Cacofonia

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (20)
Meravigliosa - molto ben congeniata, tanto che vedo davvero gli occhi imploranti e sento la cacofonia dei suoni. Inoltre, posso anche sentire il sapore amaro di tutti i medicamenti. Io però di solito dal dentista m'addormento. Allora vivo le sensazioni da questi versi. Splendida!
mi piace pensare che quel serpente non sia un discendete del primo quello famoso per una mela. dentista o no una poe fantastica!
Fantasia musicale, un contrasto di suoni per descrivere la codardia e la falsità al cospetto dell'amore, con consueta maestria ed efficacia.
Ahahahahah, chiedo scusa ma il discorso del dentista mi spinge al riso. la poesia è,come sempre, ad ottimi livelli.
superba, forte un po cupa ma decisamente un'opera ben scritta e che fa riflettere... brava al mille per mille...
di solito gli occhi non mentono come la bocca e le parole, ma tutto dipende da ciò che noi stessi vogliamo credere... bellissima poesia... hai finito col dentista? cara Marina
Mi fa rabbrividire... atmosfera e descrizioni da psicodramma... il gioco degli inganni... Coinvolgente... ma non anestetizzante sicuramente! Bellissima!
Incredibile come il pensiero della nostra autrice riesca a regalarci sempre delle piccole perle anche in situazioni che molto spesso niente hanno di umano – perché il dentista, bisogna ammetterlo, non certo a pochi fa paura.
Certe frasi suonano veramente molto male, perché la bocca dice una cosa e gli occhi ne traspaiano un'altra. C'è poca sincerità nei rapporti interpersonali ed il bello è che ognuno dei contendenti è sempre convinto di essere dalla parte della ragione. Quanta falsità!
E' si è proprio come dal dentista, vorresti non avere tanta di quella salivazione che stanno lì con quel tubicino in bocca per aspirare, e tu invece parli con gli occhi supplichevole: levamelo mi da fastidio, mi asciuga la bocca... E così nella fine di un'amore che pare essere tutto fondato su un gioco, gli occhi dicono una cosa, la bocca è in salivazione continua dicendo tutt'altro... Hai proprio un impeccabile sensibilità trasportare emozioni in poesia! Grazie Marina!
Originalità ed intenso coinvolgimento in una lirica espressa ottimamente , gradita e molto apprezzata
ma, allora vuoi farmi del male, odio identisti. a parte la battuta, versi ben stilati e in armonia.
Cacofonia... quante volte un suono sgradevole ribolle nel timpano... ma nel tuo caso è una bellissima riflessione sul gioco degli inganni e la malvagità di una lingua biforcuta... nel mio caso sarebbe stato il sibilare del trapano... Sei una forza... insuperabile!
Questi versi nascono da riflessioni quotidiane per poi osservare con molta intelligenza dei difetti umani altamente negativi, come dire una cosa mentre se ne pensa un'altra...!
Penso che sarai fiera di te dopo aver scritto questa fantastica riflessione sull'inganno. Non tutti riescono ad avere questa abilità che nasce dall'esperienza e da un grande spirito di osservazione dell'animo umano. Bellissimi versi.
è vero, quando c'è la malafede di mezzo, è inutile discutere. l'ipocrisia ha sempre la meglio, quando si decide che i sentimenti vadano messi in secondo piano. e l'onestà? che fine ha fatto? qualcuno l'ha vista? versi che fanno pensare, e che condivido in pieno. In questo sporco gioco ci siamo dentro tutti.
Quando tutto è discordante è bene guardare negli occhi ciò che non ci fa piacere ascoltare e ricordarselo come monito del buon vivere.
mi hai toccato esco adesso da una storia con un serpente grosso bacio
Il gioco dehli inganni... verità distorte e manipolate per trarre in inganno e ferire con arma velenosa. Lietofine impossibile! Amarissima e condivisa!
opera come sempre ben scritta, anche se profondamente cupa, piaciuta














