protagonista con la sua formazione, di uno tra i più efferati episodi della Resistenza tra le montagne del luinese (Va) avvenuto il 7 ottobre 1944. Le penne del colibrì, che sa volare all'indietro, sono ricoperte da piccolissime lamelle che funzionano da prismi ottici. Il raggio di luce viene così scomposto nei suoi colori originari dando una colorazione cangiante diversa a seconda dell'angolo di osservazione.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (22)

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Antonella Bonaffini24 maggio 2010

Stasera mi hai lasciato davvero senza parole... grazia e suggestione assoluta in un poesia che mi ha incatenata dalla prima all'ultima parola

Daniela Pacelli24 maggio 2010

Bellissima la tua esperienza descritta tra l'altro in questa lirica in modo magistrale. L'antica guerriglia attendo l'ora dell'appuntamento per volare a ritroso, alla barbara guerra. Toccante la chiusa "si presentano all'appello i martiri lontani, sorridono appena, per non esser scordati". Complimenti Marina, abbraccione

Asociale24 maggio 2010

ricordare e non dimenticare ... chi per un ideale per un mondo migliore ha sacrificato la vita ... complimenti

Enrico Baiocchi24 maggio 2010

un martirio infernale di giovani eroi, una guerra bastarda in cui infami avvoltoi hanno venduto la vita di patrioti e civili. Quanto sangue in questa lirica impregnata di rabbia dove versi stupendi raccontano una miracolo della natura che non riesce a lenire le profonde cicatrici ed il disgusto di chi ha vissuto quegli anni maledetti. una chiusa che imprime nella nostra memoria il rispetto per tante vite bruciate.

Ela Gentile24 maggio 2010

Rabbia, dolore in questi tuoi versi e tanta maestrìa nella stesura degli stessi. Non trovo parole da dire più di quelle che hai detto tu così dettagliatamente. Posso solo complimentarmi con te, dichiarare la mia partecipazione emotiva a quanto è successo in quell'atroce episodio e portare nel ricordo quei giovani martiri.

Nadia Mazzocco24 maggio 2010

Una grande poesia che tocca l'anima del lettore, non ho nessun commento all'altezza di questa opera, scritta col cuore in mano e l'anima nella penna. Troppo commovente!

Salvatore Ferranti24 maggio 2010

Una storia che mi ha appassionato. sono un esperto di storia, e quindi ho letto con infinito interesse questa poesia, che parla del nostro passato, che parla di sacrifici, di ideali... versi di grande forza, che commuovono, perché sono persone quelle, che hanno fatto questa nazione. e dire che c'è chi fischia ed offende la bandiera...

Vivì24 maggio 2010

Una storia che ho letto con il fiato sospeso dall'inizio alla fine. Anche la nota dell'autore ho letto con vivo interesse. Questa poetessa ha la capacità di attrarre e catturare con le sue liriche l'attenzione del lettore e di richiamarlo a se ogni giorno con una storia diversa. Lirica apprezzata per il contenuto e la stesura finissima.

P
Pp24 maggio 2010

Una vera opera d'arte, non so proprio come commentarla tanto è bella e intensa di significato, solo un immenso abbraccio a una delle poetesse più grandi del sito

Nel leggere quest'opera si rimane attoniti, senza parole per l'elevata maestria, per contenuto storico, sentimentale e grande sensibilità. Non si può che sol alogiare l'autrice. Complimenti sinceri

Aldo Bilato24 maggio 2010

per non dimenticare!... poesia che fa del dolore rabbia... e della rabbia denuncia... monito a non dimenticare... in un momento come questo, dove i valori sono andati a farsi friggere... e abbiamo una classe politica che della cultura se ne infischia... (soprattutto della propria)... e allora una bella scarpata nei denti come questa... a far si che non si dimentichi... bellissima. complimenti. cià.

Kiaraluna24 maggio 2010

Toccante e struggente... unabandiera per non dimenticare l'assurdità della guerra e il sacrificio. Immensamente bella, profondamente sentita.

Anna Maria Obadon24 maggio 2010

La sorella di mio padre di cui io porto il nome aveva 20 anni ed era una staffetta partigiana: fu fucilata insieme all'ufficiale tedesco che, innamoratosi di lei, si rifiutò di comandare il plotone di esecuzione. Ora giacciono uno vicino all'altra in un piccolo cimitero di valle fra altre montagne. Lei aveva 20 anni e tanti sogni nel cuore. Bellissima la tua poesia, giusta per non dimenticare.

Berta Biagini24 maggio 2010

Difficile imbrattare il foglio con delle parole su questi versi – un ricordo che fa male raccontato con una precisione incredibile – con una parte caudale che impressiona il lettore.

Raggioluminoso24 maggio 2010

Una poesia che fa venire la pelle d'oca per l'emozione che trasmette. Un senso donato assai prezioso e commovente. Uno spunto di riflessione importante. Da rileggere per non dimenticare. Eppure sembrerebbe che l'uomo non impari nulla dal passato e che nulla fermi gli scempi che ancora si compiono. Molto apprezzata

Calogero Pettineo24 maggio 2010

Un argomento molto toccante per avvenimenti che al solo pensiero riempiono d'angoscia e di rabbia e mi chiedo come può l'uomo dotato di intelligenza compiere simili barbarie. Molto coinvolgente, sentita e condivisa.

Moreno il Duca24 maggio 2010

il ricordo... momento esplosivo nella memoria non dimenticare... i tanti i troppi caduti per un ideale per un credo

Marco Monti24 maggio 2010

non so come hai fatto a scriverla è incredibile, ogni verso lettoè un brivido d'emozione, molto commovente e tu

Clara Gismondi24 maggio 2010

Il ricordo aiuta ma fa anche male. Comunque è bello che tu scriva di certi avvenimenti che potrebbero essere dimenticati... Se ci penso ci sto ancora più male! La storia già si ripete troppo spesso... Poi bella l'associazione al piccolo colibrì, uccello dalla natura vivace, leggero e varipinto, uno spettacolo della natura, un gioiello! Gioielli! Bella!

Angela24 maggio 2010

La grande drammaticità di questi versi e l'rgomento trattato non possono che infondere grande commozione sia in coloro che c'erano in quei tempi orribili (ormai credo che siano pochi e anziani coloro che vissero simili episodi) sia nelle persone che hanno appreso da altri le nefandezze che accadevano. Sei veramente a rievocare certi eventi documentandoti con i racconti delle persone che li conobbero da vicino. Versi meravigliosi per una grande lezione di storia e di vita

Marina Pacifici24 maggio 2010

Versi commoventi, emozionanti, di pura grazia e stile. L'imperativo categorico della memoria, della testimonianza, del non dimenticare mai la Storia, il dolore, le lacrime, la via crucis di tanti innocenti eroi, grazie ai quali oggi siamo liberi. Liberi, consapevoli. Delusi, ma rassegnati o indifferenti mai! "Il contrario dell'amore non è l'odio, bensì l'indifferenza. Qualunque atteggiamento vogliate avere, miei giovani amici, non siate indifferenti"(Elie Wiesel, premio Nobel per la letteratura). Segnalibro e in evidenza! un abbraccio

Massimo Mangani25 maggio 2010

ricordi che ti rimangono dentro specialmente per una che come te ha vissuto seppur di riflesso quei momenti, purtroppo i giovani eroi caduti non finiranno mai, paur nel core e nella mente mia caduti nuovi per questa patria mia. Sono triste ...