L'ignoranza è beatitudine

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (15)
Davvero alle volte si vorrebbe non conoscere, ignorare, penso si starebbe molto meglio. Vivere senza sapere produrrebbe effetti benefici, ne sono convinta. Interessante spunto di riflessione. Lirica molto sentita e totalmente condivisa. Molto apprezzata!
Amarezza trapelano versi su consuetudini che si ripetono all'infinito e sembrano non aver più tregua nell'arco di un'intera esistenza... Lirica originale, ottimamente stilata, molto apprezzata
il senso della vita è composto da molteplici sensi che cuore e mente ... appagano a suo giusto interpretare ...ora il tutto comprende tutto ... e della nostra immagine sapere chi siamo non ha differenza... l'importante è essere... mio splendido poeta un abbraccio
Davvero sentita e condivisa, il tema trattato in maniera esemplare, versi stilati come sempre in modo eccellente. Si questo è per me un grande autore! Conservo! Il senso della vita... Trattato in modo davvero originale.
in un certo senso sì, è beatidudine ma va considerata come una malattia che non si cura nemmeno con le supposte. e spesso è pure ereditaria...
Una vera introspezione che da spazio di essere interpretata come riflessione di molti... Beati gli ignoranti perché non focalizzano il modo di vivere... Perché ricordarci quel che facciamo o edifichiamo se poi viene distrutto dal potere che hanno altri di disarmarci? Bisognerebbe saper andare avanti così alla giornata, senza farci tanti problemi, perché se no alla fine disperdiamo solo energia, non sappiamo più chi siamo... Io l'ho letta così... Stupenda dei versi che mi hanno coinvolta e veramente ben scritta grazie poeta!
Ci sono due tipi di ignoranza: il non sapere e il non comprendere. La prima pùò essere anche beatidudine, la seconda mai. Ci sono delle persone che non sanno molto, ma hanno ben presente il senso della vita. Sempre spunti di riflessione le poesie di questo autore.
Sì la storia si ripete all'infinito, tutto ricomincia e finisce nello stesso modo, ogni volta. Chissà perché ogni volta ci si crede. Una riflessione amara che devo per forza condividere. Molto apprezzata Pino.
Perché dimenticare chi siamo? possiamo forse essere ignoranti, a volte può far comodo, ma il non sapere chi siamo non ci solleva dalle responsabilità, se quelle mura non riescono a salire forse la colpa è anche nostra, in questa lirica si parla troppo di morte, ma nonostante tutto siamo ancora vivi, l'ignoranza, come la solitudine, rende apatici non beati caro poeta. Svegliamo il cuore e togliamo i sassi dai sogni e mettiamoli sulle mura, un po' di sudore fa bene.
Una poesia riflessiva oggi sull'ignoranza. Penso che sia il male più brutto con cui combattere, meglio stare alla larga dagli ignoranti, o meglio, stare alla larga chi nell'ignoranza si ostina a voler stare senza far mai nulla per migliorare. Onore al poeta che ci ha dato modo di riflettere e poter dire la nostra. Lirica apprezzatissima.
Credere che tutto sia finito fa perdere la speranza ... Si rivedono gli stessi errori le stesse colpe, versi molto sentiti e apprezzati!
oh! e riescono a far sonni profondi e sereni come i neonati... forse perché hanno la coscienza immacolata... non usandola mai... il brutto è... che la madre dell'ignoranza... è sempre in cinta... bella riflessione... lirica apprezzatissima... cià.
Versi che fanno male al cuore del lettore, versi da leggere lentamente per riuscire ad asciugare le lacrime che bagnano l'anima del poeta Piaciuta tantissimo, sempre
a volte meglio essere ignoranti, come sempre cogli sfaccettature del comportamento umano, trasformandole in versi mirabili,
Essere ignorante da molte agevolazioni, non si sente, non si vede e troppe paranoie di certo non si hanno... Che dire... un'impressione azzecatissima e ocndivisa molto. Bravo Pino













