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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Riflessioni 12 giugno 2010 · lettura 1 min · 3081 letture

Come libellule

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Pausa Cervello in stand by per mancanza di connessione. Inaspettata tregua dalla frenesia di scrivere a getto continuo dubitando di aver smarrito le ali della fantasia. Insopprimibili reconditi pensieri premono per farsi ascoltare arrestandosi attoniti sulla soglia ad osservare il monitor, che invano replica di aver smesso di funzionare. Nello stupore di questo silenzio immobile come libellula sullo stelo, resto in ascolto. Poi li sento timidamente di nuovo vibrare. Finalmente soltanto per me. I miei pensieri.
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Il black out di un server che blocca un sito Internet per alcune ore può mandare un cervello in tilt...

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (10)

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Raggioluminoso12 giugno 2010

Una lirica i cui versi esprimono molto bene e in modo assai originale, cosa significhi essere disconnessi dal proprio pensiero. E sempre fra computer e mente si è voluta vedere una certa analogia. Efficai le immagini e ci si sente libellule frementi nella gabbia di corvi neri. Molto piaciuta.

Dave Du Demon12 giugno 2010

Piaciuta. L'ho trovata molto interessante soprattutto nella prima parte. Credo che ognuno di noi possa identificarsi. Devo però aggiungere che non è un bene andare in tilt per la mancanza di un sito internet.

Calogero Pettineo12 giugno 2010

santa verità di questa tecnologia di cui viviamo. versi che scorrono fluidi esprimendo in modo chiaro il vuoto e la sua oppressione

Una poesia ben strutturata per definire quel che reamente accade quando i nostri pensieri ci manano in tilt... Coe il computer bisogna resettare tutto, cercare il buio totale, far riaffiorare piano piano tutte le sensazioni! Stupenda!

Giorgio Lavino12 giugno 2010

Un talento come te un tema del genere non se lo poteva proprio far sfuggire. Quando non ti ho visto tra quelli della mezzanotte, ho subito capito che avevi fatto il tema, tu che sei abituata a correggerli. Naturalmente hai dato il meglio di te, regalandoci un altro capolavoro. Che conservo per utilizzarlo come viatico quando i miei vuoti di pensiero incalzeranno inevitabilmente. Ti saluto .

Moreno il Duca12 giugno 2010

versi che condivido ma se un sito internet va in tilt non bisognerebbe lasciarsi prendere dal panico e riempire di vuoto il nostro pensiero ed il nostro animo piaciuta cara Marina

Salvatore Ferranti12 giugno 2010

molto ben scritta questa poesia sul vuoto che è assimilabile al black out. siamo troppo legati alla tecnologia per riuscire a farne a meno, anche per un solo giorno. poesia di grande intensità. fa molto riflettere... dove stiamo andando a finire?

Danielinagranata12 giugno 2010

Una bella riflessione che condivido scritta molto bene piaciuta e apprezzata

A
Arelys Agostini14 giugno 2010

Lirica che fa vedere l'atro faccia dell'essere umano che fanno dell'internet la sua forma di vita, creandosi panico nella sua mente per la mancanza di queste medio come se fosse la sua unica linfa vitale... non credo che dobbiamo lasciare che queste medio domine la nostra vita. Complementi per il tema tanto interessante

Enrico Baiocchi14 giugno 2010

quando il nostro cuore se ne va a passeggio per conto suo, quando manca la connessione con la mente tutto sembra svanito, disperso, i nostri pensieri si bloccano smarriti e incapaci di prendere una direzione, a quel punto l'unica cosa da fare è aspettare la fine del black- out. Molto calzante la metafora scelta.