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Riflessioni 13 giugno 2010 · lettura 1 min · 3362 letture

Non capisco

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Non capisco se continua l'abbaglio a prendere granchi, ed ho finito le guance. La vita metterebbe pure foglie verdi e nuove se il male astruso non marcasse il territorio in questa terra estrema di pochi angeli e molti demoni che contemplano ghignanti dalla cima del loro egoismo l'ingenua benevolenza delle loro sognanti vittime; come fare finta di non ricordare lo sfracello?
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Perché il male prevalga, basta il che il bene rinunci all'azione... o che si lasci imbrogliare dal vittimismo del male...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (4)

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Francesco Luca13 giugno 2010

poesia di grande riflessione e profondità...condivido il pensiero a apprezzo il testo... complimenti

Kiaraluna13 giugno 2010

Allora siamo almeno in due a non capire... stiamo a guardare il fiume che diventa rosso... meravigliandoci solo che il Bene galleggi ancora... senza fare nulla per salvarlo. Bravo Paolo... come sempre encomiabile la tua sensibilità.

Perlanera13 giugno 2010

Il male avanza quando il bene retrocede... Molto incisiva questa poesia che trasmette "a pelle" il senso di repulsione e la voglia di ribellione. Piaciuta.

Danielinagranata13 giugno 2010

Riflessione molto profonda e vera che condivido tanto apprezzata