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Introspezione 4 giugno 2010 · lettura 1 min · 6393 letture

Il richiamo del gufo

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Tacere Fuggire Di nuovo Corrosivo silenzio dilaga dalle sterili viscere fino alle unghie, fino agli occhi vuote cavità orbitali senza più iride né pupille. Fiori avvizziti ristagnano nell'acqua verdognola evaporata maleodorante. Accartocciati arrugginiti petali lentamente scivolano dal tavolo di cucina con la tovaglia plastificata. Fuori bubola il gufo. Ho chiuso la porta. E' ora di andare.
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (17)

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Raggioluminoso4 giugno 2010

Ci si incanta a leggere questi versi e li si legge e rilegge, ogni singolo verso, ogni singola parola sono portatori di un senso molto importante e intenso. Poesia strepitosa. Sempre incantata ed estasiata nel leggere questa poetessa. Senza respiro. Molto bella!

Daniela Pacelli4 giugno 2010

Il silenzio corrosivo dilaga dalle sterili viscere fino alle unghie ...e i petali arrugginiti scivolano dal tavolo della cucina ...il gufo canta fuori ma la porta è chiusa, come il sentirsi chiuso nel silenzio per tacere... ma poi è ora di andare e si rimpono le catene del silenzio. Una lirica avvolgente che si lascia leggere con grande apprezzamento. Molto bella Marina, piaciua molto!

Barbara Golini4 giugno 2010

m'è sembrato di leggere molte cose in questa poesia, sottintesi e metafore, evidenti e meno evidenti significati... molto bella e commovente, m'ha lasciato qualcosa che non ancora so ben definire ma che sicuramente m'ha portato a pensare, non solo sulle aquile animali, ma anche su quelle della vita.

Antonella Bonaffini4 giugno 2010

Una lirica che ho letto quasi con il fiato sospeso...è avvolgente e bella... applasi!

F

Molteplici i significati che si percorrono e si intrecciano in questa lirica che sa di simbolo arcano ed esoterico. Permane e inquieta l'immagine che le incombe accompagnandola, come un lied da narrare nelle buie notti dell'inverno attorno ad un antico focolare di rituali e di magie

Ela Gentile4 giugno 2010

Letta con intensità lascia stupefatti per le possibilili varie interpretazioni, Intensa bella e inquietante con quel gufo che bufola fuori... Ho chiuso la porta, è ora di andare... Complimenti Marina per l'effetto che mi lasci e le riflessioni che mi procurano la lettura, molto apprezzata.

P
Pp4 giugno 2010

Ermetica, versi che ho riletto più volte e darne un senso spiegandolo, servirebbero 100 forum, sei grande Marina, davvero un portento, ti meriti un fiocco gigantesco, stasera ti voglio proprio adulare!

S
Silvia Cingolani4 giugno 2010

A me il canto di questo gufo a fatto venire in mente un che catastrofico... come se dovesse succedere qualcosa contro la cui non si può fare niente... anzi non si ha più laforza di fare niente. Marina sei magnifica, mi fai sempre riflettere. cara.

Anna Maria Obadon4 giugno 2010

Questi versi mi hanno fatto pensare a quelle sensazioni che mi pervadono in certi giorni quando guardando le cose poste al solito posto avrei la tentazione di cambiare qualcosa ma, presa da una sottile indolenza, mi chiudo la porta alle spalle, conservano anche fuori la visione di un interno che assolutamente non mi piace: l'abitudine.

Quando il gufo bubola, bisogna andare. Poesia del cambiamento; una nuova strada inizia lasciando alle spalle un passato decadente. Suggestiva ed emotivamente coinvolgente, per me, sentita in senso positivo.

Salvatore Ferranti4 giugno 2010

è vero. il gufo non mente. e quando è ora di andare, che si vada. indugiare non serve, non è mai servito. bella poesia.

Kiaraluna4 giugno 2010

Una fotografia, immobile, un attimo lungo un'eternità...questo si fa la vita ad un certo punto, rimestare le carte non serve più...si può solo uscire fuori da quell'istantanea, alla ricerca di un altro cielo. Profondamente sentita, respirata, condivisa. Abbraccio immenso.

Silvia De Angelis4 giugno 2010

E' inutile rimuginare nella mente pensieri negativi... diventano sempre più pesanti ed inaccettabili... conviene girare pagina e distrarsi con altri argomenti di vita... Lirica molto apprezzata

C

incantevoli versi, scritti con maestria, invitano al ragionamento esprimendo una cruda verità,complimenti

Moreno il Duca4 giugno 2010

sono rimasto incantato leggendo questo tuo bellissimo testo molto bella espressiva e che coinvolge piaciutissima

Angela4 giugno 2010

Il richimo del gufo non fa presagire nulla di buono eppur bisogna andare seguendo il suo richiamo. Perchè? Forse perché ormai il quotidiano è spento ed avvizzito e non offre più niente tranne lo scivolare sulla tovaglia plastificata? Io non vorrei seguire il gufo capisco che a volte ci troviamo ina una condizione con una sola via d'uscita discutibile forse ma l'unico appiglio a cui aggrapparsi fuori dall'uscio. E' un'introsprezione di grandissimo pregio

Vivì5 giugno 2010

Chissà perché dicono che il verso del gufo porta male. Certo non è che sia il massimo di musicalità, ma trovo che forse a questo mondo esistono animali che emettono versi più terrificanti. A volte l'uomo in certe condizioni psicologiche supera di gran lunga il verso di un povero gufo. Basta che apra la bocca. Sappiamo bene che può ferire più una parola di una spada. Io personalmente, credo che questo detto rispecchi in pieno la verità. Una poesia molto ermetica dalle diverse interpretazioni. Ma lo stile e l'originalità non mancano certo a questa poetessa. Lirica apprezzata.