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Introspezione 24 giugno 2010 · lettura 1 min · 4836 letture

Il cappio

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Impiccare pensieri appena nati al cappio dell'inutilità di continuare a far sentire una voce ormai arrochita dalla tramontana che urla senza tregua per zittir fragili idee che timidamente volevano solo provare a respirare. Sarò boia di me stessa, aprirò la botola e poi sarà finita.
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (24)

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Raggioluminoso24 giugno 2010

Ogni tanto, anche io vorrei essere boia dei miei pensieri. Mi riesce molto difficile quando il cuore urla agli scempi, per esempio, e si rimane solo con le mani piene di impotenza e gli occhi rassegnati allo scorrere dei fiumi. Una poesia molto profonda e molto sentita. Piaciutissima!

Anna Elvira Cuomo24 giugno 2010

travolge come un fiume in piena, se ci entri, non hai scampo; mi somigli si! la sento molto, potrei averla scritta io... potremmo essere insieme in quel fiume... stamo per annegare e l'acqua e la musica ed il nostro essere ci sommergono e ci travolgono. Vera... troppo vera... sconvolge... la sento, anche troppo

Asociale24 giugno 2010

grande riflessione in quel voler annientare i propri pensieri che spesso sono il nostro stesso carnefice

Daniela Pacelli24 giugno 2010

Impiccare appena nati al cappio i pensieri per farli morire sul nascere. I pensieri nascono dal nulla, da una parola, un'immagine, un fraintendimento, i pensieri logorano e creano i film... allora il desiderio di annullarli... e capita spessimo, soprattutto a noi donne. Molto bella, coinvolgente e piaciutissima. Brava Marina e buona notte!

Salvatore Ferranti24 giugno 2010

potremmo essere noi stessi il cappio dei nostri pensieri? forse si, magari saremmo pure bravi, o lo siamo già stati... e l'immaginazione? che fine farà? una poesia molto bella, intensa, ben scritta. apprezzatissima.

Angela24 giugno 2010

Un desiderio di autodistruzione assale i nostri desideri quando si accorgono di non aver alcuna voce in capitolo e di essere solo impotenti spettatori di una vita vuota che scorre inutilmente senza dare spazio ai sentimenti più belli

F

Forse i pensieri di cui tratta l'autrice sono anche quelli che nascono di fronte ai mali ed alle ingiustizie del mondo e della vita. Talvolta la coscienza ci dice che nulla cambierà e piomba nello sconforto e nell'intimità profonda del dolore. Qui si esprime come la volontà di un suicidio intellettuale per evitare che col pensiero e nel pensiero si acuisca penosamente la sofferenza.

C

occorre a volte impiccare nuovi pensieri e rimanere nel silenzio, con la mente libera, anche perché succede che non vengano recepiti, oppure fraintesi, bellissima riflessione

Anna Maria Obadon24 giugno 2010

A noi essere umani è stato concesso il peso della parola attraverso la quale cerchiamo di esprimere i nostri desideri ma troppo spesso si ha l'impressione di esprimere qualcosa soltanto a noi stessi non trovando condivisione. Non bisogna mai uccidere le proprie idee perché ci offrono la dignità per andare avanti (e non è detto che si abbia sempre torto marcio). Bella poesia.

Berta Biagini24 giugno 2010

Abbiamo avuto un grande dono dalla vita, ma molto spesso non sappiamo utilizzarlo al massimo ed è qui che iniziano i problemi, tanto da farci pensare a cose che non dovremmo – letta con timore per il messaggio che portano questi versi.

Pino Tota24 giugno 2010

Una voce ormai arrochita dalla tramontana... ancora voce vibrante nel conflitto interiore che viviamo da sempre... e quante volte il desiderio di soffocare i pensieri nascenti rivela tumulti nell'anima... Una ribellione espressa con versi di grande respiro... palpitanti, quasi disperati. Da ricordare e meditare!

Vivì24 giugno 2010

Una riflessione profonda e molto sentita quella di oggi. Essere boia dei propri pensieri... quante volte, ma non sempre ci si riesce. Lirica molto apprezzata.

No... un'itrospezione durissima di quello che spesso purtroppo accade di pensare, ma solo nei momenti di vera ira! Spesso cacciamo la voce per far sentire i nostri pensieri ma non vengono ascoltati vengono soppressi... Non per questo dobbiamo chiuderci in una botola per suicidarli... Una lirica bellissima per struttura e versi, ma mi raccomando... DI SEMPRE LA TUA!

Moreno il Duca24 giugno 2010

essere boia dei propri pensieri, è una affermazione grande quella che ci propone oggi Marina, soffocare il pensiero quando ci si accorge di non poter intervenire perché le nostre mani sono legate o impotenti, vorrebbe anche dire nascondere la testa come gli struzzi, il nostro animo non ci permette di farlo e il nostro dolore con la nostra rabbia crescerà ancor di più in noi

Silvia De Angelis24 giugno 2010

A volte alcuni nostri pensieri, che provano a prendere corpo nella coscienza, non hanno ne anche il tempo di crescere, perché vengono recisi quasi all'istante, per il timore che peggiorino situazioni già di per sè precarie... Lirica molto apprezzata

Rita Stanzione24 giugno 2010

Versi molto significativi, bellissimi tutti, con una chiusa strepitosa!

Profonda, bella e intensa introspezione, con una nota di amarezza e ribellione

Ela Gentile24 giugno 2010

Impiccare sul nascere pensieri che riteniamo inutili e inefficaci, idee che timidamente volevano proporsi, ma poi la decisione finale è di tacere. Talvolta, però, è d'uopo farsi coraggio e farsi sentire, proporre le proprie idee, mettendo da parte qualsiasi reticenza. Versi profondi ed introspettivi molto apprezzati.

Danielinagranata24 giugno 2010

Impiccare i pensieri... una lirica molto diretta e originale un sentire forte un'introspezione che coinvolge il lettore molto piaciuta

Nadia Mazzocco24 giugno 2010

Condivido un po' tutti i commenti, ammirata veramente per questa originale poesia, un fiocco rosso x te!

Marina Pacifici24 giugno 2010

Versi di profonda, autentica introspezione. Un'evocatività e vividezza che colpisce il lettore come "Il grido" di Edvard Munch. Vivere, amare, soffrire, incontrarsi, lasciarsi. La felicità di ieri scritta a lettere di fuoco nel rovente dolore di oggi. Il viaggio più avventuroso è quello che non abbiamo ancora intrapreso. Sciogliamo gli ormeggi e dispieghiamo le vele, quindi. Una poesia che conservo. Segnalibro e in evidenza!

Gabry Salvatore24 giugno 2010

Versi intensi di riflessione profonda sui sostri pensieri e il valore che diamo ad essi. Una poesia che viene da una voce interiore che ogni tanto ci provoca rendendoci capaci di giudicare il valore del pensiero e di ribellarci ad esso. Stupenda!

Barbara Rossi24 giugno 2010

pensieri che assillano la mente e ci ingabbiano nello stridente contrasto con la realtà,impotenti e ribelli vorremmo poter essere liberi da tutto anche dai nostri desideri...

Enrico Baiocchi27 giugno 2010

Forse è una strada più veloce e leggera, eliminare sul nascere pensieri che esprimono speranze, sogni, convinti che nessuno possa udire il nostro grido strozzato, ma quelle fragili idee che timidamente volevano respirare forse erano le uniche in grado di concretizzarsi, no, non sono convinto che aprire la botola risolva granché.