218 lettori online · 362.839 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale nemesis.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Riflessioni
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Riflessioni 16 luglio 2010 · lettura 1 min · 8117 letture

Cacofonia

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
+ Segui
E' difficile immaginare un lieto fine per una storia costruita sul gioco degli inganni in cui ad ogni sorriso della bocca rispondevano gli occhi, implorando di ascoltar con attenzione la cacofonia delle tue labbra che mentre chiedevano eufonia di sentimenti tentavano inutilmente di trattener tra i denti la saliva velenosa di un serpente.
♥ 0 💬 20
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

In questi giorni il dentista ha condizionato la mia fantasia, ma questa è l'ultima della serie, lo giuro!

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

Tutte le opere →

Commenti (20)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Raggioluminoso16 luglio 2010

Meravigliosa - molto ben congeniata, tanto che vedo davvero gli occhi imploranti e sento la cacofonia dei suoni. Inoltre, posso anche sentire il sapore amaro di tutti i medicamenti. Io però di solito dal dentista m'addormento. Allora vivo le sensazioni da questi versi. Splendida!

Enio Orsuni16 luglio 2010

mi piace pensare che quel serpente non sia un discendete del primo quello famoso per una mela. dentista o no una poe fantastica!

Enrico Baiocchi16 luglio 2010

Fantasia musicale, un contrasto di suoni per descrivere la codardia e la falsità al cospetto dell'amore, con consueta maestria ed efficacia.

mario calzolaro16 luglio 2010

Ahahahahah, chiedo scusa ma il discorso del dentista mi spinge al riso. la poesia è,come sempre, ad ottimi livelli.

c
cristina biga16 luglio 2010

superba, forte un po cupa ma decisamente un'opera ben scritta e che fa riflettere... brava al mille per mille...

S
Silvia Cingolani16 luglio 2010

di solito gli occhi non mentono come la bocca e le parole, ma tutto dipende da ciò che noi stessi vogliamo credere... bellissima poesia... hai finito col dentista? cara Marina

Tiffany 7016 luglio 2010

Mi fa rabbrividire... atmosfera e descrizioni da psicodramma... il gioco degli inganni... Coinvolgente... ma non anestetizzante sicuramente! Bellissima!

Berta Biagini16 luglio 2010

Incredibile come il pensiero della nostra autrice riesca a regalarci sempre delle piccole perle anche in situazioni che molto spesso niente hanno di umano – perché il dentista, bisogna ammetterlo, non certo a pochi fa paura.

Anna Maria Obadon16 luglio 2010

Certe frasi suonano veramente molto male, perché la bocca dice una cosa e gli occhi ne traspaiano un'altra. C'è poca sincerità nei rapporti interpersonali ed il bello è che ognuno dei contendenti è sempre convinto di essere dalla parte della ragione. Quanta falsità!

E' si è proprio come dal dentista, vorresti non avere tanta di quella salivazione che stanno lì con quel tubicino in bocca per aspirare, e tu invece parli con gli occhi supplichevole: levamelo mi da fastidio, mi asciuga la bocca... E così nella fine di un'amore che pare essere tutto fondato su un gioco, gli occhi dicono una cosa, la bocca è in salivazione continua dicendo tutt'altro... Hai proprio un impeccabile sensibilità trasportare emozioni in poesia! Grazie Marina!

Silvia De Angelis16 luglio 2010

Originalità ed intenso coinvolgimento in una lirica espressa ottimamente , gradita e molto apprezzata

Calogero Pettineo16 luglio 2010

ma, allora vuoi farmi del male, odio identisti. a parte la battuta, versi ben stilati e in armonia.

Pino Tota16 luglio 2010

Cacofonia... quante volte un suono sgradevole ribolle nel timpano... ma nel tuo caso è una bellissima riflessione sul gioco degli inganni e la malvagità di una lingua biforcuta... nel mio caso sarebbe stato il sibilare del trapano... Sei una forza... insuperabile!

D
Dany Blasi16 luglio 2010

Questi versi nascono da riflessioni quotidiane per poi osservare con molta intelligenza dei difetti umani altamente negativi, come dire una cosa mentre se ne pensa un'altra...!

V
Violeta C16 luglio 2010

Penso che sarai fiera di te dopo aver scritto questa fantastica riflessione sull'inganno. Non tutti riescono ad avere questa abilità che nasce dall'esperienza e da un grande spirito di osservazione dell'animo umano. Bellissimi versi.

Salvatore Ferranti16 luglio 2010

è vero, quando c'è la malafede di mezzo, è inutile discutere. l'ipocrisia ha sempre la meglio, quando si decide che i sentimenti vadano messi in secondo piano. e l'onestà? che fine ha fatto? qualcuno l'ha vista? versi che fanno pensare, e che condivido in pieno. In questo sporco gioco ci siamo dentro tutti.

D
Dalassa16 luglio 2010

Quando tutto è discordante è bene guardare negli occhi ciò che non ci fa piacere ascoltare e ricordarselo come monito del buon vivere.

C

mi hai toccato esco adesso da una storia con un serpente grosso bacio

Barbara Rossi16 luglio 2010

Il gioco dehli inganni... verità distorte e manipolate per trarre in inganno e ferire con arma velenosa. Lietofine impossibile! Amarissima e condivisa!

Moreno il Duca16 luglio 2010

opera come sempre ben scritta, anche se profondamente cupa, piaciuta