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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Riflessioni 29 giugno 2010 · lettura 1 min · 4843 letture

La stazione

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Arrivi e partenze sul binario dei ricordi. Avventurose immaginarie spedizioni con la manina stretta tra quelle grandi di papà. Occhi sgranati orecchi in ascolto campanella ostinata stridìo di lamiera. Frenata crescente gradualmente arrestava la locomotiva sudata, stremata da tanto viaggiare. Ma delle partenze era bramoso lo spirito inquieto, fermando il respiro alla stridula nota del segnale di commiato. Rotaie in tensione a subir l'attrito nel movimento progressivo della motrice in fuga. Salì in carrozza nell'insolito tepore di un inverno in procinto di morire la donna ormai cresciuta fotografando l'ultimo bacio di una coppietta affranta nel metallico ventaglio della preziosa volta. Geometrica vitrea trasparenza filtrava i singhiozzi dell'addio mentre sul binario morto restava immobile una bimba solitaria ad osservar quell'avvio.
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Da piccola il mio papà mi portava sempre alla stazione a vedere i treni. Io, chissà perchè, ero sempre affascinata più da quelli in partenza che da quelli in arrivo. Ho sempre attribuito questa "mania" alla mia perenne voglia di fuga. In realtà non ho mai avuto il coraggio di fuggire realmente, mentre molti treni sono partiti, senza di me, portandosi via coloro che amavo... Nella mia foto, la volta della stazione Centrale di Milano

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (28)

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Miky 7129 giugno 2010

Grande poesia, lo dico davvero lascia trasparire moltissimo e la drammaticità di una partenza è sempre un momento triste, soprattuto se senza ritorno e poi anche mio nonno mi portava a vedere i treni da piccolo quindi suscita in me splendidid ricordi, quanto mi piace , complimenti.

mario calzolaro29 giugno 2010

Bella e triste questa poesia. Stazioni: treni che arrivano, treni che vanno. Quanti sogni, speranze, incontri, addii! Amo le stazioni... ed i treni! Amo questa poesia.

Daniela Pacelli29 giugno 2010

Sui binari dei ricordi appaiono sempre i treni che sono partiti e quelli che sono arrivati ma chissà perché ci restano impressi sempre quell in partenza, forse perché danno l'idea del mistero, di un viaggio che ci traghetterà verso ka felicità, un nuovo viaggio, una vancanza, un cambiamento... e poi quando non saliamo vediamo partire quel treno che ci lascia nel cuore nostalgia per non aver colto l'attimo fuggente e insieme a lui, le persone care, quelle amate. Stupenda la riflessione di quest'oggi, condivisa e piaciuta molto molto! Applausone!

Enrico Baiocchi29 giugno 2010

già, chissà perché ad ogni treno che parte diamo poi il nome della persona che se ne va e raramente ritorna con quel nome, l'unico che non riusciamo mai a prendere è quello che porta il nostro nome. Sarà colpa della pigrizia o forse della paura di un viaggio verso una meta che non conosciamo, e continuiamo ad aspettare che sia il treno a portarci ciò che cerchiamo.

Aldo Bilato29 giugno 2010

struggente... bellissima... chi no ha provato certe sensazioni... dovrebbe almeno acquistare il biglietto per questo tuo Trailer... complimenti Marina... cià.

Ela Gentile29 giugno 2010

Quanti ricordi su quei binari, treni in partenza, addii, baci, lacrime e poi quel fischio del Capostazione che dava il via alla partenza. Conosco bene l'atmosfera di treni in partenza e treni in arrivo, ricordi di quando dal mio paese mi dovevo spostare col treno per andare al liceo che non c'era allora dove io vivevo. E' nostalgico leggere questi versi e l'autrice è sempre pronta a proporci nuove tematiche e a coinvolgerci con nuove emozioni.

Raggioluminoso29 giugno 2010

La stazione è un luogo particolare per tutti: per me ricordi di partenze e di arrivi, gioie e dolori e sono nel mio passato di bambina. Immagini molto significative in questa poesia. Una lirica emozionante per il lettore. Molto sentita e apprezzata!

Anna Maria Scamarda29 giugno 2010

Ma lo sai che anch'io sono stata sempre più affascinata dai binari in partenza piuttosto che di quelli in arrivo? Forse perché, dato che la vita è un Grande Mistero, la partenza verso una meta inesplorata riesce a trasmetterci sempre quello stesso entusiasmo che si prova da bambini per la scoperta di cose nuove... Di tesori da poter custodire poi nello scrigno dei ricordi del cuore... Mi ha affascinata molto questa tua, Marina.

non ho avuto da piccolino questo enorme piacere d'emozione... però abitavo dalla nonna vicino la linea ferroviaria e tutte le volte specialmente la sera godevo del suo sentire... e per me era una gioia nel cuore... erano treni a carbone... complimenti meravigliosa poetessa... grazie infinite per questo splendido ricordo... e abbraccio

C

bellissima, penso che si avverta di più la partenza di chi si ama perché si perde la gioia condivisa con quella persona, invece nell'arrivo c'è gioia, si passeranno giorni felici, poi non è forse vero, che si apprezza sempre ciò che più non abbiamo? , sei super

D
Dany Blasi29 giugno 2010

Avverto in questi versi il viaggio come metafora di percorso di vita... maestosi versi che racchiudono in dei binari, arrivi e partenze, una vita!

La stazione, il treno affascinano i bambini oggi forse di più perché solitamente si viaggia in auto. Da bambina la notte quando dormivo con la mamma perché il mio papà militare era via, sentivo il fischio del treno e mi dava una sorta di tristezza. Il pensiero del treno a volte incute malinconia e nostalgia proprio perché i ricordi di bambini si riaffacciano spesso alla nostra mente. Devo dire che la lettura di questa poesia ha fatto riaffiorare in me molti ricordi, ho visto sempre partire persone care in treno (ancora oggi con mio figlio studente fuori sede) ed ogni volta una forte emozione.

S
Silvia Cingolani29 giugno 2010

avessi avuto anche io il coraggio di salire su uno di quei treni... però a quelli come noi è data la possibilità di fuggire con la mente. Bellissima questa poesia

Anna Maria Obadon29 giugno 2010

La stazione ferroviaria con i suoi treni: sorrisi e lacrime. Per motivi di lavoro ho vissuto a fondo l'atmosfera delle stazioni e ancora oggi quando salgo su di un treno mi sento libera di andare e sognare. Bellissima emozione!

Kiaraluna29 giugno 2010

Partire con l'anima coi piedi ancorati ad una realtà nemica -amica, a volte odiata ma impossibile da abbandonare su quella banchina da cui osserviamo l'andirivieni della vita. Bellissima e piena di verità.

Angela29 giugno 2010

Una descrizione suggestiva e bellissima del dolore che prova un animo sensibile nel vedere partire sogni e momenti importanti verso quel viaggio senza ritorno a cui il tempo purtroppo costringe senza deroghe o remissioni. Molti addii nella vita ritrovano nel nostro cuore quei sentiment di angoscia di quando eravamo bambini e non sono mai del tutto scomparsi riemergono per arrecare dolore su dolore-

Ho sempre amato l'ambiente della stazione con i suoi treni, gli arrivi, le partenze, i saluti, gli addii, soprattutto il treno, sinonnimo di viaggio e di libertà per un bambino ma anche per il fanciullo che c'è in ognuno di noi. I tuoi versi, belli e genuinamente spontanei, risvegliano ricordi e gradevoli sensazioni.

Moreno il Duca29 giugno 2010

la stazione ha il suo fascino immutato nel tempo, sempre continue sensazioni e molte emozioni dona, essere nella mente dei molti passeggeri che affollano queste realtà si potrebbe creare una collana infinita di pensieri passioni emozioni, amori e tristezze una no stop, piaciuta

Enio Orsuni29 giugno 2010

dire bella poe è scontato ma le emozioni che trasmette sono emozioni che molti hanno provato. l'importante che tu quel treno non l'abbia preso mai avremmo perso molto. e quel binario morto? meglio lui che... poe molto apprezzata.

Gerardo Novi29 giugno 2010

La vita è una stazione e noi la sua locomotiva... cambiano i vagoni ma la locomotiva è sempre la stessa... ed è così cambiano i pensieri no noi... bella

Berta Biagini29 giugno 2010

Sensazioni nel veder partire od arrivare un treno si tramandano – anch'io gioivo quando mio padre mi portava alla stazione e chissà perché ho abituato anche i miei figli a gioire di questi attimi che sicuramente si ricorderanno nel tempo e chissà se anche loro... – forse accadeva questo perché prima tanti divertimenti non c'erano ed allora ci si attaccava ai treni anche perché non costavano nulla.

Silvia De Angelis29 giugno 2010

Il treno e la stazione sempre elargiscono un fascino particolare... l'attesa di chi arriva e la partenza di chi amiamo, ma noi, nel nostro profondo, siamo sempre fermi al punto di partenza, posando le nostre emozioni su quanto ci circonda senza allontanarcene... Lirica apprezzatissima

Quando i treni partono portano con se affetti lontani, e chissà quando si potranno rivedere... Una bimba che si sofferma su questi gesti... Voler scappare dalla propria vita per cambiare, darci la possibilità di crescere, e invece spesso accade che il cambiamento è sol dentro di noi... Al di là della struttura, il contenuto è di gran cuore... Unica e inimitabile stupenda!

Clara Gismondi29 giugno 2010

Sono diversi anni che viaggio sui treni una volta al mese... destinazione: MIlano... E la stazione di cui parli è la stazione di cui ho parlato io in una mia poesia (mi ricordo che ti ci ho fatto pensare). Forse perché qui si incontrano tanti tipi di persone o forse perché è l'atmosfera particolare del luogo... mi affascina e nello stesso tempo la trovo molto dura... Bella e intensa...

Salvatore Ferranti29 giugno 2010

io sono molto legato ai treni. tante volte ho attraversato la penisola da sud a nord e viceversa... e chissà che io non lo debba ancora fare... poesia molto intensa e condivisa.

Danielinagranata29 giugno 2010

Amo moltissimo i treni da bambina rimanevo ore e ore alla stazione ad osservarli... sognando di partire è una poesia che ho sentito sulla pelle che mi è piaciuta immensamente quindi la conservo stretta stretta

Marina Pacifici29 giugno 2010

"Partire è un po' morire" scriveva Shakespeare, ma probabilmente viaggiamo per continuare a vivere ed emozionarci. "Il più bello dei mari è quello che non navigammo" N. Hikmet. I tuoi versi emozionano, abbagliano nella bellezza delle volte della stazione centrale. Una poesia che mi ha profondamente commossa, dato che anche mio padre da bambina mi portava con sè a guardare i treni partire. La chiusa è un capolavoro. Segnalibro ed applausi un abbraccio

L
Loreta Salvatore29 giugno 2010

Un istante impresso nella memoria, rievocazione percettivo- visivo- sonora di un ricordo d'infanzia che affiora con i suoi significati. La stazione come luogo di partenza e di arrivo, metafora della vita come momento del cambiamento. Riflessione mnestica curata nel lessico e dal messaggio unico!