Fuga per l'esistenza
Ausilia Giordano
686 poesie pubblicate
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Delle voci gli echi come rulli di tamburi
ci percuotono la mente.
Noi in fuga dalla guerra tra pietrificate vite
dallo sgomento devastate.
Un fragore, un boato e di fuoco scintille.
Copiose raffiche di mitra impavide sovrastano
le nostre grida disperate
e rapidi colgono mobili bersagli.
Dove sei mio splendido amore?
Tra nebulosa fitta polvere e pianti di terrore
stringo la tua mano in una corsa folle.
Fuga per l'esistenza! Per la vita!
Un rombo ancora
e piogge di proiettili quali veloci saette
fendono cruenti il già dilaniato suolo.
acido olezzo il nostro essere a fatica respira.
La tua mano mi sfugge.
Strati di terra in tempesta ostacolano la vista!
E tra fumo e zolfo la tua ombra scompare.
Ritorno, scruto, ti cerco.
La tua mano è stretta nella mia.
- Più forte corriamo mio amore! -
Oltre queste frontiere potremo sostare,
dove gli uomini non amano la guerra,
dove regnano l'amicizia e la pace:
lì costruiremo il nostro magico futuro.
Ecco: si placa la bufera,
non più sibili di razzi e di spari,
ma restano le grida laceranti e amare.
Cerco il tuo dolce viso:
non sei tu, qui mia amata a stringermi la mano,
ma una bimba che mi scuote piangente e atterrita.
Dove sei, mia Aisha dagli occhi di fata?
- Io sono Shamira – tra rotti singhiozzi sospira.
- La tua Aisha lontano è caduta,
da un esplosivo è stata colpita! –
Ancora raffiche a grandine,
ma ormai più niente mi spaventa.
Tra polvere e pietre esploro ansimante.
Inerme fra le mie braccia giaci senza più respiro.
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (2)
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Raggioluminoso27 giugno 2010
Racconti di vita vissuta ve ne sono molti, basta saperli raccogliere e non tutti lo fanno. Vi sono bimbi con i segni della guerra in corpo e non solo a livello psicologico, ma fisico, sia per le cicatrici che per rimasugli di schegge e proiettili che non si possono rimuovere. Una angoscia per il cuore che molti fanno finta di non vedere e anche chi li dovrebbe accogliere, non si presta a momenti di comprensione. Una lirica molto apprezzata!
Rita Stanzione29 giugno 2010
Una lirica che si ribella alla violenza, alla guerra, alla morte dispensata dalla follia umana... bellissima, apprezzata tantissimo!


