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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Ribellione 24 luglio 2010 · lettura 1 min · 5155 letture

Lo scherzo

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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-E' uno scherzo- Mi hai detto quella mattina nascosto dietro la porta togliendomi in fretta la gonna che avevo indossato soltanto per te. La mano allargava le gambe mentre tu ansimando varcavi la soglia seguendo soltanto del tuo sesso la voglia strappando brandelli di me. La mano chiudeva la bocca gli artigli tra i denti serrati e il tuo viso che muto mostrava quel ghigno beffardo stretto tra le labbra mentre tu penetravi sicuro sfogando con rabbia il rancore su di me. Non ricordo il momento preciso in cui il gioco finì, lo confesso, ma ora che ogni sottana ho bruciato sul rogo ho deciso che io parlerò. Di te.
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Quando inizia il momento di dire "Io non ci sto"? Ognuno ha i suoi tempi, ma la solidarietà femminile, prima ancora di avvalersi della Legge, dovrebbe avere il coraggio di parlare... anche degli abusi quotidiani perpetrati entro le mura domestiche

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (18)

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Enrico Baiocchi24 luglio 2010

Una lirica dura, esplicita, che spinge al coraggio, per tutte quelle donne che subiscono per quieto vivere, per paura, per i figli, o solo per abitudine, ed intanto il bastardo continua la sua ignobile opera. Sì ci vorrebbe più solidarietà, soprattutto tra le donne, e pene certe e dure per chi si macchia di reati così schifosi, mentre ancor oggi contro coloro che trovano il coraggio di ribellarsi si punta ancora il dito del biasimo e della vergogna.

alessio carlini24 luglio 2010

mi sconvolge e mi torna in mente il mio caro nonno Ardovino... diceva sempre che i denti marci vanno tolti, sradicati, altrimenti finiscono per marcire gl'altri attorno. quanto mi piacerebbe essere un dentista al cospetto di uno str... molto forte e piaciutissima un abbraccio ...

S
Silvia Cingolani24 luglio 2010

questa poesia è talmente esplicita che mi lascia senza fiato! Anche io mi chiedo perché spesso le donne accettano fin troppo a lungo di subire violenze. Bisogna dire no! Assolutamente. cara Marina.

La società dovrebbe proteggere di più le donne sfortunate sopraffatte dalla violenza fisica e psicologica avvenuta anche tra le mura domestiche... quando una donna si decide a parlare è già troppo tardi e i segni della violenza rimarranno per sempre su di lei

Marina Pacifici24 luglio 2010

Una poesia indimenticabile, versi al fosforo, come la tragedia vissuta ed il ricordo indelebile di una donna abusata proprio dell'individuo di cui era innamorata. Non uomo, ma belva. Non signore, ma miserabile. Il coraggio di denunciare e di parlarne. Alla solidarietà femminile, alla comprensione e sensibilità maschile, degli Uomini puri, perbene, buoni che sono accanto a noi. Al tuo fianco, al mio. Poesia degna di lode e di esser messa in evidenza. Super segnalibro!

Tiffany 7025 luglio 2010

Dinamite in versi... chissà se un giorno esisterà una società retta solo da donne... sarebbe il bene per l'umanità... Me la imparo a memoria!

Non ne avevo dubbi che fossi tu... Un gioco che si è spinto oltre quello che realmente era... Dona un silenzio perché si è preso tutto, la degnità di quell'anima violentata usurpata del soffio dell'anima... Ed è quando raggiunge la consapevolezza e il dolore raggiunge il suo limite, si urla di lui, della sua cativeria! Grande poetessa stupenda!

Ela Gentile25 luglio 2010

E' l'unica poesia che ho letto che mi ha spinta a votarla senza pensarci su. Quando ho visto il tuo nome il cuore ha sobbalzato di gioia... non mi aspettavo fossi tu. Complimenti.

Silvia De Angelis25 luglio 2010

...un gioco che si ripete da un miliardo di secoli e che non si riesce in alcun modo a sradicare, nonostante le donne rappresentino, in tutti i sensi, il sesso più forte... Lirica molto apprezzata

Annamaria Barone25 luglio 2010

No, non ci sto! Come essere umano e come donna, quel dolore e quelle urla mute, quell'umiliazione e quella morte è di tutte. E tutte insieme dobbiamo urlare no! Grazie, per le parole che hai saputo dire, per il modo con il quale hai raccontato la storia di una, di cento, di mille donne. Per l'argomento e per il modo merita la ribalta.

Manola Gini26 luglio 2010

complimenti, la sento particolarmente, ben scritta, sentita moltissimo, si ci vorrebbe più solidarietà tra donne, alcune volte quando gridi non ci stò nessuno ti sente oppure dicono che ti è sembrato ma era appunto uno scherzo.

P
Pp27 luglio 2010

Da urlare con tutto il fiato in corpo, bandiera da sventolare, poesia da far leggere al mondo intero, grande questa autrice, grandissima con la penna e soprattutto col cuore, la stimo tanto!

Anna Maria Scamarda27 luglio 2010

Mi viene spontaneo commentare questi versi con le stesse parole usate sulla nota della mia. E sullo stesso argomento trattato che sembra, disgraziatamente, non subire l'usura del tempo: la violenza sulle donne. L'ispirazione m'è giunta da un recentissimo fatto di cronaca: "...la vittima, dopo aver denunciato più volte i maltrattamenti subiti dal suo oppressore, è attualmente in prognosi riservata e versa in gravissimo stato di salute". Mi chiedo: quali misure dovrebbe adottare una donna per difendere il diritto inviolabile del rispetto per la dignità della propria persona? Versi bellissimi e condivisissimi!

Asociale27 luglio 2010

mi fa piacerisssssimo che sia questa la poesia che ha vinto ... anche se essendo in giuria non l'ho votata ... ma meritava un plauso tra le tante che in questo tema mi son piaciute

Salvatore Ferranti27 luglio 2010

che brividi leggendo questa poesia! mi hai lasciato senza fiato! versi meritevoli dell'evidenza che hanno ottenuto.

L
Loreta Salvatore27 luglio 2010

Significativa, amara, cruda e volutamente dai toni di forte realismo, è un grido di dolore, una sentita ribellione che condensa una sfida contro chi persiste nell'oppressione e nella violenza. Versi di notevole impatto. Da lode.

m
maria giammarresi28 luglio 2010

Denuncia e ribellione in questa lirica che prende, verso dopo verso e ci catapulta nelle meschinità umane.

Giorgia Spurio2 agosto 2010

è difficile descrivere, parlarne...è difficile denunciarne il dolore. sei entrata in profondità...nello sporco delle mani di quel mostro che non sa parlare d'amore... e del cuore di noi donne fragili a dire sempre di sì. però...basta: "ora che ogni sottana ho bruciato sul rogo ho deciso che io parlerò." è bellissima