Verso il tempio
Nemesis Marina Perozzi
507 poesie pubblicate
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Un carro grigio
metallizzato
accompagnò
le mie spoglie mortali
varcando silenziosamente
la frontiera
scivolando lentamente
verso il luogo asettico
svizzero
pulito.
Ultimo atto
della cerimonia
di cui finalmente
dopo una vita intera
da comparsa
fui prima attrice.
Erano in pochi
là ad attendermi
vestiti a lutto
e i funebri impresari
in giacca grigia
con la visiera sul cappello.
Nella saletta del tempio
crematorio
l'estrema sosta
pochi minuti appena
per il commiato
dei parenti
e un viatico
per l'altro mondo.
Ad un cenno degli eredi
dalla cabina di regia
la colonna sonora
della preghiera,
mentre il pubblico
s'aggiustava
gli occhiali scuri
per celar le lacrime
di commozione.
Nell'aria
d'incenso vaporosa
tra lo sgomento generale
l'Inno dei Lavoratori
salutò solennemente
la mia dipartita
L'unico coi lucciconi
agli occhi
accanto alla mia bara
sull'attenti
fu il becchino
ma
credo che comunque
il Signore
abbia gradito
©
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (2)
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Silvia De Angelis18 luglio 2010
Lirica davvero originale e di cui non si può non apprezzare l'elegante stile ed ottima forma poetica, piaciutissima
Calliope04 Teresa Esposito18 luglio 2010
A siquesto è poco ma sicuro... La realtà è a volte ancora più incomprensibile... Un lirica molto bella e purtroppo reale... Di gradirebbe il buon animo che va da Lui e basta! Compimenti!


