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Impressioni 27 giugno 2010 · lettura 1 min · 7388 letture

Delirio nel delirio

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India 406 poesie pubblicate
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Non ho mai ballato sui cubi Non ho la pelle tatuata Non leggo pentagrammi di musica improvvisata Non snodo i miei boccoli per donarli a te Non mangio mai dal cinese Non mi nego ai profeti Non ho perso le chiavi di casa Ho quattro parole nel cassetto Ho mani consumate perché non ho mai suonato il violino e mai accettato incensi Il mio profumo inebria solo poche, dimenticate ragnatele e tra le dita stringo un cratere vuoto spento da anni di indifferenza Domani il cielo si ricorderà di piovere e tenterà inutilmente di bagnarmi, spegnerà i miei mozziconi in tasche arrugginite, domani farò le valige perché è giunta l'ora, l'ora di ascoltare i passi del carnevale insieme a Pierrot
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Commenti (12)

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Silvia De Angelis27 giugno 2010

Intensa espressività e musicalità in versi malinconici ottimamente stilati, graditi alla lettura e molto apprezzati

Salvatore Ferranti27 giugno 2010

che dire di questa poesia? che l'ho letta d'un fiato e mi ha coinvolto fino in fondo. è stato come entrare nella mente di una persona, e dalla porta principale. quasi un flusso di coscienza, che mi ha ricordato i miei amati Joyce e Virginia Woolf. poesia apprezzata.

Elena Poldan27 giugno 2010

Decisamente riuscita. Accattivante, ermeticamente sanguinante... Molto piaciuta

Che ci sta a fare, una persona che ha fatto della negazione il suo stile di vita, in un mondo in cui sopravvive solo che ha elevato la "condiscendenza" al ruolo di vangelo? Non m'importa della pioggia che tenterà di spegnere il miei "bollori", perché io conservo la mia identità intatta: non sono un'ipocrita, non mi vendo, non m'importa di piacere a tutti, non voglio riempire il mio cuore di falsi idoli. Non è un delirio: è la mia forza, la mia consapevolezza di esistere.

Azar Rudif28 giugno 2010

Nessun compromesso e nessuna accondiscendenza a questo mondo quando il nostro è certamente migliore. Quasi certament, anche il carnevale e Pierrot sono falsi

Enrico Baiocchi28 giugno 2010

Distaccarsi dai protocolli convalidati dall'umanità, dopo aver chiuso la propria esistenza in una rete di ferro, da cui non si può uscire ma in cui non si può entrare, una gabbia con un'apertura a tempo come i forzieri di una banca. Chissà quali sono le quattro parole custodite tanto gelosamente, forse Vita, Amore, Odio e Morte.

mario calzolaro28 giugno 2010

Un'intensissima esplosione di emozioni che ti attraggono, ti travolgono in un crescendo di suggestioni meravigliose.

Pasquina Damone25 febbraio 2011

Penso a quali siano le quattro parole (chiuse) nel cassetto... e spero che le sue mani si consumino ancora scrivendo bei versi come questi!

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lazzarini gabriele26 febbraio 2011

delirio nel delirio di una coerenza che non accetta compromessi e maschere piaciuta e condivisa

Giovanni Perri22 giugno 2011

Un amore che si da per sottrazione. Sembra il sogno dello scultore. Il vero talento è il tuo.

B
Barba15 dicembre 2011

Contro ogni depersonalizzazione; meglio un delirio dell'essere verità come individui e anime, che seguire la massa schiavizzata. Contro tendenza e luoghi comuni, sprigiona poesia immediata.

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D’Urso Marino26 dicembre 2014

a volte la vita ti porta a questo delirio pieno di lucide contraddizioni!