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Morte 25 luglio 2010 · lettura 1 min · 2768 letture

L'incubo di Samir El Mukhtar

Pino Tota 1089 poesie pubblicate
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Addento brandelli avanzati di un osso secco. Uno stridio di cingoli si avvicina il conquistatore avanza... perché ancora sopravvivo? Mi sono infilato nel pertugio naturale di un tronco annerito dalle granate intorno... Forse questa sarà l'ultima notte e il mio pianto silenzioso si spargerà nella pozzanghera maleodorante di morte e putrefazione. Ora l'ombra si avvicina e intravedo tra le sue mani il pauroso profilo di un lanciafiamme... Sto annusando la mia morte che sa di urina e del lercio odore di carogna... Raggelato, madido di sudore, la gola arida e soffocata dall'angoscia mi sveglio... Il sole filtra da una persiana e un canto di uccellini mi rasserena... non sono ancora arrivati...
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Ho conosciuto un palestinese, abitante di Gaza, che mi ha raccontato dei suoi frequenti incubi notturni... il nome è naturalmente modificato...

L'autore
Pino Tota

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)

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Commenti (10)

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Silvia De Angelis25 luglio 2010

Ottima descrizione di chi vive sempre nell'incubo di un'imminente fine, sognando continuamente cruente immagini vicine al contorno che, giornalmente, è costretto a vivere... Lirica molto apprezzata

L'arrivo della morte, salutato con l'odore di urina e di carogne... Il sapore della paura che annichilisce, che annulla ogni nostro pensiero e ci inchioda nell'immobilità che precede l'ultimo atto di un incubo chiamato vita. E non importa se questo è soltanto un sogno... Prima o poi arriverà e sarà così, la nostra morte... in tempo di "pace"...

Enio Orsuni25 luglio 2010

un incubo magistralmente estratto dalla tua fervida incubatrice. sentito eccome...

P
Pp25 luglio 2010

Letta con enorme interesse e angoscia, davvero ben scritta e ben... Descritta... Notevole poesia!

Massimo Mangani25 luglio 2010

grande Pino ...dovrebbero leggerla tutti e farsela propria ...il finale ti rasserena ma nella consapevolezza che prima o poi arriverà ... alto messaggio notevole stesura

Tiffany 7025 luglio 2010

L'angoscia di chi vive tutta una vita nell'incubo di un assalto finale e risolutorio... la disgrazia di un popolo emarginato e relegato in una terra forse senza futuro... La descrizione magistrale di un delirio che è ormai diventato un ìncubo ricorrente... splendida e reale... complimenti Pino!

Clara Gismondi25 luglio 2010

Una poesia che coinvolge molto per la stesura e l'argomento trattato... Bella!

Aldo Bilato25 luglio 2010

e poi sono io quello che graffia!... incisivo come pochi... in stesura che prediligo la tua intelligenza poetica non si discute... come la sensibilità che ti contraddistingue... grazie per questi versi... cià*

TizianaTius26 luglio 2010

Un incubo che incolla alle parole che dure scavano dentro in quel senso di solidarietà che abbraccia al di là del colore della pelle e delle provenienza chi della guerra ha vissuto il dramma e lo porterò dentro per sempre Poesia magistralmente scritta complimenti!

mario calzolaro26 luglio 2010

Incubi ad occhi aperti. incubi di chi è costretto a sorreggere la vita con i denti, a saziare la fame con i rsidui attorno ad un osso secco... una stupenda poesia! Segnalibro.