Ciao, prof, son Michele
Ausilia Giordano
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Il mio sorriso a rimembranze accenna
sì incerte e vaghe mentre incalza lo studente:
- Si, io: Michele, or stravolto or sfuggente.
La strada era la mia vita e la mia storia,
la scolastica evasione mio vanto e mia vittoria!
Ma aggrappato al vostro albero maestro
la mia vacillante nave spiegò con voi le vele
e le tempeste sedaste dei tumultuosi flutti
del mio mare in perenne burrasca.
Al timone con voi insegnanti
appresi l’ardimentoso coraggio della lotta.
Il cedimento venne nel gestire la piccozza
quando in salita il sì duro gioco
volontà e respiro quasi mi toglieva
e l’ansimar notti insonni mi donava.
Imperterrito e saldo il pugno
contro muri di gomma battevo forte
con la voglia di fuggire e deviar la rotta!
Ma sospirando a voi tornavo: mie vele maestre
che spazio conquistavate nel mio cuore.
Or sotto il mio sereno sguardo
gloriose scorrono le pagine infinite da studiare
e dentro la mia mente si fissan con ardore
i concetti, i principi e le teorie
che con la fermezza vostra appresi ad amare.
Ciò che or mi nutre e mi onora
nacque e dimorò in me come battaglia
che chiamo ora Amabile Avventura,
avviluppato in voi: docenti, amiche qual sorelle!
Vigorose fosti voi, mie abili insegnanti,
decise nell’impegno di ricostruir con me
il mio sentiero rendendomi protagonista vero,
indagatore attento dello stesso mio pensiero,
ma io non sempre fortemente volli
e con rammarico menziono.
Or son proprio io qual architetto costruttore,
artefice cosciente delle infinite imprese
della stupenda storia di questa vita mia. –
©
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Ausilia Giordano
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