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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Uomini 20 giugno 2010 · lettura 1 min · 5275 letture

Il monello

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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T'ho sganciata. Un biglietto di sola andata t'ho messo tra le mani una mattina sciagurata, viziato annoiato moccioso in cerca di saldi a buon mercato. Intelligente colta determinata, ma triste melensa appiccicosa. Gli occhi tuoi sempre languidi mansueti. Cane fedele al guinzaglio, accucciato ai piedi del padrone. Comoda pantofola scolorita smangiucchiata sfilacciata. Del resto non sei il primo ninnolo sbriciolato e rabberciato prima d'esser rivenduto sul banchetto dell'usato. Io resterò per sempre irreversibile monello, ma tu potresti dirmi almeno grazie, prima di tornare a orecchie basse dal tuo giocattolaio, misera pigotta delle mie placate brame.
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Il potere si esercita anche quando un uomo tratta una donna come se ne fosse il padrone.

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (10)

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E' un potere purtroppo al quale molte donne non riescono a libellarsi... Acccate d'amore oppure deboli si rendono schiave, ninnoli e giochi per uomini che se ne prendono gioco sia nei sentimenti sia dei corpi... Una lirica molto apprezzata, un contenuto purtroppo che rispecchia una realtà di questo mondo crudele.

Raggioluminoso20 giugno 2010

Una lirica che descrive la condizione di molte donne, ne conosco alcune che davvero hanno avuto solo il biglietto di andata e non in senso metaforico. Chi le aveva "spedite" poi sapeva che non avrebbero più potuto tornare e loro erano partite ignare pensando a un regalo. Lirica molto significativa e grande spunto di riflessione. Apprezzatissima!

Marina Pacifici20 giugno 2010

Donne che amano troppo. Donne che nel baratro della solitudine donano amore a soggetti infantiloidi, cinici, narcisi. Donne che hanno il coraggio infinito d'Amare e di mettersi in gioco. Perché in Amore perde soltanto chi è incapace di amare e di dare amore ed affettività. Le donne viceversa esercitano l'autodeterminazione ed il proprio rinnovato orgoglio femminile allontanando da sè e rimuovendo gli anoressici sentimentali. Come? Con una catartica risata! Poesia che è una vera gemma. la conservo. Un abbraccio

E' un potere quasi malefico quello esercitato da certi uomini sulle donne e tu lo esprimi ricorrendo a delle metafore molto suggestive e a versi di un'espressività davvero singolare.

Enrico Baiocchi21 giugno 2010

un potere dato da secoli di assurda disparità che ancora oggi non riesce ad essere annullata, favorito purtroppo dall'incapacità di molte donne di far valere la loro personalità. Oggi qualcosa sta cambiando, ma da uomo mi accorgo che la maniera con cui alcune donne cercano di conquistare il loro giusto ruolo è la stessa erroneamente usata dagli uomini per millenni, e questo non credo porterà mai ad una vera e condivisa uguaglianza.

Anna Maria Scamarda22 giugno 2010

Un pensiero, il tuo, assolutamente condiviso. Il concetto di potere se non è inteso come strumento da porre al servizio dell'altrui bene, è davvero un inutile frastuono... E, nel peggiore dei casi, una vera e propria arma micidiale. Versi fortemente espressivi. Tema centratissimo. Piaciuta moltissimo.

Anna Maria Obadon22 giugno 2010

Leggendo questi versi mi è tornato alla mente il film di Marco Ferreri "La cagna" che tratta di un rapporto di dipendenza e sottomissione totale di una donna nei confronti dell'amante. La passione ci rende spesso schiave, in balia di noi stesse e dell'umore dell'uomo "adorato". Quando questo perverso meccanismo si inceppa all'amore subentra l'odio totale verso chi ci maltratta e verso noi stesse perché gli abbiamo permesso di trattarci come cagne! Il film di cui parlo mi ha molto colpita come i tuoi versi.

Filippo Ferrari22 giugno 2010

Hai saputo sfumare un'altra inconfondibile realtà e verità, ti stimo, dovremmo essere noi uomini invece a essere i primi che riparano i propri ingranaggi di un giocattolo, quello del nostro cervello, e mettere a posto le rotelle che non girano bene.

sì è vero, molte donne sono giocattoli nelle mani degli uomini; e molti uomini sanno essere burattinai. E' anche vero però, che sentirsi bambole li aiuta. Ma nemmeno essere come loro, ci aiuta. Siamo donne noi come sono uomini loro. Ognuno nella propria natura. Quindi, cerchiamo noi per prime di non sentirci bambole, ne maschi con le gonne... Una donna senza fili= un burattinaio in meno

Angela23 giugno 2010

E bravo il nostro mnello! Gioca fino a soddisfarsi non si prende cura del suo giocattolo lo rompe senza farsi alcuno scrupolo e poi lo restituisce al giocattolaio passa la mano ad un altro monello pari suo che potrà giocare con i pezzi ancora rimasti integri oppure trovarà riparato il giocattolo riparato malamente e magari lo offenderà anche per questa sua non integrità. Ma non potremmo spezzare una volta per sempre la catena di questi infami abusi?