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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Riflessioni 25 maggio 2010 · lettura 1 min · 5845 letture

Il grammofono

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Fruscio di puntina incide il solco della spirale. Periferiche sensazioni scivolano fino al nocciolo. Identica la distanza tra le spire. Primordiale respiro dell'universo che dal nucleo si espanse e tornò all'originale. Organica resina vestiva di emozioni un metallico cuore. Zaffiro e diamante davano voce all'anima antica, fragile sbriciolabile, che pulsava al ritmo del cuore. Ora il silenzio è il sottofondo di un'algida melodia. Cibernetiche infrangibili vibrazioni di un animo che più non freme. Tornerò a spalmare di gommalacca il mio corpo antico. Ogni profonda ruga un solco indelebile di vita.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

I vecchi dischi della prima metà del '900 erano incisi su una lamina di metallo ricoperta di gommalacca, una resina secreta da un piccolo insetto La registrazione del segnale audio era realizzata per mezzo di un solco a spirale di Archimede (che si sviluppa in modo che la distanza tra una spira e l'altra rimanga sempre uguale). La velocità del disco era standardizzata a 78, 26 giri al minuto e il suono veniva riprodotto da una puntina di zaffiro o di diamante.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (24)

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Daniela Pacelli25 maggio 2010

iL FRUSCIO DELLA PUNTINA SI SENTE SEMPRE quando accendi il giradischi nel solco della spirale. Periferiche sensazioni scivolano fino al nocciolo. Chiudo gli occhi e mi sembra di sentire il vecchio giradischi suonare... in splendide metafore che tu ci hai proiettato tra i versi donando un'ottima idea della tua introspezione che tornerà a spalmare di gommalacca il tuo corpo antico, ogni profonda ruga un solco indelebile di vita. Che dire? Questa ser ati sei davvero superata, piaciuta moltissimo! Applausi e abbraccio

Raggioluminoso25 maggio 2010

Una lirica molto originale, suoni che cambiano ma che non hanno più la stessa "patina". Molto piaciuto il senso donato a questi magnifici versi che si possono sfogliare e ridisegnare facendoci sognare. Meravigliosa

Enrico Baiocchi25 maggio 2010

ma quel fruscio che disturbava il suono avvolgeva di magico l'atmosfera come se quella voce arrivasse dal cielo, era un qualcosa di vivo e presente, e quando il disco si incantava scoppiavano risate e si correva a sistemarlo per il terrore che si rovinasse il disco o la puntina. Fantastico quest'amarcord Marina, sembra di sentire l'odore di celluloide o vinile che avevano i dischi 78 giri della Voce del Padrone. Grazie

F

Quest'autrice riesce a cogliere con straordinaria percettività e minuziosa attenzione la più sottile nuance del visibile e dell'immaginifico della memoria traendone una sintesi evocativa estremamente poetica che viene trasmessa al lettore con versi preziosi, raffinati, di rara eleganza

Antonella Bonaffini25 maggio 2010

Va segnalata subito... mi hai riportato indietro nel tempo... darei la mia testolina per poterlo riavere...è fantastica

Aldo Bilato25 maggio 2010

beh!...la chiusa è da manuale... ciò che descrivi mi fa tornar bambino... ne conservo ancora l'odore... non tanto del vinile... ma del vecchio mio che smadonnava per la tecnologia... ch'era meglio l'organetto a detta sua... e con il toscano in bocca... si stupiva di se stesso e del bel suono emesso... lirica bellissima. complimenti. cià.

Asociale25 maggio 2010

bella l'idea di coprir le rughe con la ceralacca ... solo che per "antichi" come il sottoscritto forse è difficile trovarne a sufficenza... molto piaciuta

Berta Biagini25 maggio 2010

Ho la fortuna di avere ancora un disco a 78 giri che mi fa sognare tutte le volte che lo prendo in mano – vive ancora nel mio cuore. Versi molto molto graditi.

Anna Maria Obadon25 maggio 2010

Il proprio corpo come un disco di vinile. Ogni solco una memoria di cose lontane ma sempre presenti anche senza restauro. La mente codifica tutto e abbiamo incisa sulla pelle la nostra vita fra note tristi malinconiche e dolci. Bella poesia, condivisa e apprezzata .

Ela Gentile25 maggio 2010

Questi tuoi versi fanno venire nostalgia dei tempi andati, dei grammofoni con la puntina di diamante e dei dischi a 78 giri. Sei stata stupenda a farli rivivere nei tuoi versi... e che dire della chiusa? assolutamente fantastica! Sei brav issima Marina...

Salvatore Ferranti25 maggio 2010

Una bella rievocazione storica, e una splendida poesia. anche se io non appartengo alla generazione del grammofono, e neanche a quella del giradischi, tuttavia ho apprezzato molto questa poesia. molto suggestiva.

Una lirica che fa tornare in mente sia quei tempi in cui era la compagnia delle feste, dei grandi balli... Sia che mi fa riaffiorar alla mente la mia infanzia... Mia nonna che ne aveva uno... I versi sembrano aver quel suono che si ode da lontano da un grammofono con musica soave. Stupenda

Giovanna De Santis25 maggio 2010

Uh che bella, un ritorno nel tempo, ricordo m'incantavo a guardare il disco girare mentre emetteva melodie, poi il nonno materno aveva avuto l'hobby per dischi e grammofoni grazie Marina poesia apprezzatissima elegante magnifica stesura

Le cose dei vecchi tempi, semplici e a volte anche difficili da possedere, donavano allegria, proprio come il vecchio giradischi con il bracciolo e la puntina. Lo ricordiamo ancora con una punta di nostalgia perché a molti di noi ci appartiene. Piaciutissima!

Giorgio Lavino25 maggio 2010

Organica resina vestiva di emozioni un metallico cuore. Poesia di orcellana pura. Immagine studiata alla perfezione. Mano che disegna con arte sotto la guida di un'anima esploratrice.

Calogero Pettineo25 maggio 2010

A me di una certa età a volte capita di ricordare cose ed oggetti appartenuti al mio tempo con pizzico di nostalgia. Bellissima lirica che mi ha riportato indietro di qualche anno. grazie.

Silvia De Angelis25 maggio 2010

Leggendo queste rime si torna indietro nel tempo, quando ogni cosa si apprezzava tantissimo, anche se imbastita di minor tecnologia e perfezione... Lirica piaciutissima

Vivì25 maggio 2010

Io ce l'ho! Un bel grammofono che fa bella mostra di se accanto ad un pianoforte a muro di fine ottocento E posseggo anche uno dei dischi da te descritti a 78 giri. Ma quando lo metto in funzione più che un bel canto si eleva un suono gracchiante. Comunque mi piace lo stesso con il suo trombone d'alluminio dorato. La tua poesia sembra fatta apposta per il mio grammofono. Lirica apprezzatissima.

Angela25 maggio 2010

Bellissimo questo tuo viaggio tra l'antico e il nuovo a rievocare momenti e oggetti che furono compagni delle nostre emozioni e farli entrare in sordina in in piccolo angolo della nostar vita di adesso

Danielinagranata25 maggio 2010

immagini dal sapore antico... emergono da ricordi ormai indelebili nella mente... che nostalgia molto originale e bella suggestiva

Simone Bello25 maggio 2010

Poesia incredibilmente nostalgica e suggestiva... Hai fatto nascere in me la nostalgia per qualcosa che purtroppo non ho vissuto a causa dell'età, ma così ben descritta da esserne ora consapevole... Complimenti davvero.

Moreno il Duca25 maggio 2010

poesia che corre a ritroso nel tempo facendo rivivere fantastiche ed indimenticabili emozioni, complimenti Marina ottima veramente la tua poesia

A
Arelys Agostini25 maggio 2010

Con questa stupenda lirica sono tornata a mie tempi di bimba, quando visitavamo la casa del nonno... Quelli era festa per lui quando faceva sonare un vecchio grammofono che aveva nella sua stanza... pensarlo oggi e come guardare un dolce cielo azzurro... letta con grande apprezzamento e nostalgia. Complementi

Azar Rudif27 maggio 2010

Decisamente conuquistato da questa descrizione del grammofono che ne coglie lo spirito della materia con la quale è fatto. E' uno strument vivo che prende partealal musica che riproduce con quel suo fruscio ora scomparso sui lettori digitali senz'anima. Da conservare