Nessun suono

Anna Elvira Cuomo, nata a Taranto, città in cui vive e lavora, si definisce “narratrice per diletto, pensatrice per difetto”. Ama narrare in lirica e in prosa, poiché scrivere per lei è un momento ludico ma anche di catarsi. La scrittura, di fatto è una passione che coltiva e custodisce gelosamente. Raccoglie emozioni
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Eppure un leggero suono di sottofondo lo si percepisce: è quello stridere delle parole che si rincorrono con profonda rabbia, amareza, disincanto. È quello stridere di unghie sulla lavagna della vita, che graffiano e fanno sanguinare... No, è meglio non ascoltare e dire semplicemente che queste straordinarie parole non emettono alcun suono...
densi di grandi amarezze e delusioni questi tuoi versi che continuano a infliggere torture, come una pendola che immancabilmente ogni ora batte le ore, si ripetono nel sentire ... profonda riflessione seppur intrisa di tristezza... bella
Il titolo della poesia è il più grande contrasto col contenuto... il non suono stride con quella marea di suoni reiterati a creare ancora una volta stridore (ripetizione z; inoltre si parla di uomini pazzi che gridano e si pensa a scene di disordine che rimandano ad un caos sonoro seppur solo a livello mentale... la confusione qui sembra innescarsi proprio nella frizione tra l'idea di fondo del silenzio e l'effettiva essenza assordante dei versi... la poesia mi ricorda una canzone di Simon & Garfunkel intitolata "the sound of silence", in cui in fondo si parla del rumore che ci gira intorno e della mancanza di suono reale che percepiamo..."people talking without speaking, people hearing without listening"...è questa la questione... chapeau!



