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Sociale 11 luglio 2010 · lettura 1 min · 5111 letture

Figli della Luna

Angela Rainieri 232 poesie pubblicate
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Creature distanti i figli della Luna circondati dal mistero della notte. Così simili a noi eppur così tanto diversi per normali sguardi di comuni mortali. Figli della Luna da qualche sindrome affetti, qualitativamente compromessi nei sensi, nel corpo o nella mente. Portatori di handicap con diversità d'interazione e comunicazione, talvolta alienati dall'altrui realtà. Un mondo perfetto e distante ai loro occhi appare coperto da fragile vetro e d'apparenze fittizie. Un mondo lontano ai loro bisogni, ai loro interessi, al loro dolore. Ma forse un giorno le occluse menti apriremo e per poterli afferrare varcheremo nel buio attraversando le stelle e raggiungendo la Luna.
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Il titolo è stato ispirato dal film "Il figlio della Luna" tratto da una storia vera avente come protagonisti principali un bambino, Fulvio Frisone, affetto da tetraplegia spastica distonica sin dalla nascita, e la madre Lucia che ha lottato e continua a farlo per tutelare i diritti del figlio... Fulvio adesso è un uomo sulla quarantina ed è un noto fisico nucleare...

L'autore
Angela Rainieri

Sono nata in Sicilia, una terra bellissima a cui ho dedicato diverse liriche. Adoro scrivere poesie che considero come un atto liberatorio per la mia anima e se dovessi descrivere quest’emozione lo farei utilizzando alcuni versi di una mia lirica... "Cielo sciolto nell’anima/il mio libero sentire,/intimo palpito d’un s

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Commenti (9)

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alessio carlini11 luglio 2010

bellissima riflessione... in una società prolissa di interessi che hanno forma di lama tagliente e che colpisce troppo spesso i più deboli... ma la luna accoglie tutti allo stesso modo e regala a chiunque la sua incommensurabile e immutata luce sognante senza nessun interesse. molto bella un abbraccio

Massimiliano Ruggiu11 luglio 2010

Lirica pregna di sentimenti sinceri e profondi. Davvero apprezzata

Silvia De Angelis11 luglio 2010

Meravigliosi versi, elaborati con originalità ed intensa espressività, che si soffermano su coloro che vediamo diversi, perché ancora non siamo in grado di dare un giusto ed obiettivo significato a ciò che ci giunge attraverso lo sguardo... Lirica molto apprezzata

Gabry Salvatore11 luglio 2010

Poesia molto bella, la luna come metafora di una società crudele, che poco si interessa ai deboli. Intensi versi, bella poesia!

Raggioluminoso11 luglio 2010

Conoscevo questa storia, in effetti sono le madri che devono maggiormente lottare per poter dare un futuro ai loro figli. Se "abbandonati" non hanno alcuna possibilità. Spesso vi sono degli eisiti impensabili positivamente. Figli della luna sono considerati soprattutto gli autistici - e siamo noi che ci consideriamo normali che siamo distanti anni luce dal valore del vero amore e siamo molto più diversi di quano si possa immaginare. Lirica molto ben composta. Apprezzatissima!

Antonio Biancolillo12 luglio 2010

Altamente espressiva... una riflessione attenta... questo lottare a proteggere ciò che la società potrebbe emarginare... senza capire che quella silenziosa luna è lì per tutti... e il diverso è solo per la stoltezza dei nostri occhi... Piaciutissima... ti abbraccio...

Anna Maria Scamarda12 luglio 2010

E come non potrei condividere questi versi! Avevo nel cuore di parlare di Fulvio e di sua madre Lucia, miei concittadini, sul tema della diversità, ed ho potuto postare la mia poesia solo ieri. Ma quando ho letto la prima volta la tua, non avevo capito, e non vi era inserito neppure nella nota, che i tuoi versi si riferissero agli stessi personaggi. Mi fa piacere che sia così.

Salvatore Ferranti13 luglio 2010

la paura del diverso nasce dalla paura innata che abbiamo di ciò che non conosciamo... dovremmo essere capaci di andare oltre, una volta tanto... bei versi

G
Giosuè Necco13 luglio 2010

Essere perfetti... La cultura del nostro tempo, ci rende intolleranti, alla vista di un'altra realtà...In qualsiasi forma ci possa apparire... Il diverso è pericoloso... Riflessione che la lascia ampia discussione... Il tutto in versi intensi e subblimi... Complimenti