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Sociale 3 giugno 2010 · lettura 1 min · 2234 letture

La parata

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Pennacchi ondeggianti a ritmo di fanfara che il mazziere fieramente guida in testa alla sfilata. In alta uniforme uomini e donne sfilano in corteo mostrando stellette e medaglie al valore dell'ideale. Volontari mascotte e cavalli bardati con gli stendardi a chiudere la parata. Presentat'arm con l'umido sguardo rivolto alla bandiera ad onorar dello Stato le impettite autorità, mentre il cielo della capitale si tinge del tricolore. Solo ieri ennesime bare sfilavano dinanzi alle mamme senza medaglie senza uniformi.
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Ho seguito in tv la parata per la Festa della Repubblica

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (19)

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P
Pp3 giugno 2010

Lo so è dura da digerire, ma forse, solo forse... Quelle mamme hanno medaglie nel cuore, lacrime sul viso ... D'onore. Sempre brava, versi perfetti cara amica. Buonanotte.

Raggioluminoso3 giugno 2010

Una composizione mirabile. Una descrizione perfetta di una parata e nessun ingrediente manca, nemmeno il dolore di chi ha perso cari affetti in nome del dovere da portare a compimento. Una lirica molto espressiva e molto "al passo". Bellissima e sentiti complimenti a questa autrice che mai manca di ricordare eventi importanti.

Daniela Pacelli3 giugno 2010

Pennacchi ondeggiano come onde nel mare nel corteo dove uomini e donne sfilano mostrando medagliette con grande valore. Descrizioni minuziose e colme di enfasi che si lasciano leggere con molta ammirazione. Applausoni Marina e inchini alla tua bravura a 360 gradi!

Aldo Bilato3 giugno 2010

per non parlare dei milioni di euro spesi per gli armamenti... quando il paese versa in condizioni penose... lasciamo perdere vah! lirica ch'è da encomio. complimenti. cià.

F

Accorata e condivisa riflessione. Il denaro ed il potere sono i motori che generano guerre e massacri, da sempre. La storia è lì e siamo noi. In questa infinita epopea del male il sangue che si raccoglie è quello degli umili.

Ela Gentile3 giugno 2010

Come sempre br ava Marina che sa cogliere di ogni episodio il lato umano e la corda che parte dal cuore. Encomiabile il testo letto ed apprezzato per lo stile proprio dell'autrice e che si legge con piacere ed interesse. Complimenti Marina.

Vivì3 giugno 2010

Le parate militari sortiscono sempre un fascino ed un accorrer di gente eccezionale. Forse perché non molto usuali. Le frecce tricolori poi sono come una bella chiusa di una poesia. Certo il pensiero non può fare a meno di andare ai nostri giovani militari caduti ed alle loro famiglie. Grazie alla sensibilità della poetessa che ce li ha rammentati. Lirica apprezzatissima.

Salvatore Ferranti3 giugno 2010

Quello che mi chiedo è questo: crediamo ancora veramente a questa repubblica? lo dico perché facciamo di tutto per maltrattare questa nazione, e per fregarci l'un l'altro...

Kiaraluna3 giugno 2010

Occhi umidi innanzi alla bandiera... una bella parata... una bella mascherata che non ha solo tre colori, ma tanti quante le facce di chi chiama pace la guerra... di chi compra gli ideali con una bella medaglia al valore... di chi chiama giustizia guardare i senzatetto dalla sfavillante auto blu... e i pensionati in fila per un tozzo di pane. Scusatemi lo sfogo... grazie Marina per questa poesia dai toni pacati e immensamente riflessivi,è davvero grande.

Rita Minniti3 giugno 2010

Versi che rispecchiano la rabbia che si prova davanti a tutto questo "sfarzo", a questi colori che, non sono altro, che intinti di sangue e vergona. L'apparenza è solo quello che si vuol far vedere, quasi a volere fare dimenticare, quale sia la vera realtà. Fumo negli occhi e nient'altro! Immensa e molto forte, cruda, l'ultima strofa... ma molto molto vera!

Silvia De Angelis3 giugno 2010

Intensa originalità in versi davvero espressivi che si posano su un anniversario importante ...quello della nostra Repubblica... cerchiamo di migliorarla... Lirica molto apprezzata

Calogero Pettineo3 giugno 2010

Triste contrasto ci offre questa vita, chi festeggia e chi piange di dolore, solo le parole non servono a lenire la perdita di una vita umana. bella ed apprezzata.

C

hai evidenziato un'amara realtà,come sempre versi fantastici e concetti condivisibili sei super

Saldan3 giugno 2010

Sempre fiero di questa festa... fortunatamente non c'era nessun ministro leghista a rovinarla ahah... comunque molto bella questa poesia, toccante...

Moreno il Duca3 giugno 2010

cara marina quello che tu hai descritto è l'altra faccia della medaglia complimenti poetessa

Clara Gismondi3 giugno 2010

L'apparenza non inganna mi verrebbe da dire! A chi sa ricordare e guardare con occhi vigili e attenti come fai tu è facile capire quanto poco patriottismo aleggi oggi in Italia... Quando si tratta di apparire allora sì siamo capaci di mostrare tutta la nostra magnificenza. Invece la vera "cosa di tutti" è quando arriva a tutti ed è per tutti. Amen. Molto sentita (forse un po' di rabbia... sgrunt)

Enrico Baiocchi3 giugno 2010

Medaglie e bandiere che durano un istante, il tempo di ricevere l'applauso, poi tutto si ripone per la prossima mascherata, mentre a quelle mamme e quelle mogli, SE verranno date la sera, le potranno mettere sul cuscino del proprio caro e parleranno con loro, a loro chiederanno il sostentamento per mandare avanti le famiglie distrutte, mentre governanti e politici nel frattempo con i loro spettacolari sorrisi avranno onorato la loro patria, viva l'Italia.

Danielinagranata3 giugno 2010

Un pensiero e un'accorata preghiera per quelle mamme e al loro dolore immenso versi da leggere e rileggere per non dimenticare intensa e struggente

Angela4 giugno 2010

I grandi valori della patria ci destabilizzano con le loro incongruenze e le loro contraddizioni. Non possiamo più credere ciecamente all'amor di patria quando troppo spesso fa pagare un prezzo altissimo a tante giovani vittime e le loro famiglie.