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Dialettali 2 luglio 2010 · lettura 1 min · 4539 letture

Ti rassi u suli ne tò manu

Elisabetta Randazzo 763 poesie pubblicate
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Siddru li me vrazza adivintassiru ali supra ciumi e mari ti purtassi ti rassi u suli ne tò manu figghia mia a tò presenza mi fa arricchiri ntra stu munnu ri guai e di terra disprizzata ri arburi sicchi cu rarichi malati Si a me funti ri vita binidicu lu gnornu ra to nascita u tò primu chiantu cu lu pettu ti nutricava mentri sculava d’abbunnanza Lu to ciauru si senti di luntanu ponu passari l’anni finu a centu ci sarò sempri a tiniriti pi manu
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L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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Commenti (6)

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Che bella questa poesia in vernacolo. L'ho letta attentamente per cercarne di capire il significato. Declama l'amore di una madre per sua figlia. Le braccia di una madre se potessero diventare ali porterebbero il proprio figlio lontano dai malori del mondo. Molto bella e apprezzata

F
Franca Canfora2 luglio 2010

E' un grido traboccante d'amore questa tua poesia, così forte, vibrante, che il dialetto arricchisce e rende assolutamente unica.

Gerardo Novi2 luglio 2010

ricordi che balzano alla mente, dolcezza per un passatodedicato unicamente ai figli e paure per un futuro colmo di imprevisti... un messaggio rassicurante per i nostri eredi, per non farli arrendere a battaglie già vissute da noi... rimanergli quel sole tanto lottato, esclusivamente per loro profonda e condivisa...

Aldo Bilato2 luglio 2010

se le mie braccia diventassero ali, sopra fiumi e mari ti porterei... ti darei il sole nelle mani figlia mia... la tua presenza mi fa arricchire... in questo mondo di guai e terra disprezzata... alberi secchi... con rami malati... sei fonte di vita... e benedico il giorno della tua nascita il tuo primo vagito... quando il seno mio ti nutriva... ch'era gonfio di nutrimento in abbondanza... il tuo richiamo si sente da lontano... possono passare anche cent'anni... che io ci sarò sempre a tenerti per mano. non so se l'ho tradotta bene... perché è la prima volta che ci provo... ma siccome m'ha toccato così da vicino... la morale è:"ai figli bisogna dar radici ed ali"... meditate gente... cià*

c
cristina biga2 luglio 2010

Bellissima poesia in dialetto, l'amore per i figli è qualcosa di meraviglioso, un dono che che abbiamo avuto il privilegio da unDio d'amore... piaciuta molto

Angelo Ricotta3 luglio 2010

Un'energica dichiarazione d'amore materno attualmente più che necessaria, in quanto molte donne oggi hanno smarrito il senso del loro essere madri per inseguire falsi miti propalati cinicamente ad arte da quelli che ne fanno mercato a loro unico profitto.