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Riflessioni 1 agosto 2010 · lettura 1 min · 4930 letture

Gravida speranza

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Un fulmine a ciel sereno ha interrotto bruscamente l'immutabile orizzonte tra la finestra e il lago che delimita il mio furtivo mondo ad un fazzoletto dai confini netti interrompendo l'ascolto di un ventre sterile ossessionato da un'assenza permanente di cromatiche emozioni Gravidanza isterica in attesa di un segnale di cambiamento che romperà le acque di un'immobilità che uccide Decisione estrema e disperata di tentare un prematuro parto tendendo l'orecchio ad un vagito di speranza che disperava di veder la luce
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Le ho fotografate due giorni fa, prima del temporale

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (22)

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Giorgio Lavino1 agosto 2010

Istantanea su uno scenario dall'alto del cielo ricca di metafore gustose e immagini piene di colori e di luci illuminanti. Una bellissimo zoom su angolo di cielo attraversato da un groviglio di nuvole. Bella da conservare.

Raggioluminoso1 agosto 2010

Una poesia dal significato incredibili che indica anatomia di un cielo, ma molto di più. Metafore molto efficaci, passaggi molto particolari. Molto piaciuta!

Aldo Bilato1 agosto 2010

ci si cala nelle caverne dell'anima... per poter scrutare il cielo celati dalla corazza che ci protegge per non scalfire il cuore... da giù s'intravvede meglio la via d'uscita... cià*

c
cristina biga1 agosto 2010

Come il vagito di un piccolo appena nato diventa voce possente da adulto, così il vagito di una speranza può diventare realtà... mai abbandonare la speranza... ca ra Marina, davvvero molto bella questa opera... un abbraccio...

L
Loreta Salvatore1 agosto 2010

Immagini e metafore si snodano in un susseguirsi di sensazioni che travolgono il lettore. Centrale è la tematica dell'attesa di cui partecipa la natura in una forma di palese parallelismo della vicenda umana rispetto alla natura. Il lessico rivela una straordinaria potenza espressiva. La più bella delle tue senza dubbio. Sensazionale.

Enrico Baiocchi1 agosto 2010

"Se" era solo il desiderio della pioggia che ha portato l'autrice in sala parto per ascoltare finalmente il vagito di un tuono, la poesia è semplicemente splendida, ma se è la speranza di sentire un qualcosa che squarciasse il cielo della solitudine non credo che le nuvole aiutino molto a spengere quel vagito.

Ci si aspetta che da un momento all'altro si possa partorire la speranza che avvenga ciò a cui teniamo molto, nutrita dentro di noi... ma purtroppo a volte l'attesa diventa molto lunga... magari fossero 9 mesi!

Anna Maria Obadon1 agosto 2010

Ho affrontato due gravidanze con prodotto finale concreto e, mentalmente, non so più quante gravidanze isteriche nella speranza di poter espellere un sogno consolidato, qualcosa che mi potesse cambiare veramente la vita. Sono un velleitaria e continuo, imperterrita, a collezionare forme abortive di sogni...

S
Silvia Cingolani1 agosto 2010

il temporale ha sempre il suo fascino che ci fà paura però ci attira. Magari ci fosse dentro di noi un segnale così forte, che faccia capire alla nostra anima che è tempo di cambiare, così come il fulmine fà capire deciso al cielo che è ora DI PIOVERE... Da rileggere e da riflettere.

Massimo Mangani1 agosto 2010

belle metafore marina e neanche molto metafore vista la chairezza del messaggio... sono contento che il fulmine abbia colpito un abbraccio

Silvia De Angelis1 agosto 2010

Immagini e sensazioni coinvolgenti, in una lirica immersa in idonee metafore, che inducono a profonde intime riflessioni... Lirica piaciutissima

Kiaraluna1 agosto 2010

Quante volte ho interpretato la mia voglia di cambiameto come un segno... decidendo di forzare la mano a quel parto prematuro di speranza! I tuoi versi sono sempre chiari e forti come un fulmine e squarciano il buio dell'indecisione. Brava Marina, come sempre.

Tiffany 701 agosto 2010

Sensazionali immagini metaforiche, incredibilmente travolgenti... quante speranze, quante attese mi sono venute alla mente leggendola... Eccezionale!

M
Mau03581 agosto 2010

Oggi ci siamo proprio parlati da finestra a finestra, non trovi? Un abbraccio.

Salvatore Ferranti1 agosto 2010

eccole, le nuvole! una poesia che riflette sul tempo, e diventa metafora dell'esistenza. viviamo in un'eterna attesa, anche se spesso non sappiamo nemmeno di cosa. bei versi.

Clara Gismondi1 agosto 2010

Un temporale muove un'immobilità che a volte potrebbe essere prigione dorata oppure vuoto che incombe... ma comunque che uccide... la voglia di spazi e di cambiamento! bella!

Barbara Golini1 agosto 2010

il temporale porta via tutto e dopo di esso non si può che rinascere... bella bella bella

Pino Tota1 agosto 2010

Gravidanza isterica nell'attesa di un cambiamento... potrei anc'hio fare miei questi bellissimi versi non appartenessi all'altro sesso... ma la metafora è chiaramente applicabile... Poesia stratosferica...

P
Pp1 agosto 2010

Tremendamente bella, sentita per molteplici aspetti e motivazioni, condivisa perché avrei potuta scriverla anche io talmente uguali le riflessioni, di certo non così bene. Una linea sottile s'interseca tra me e l'autrice... E' questione di feeling del cuore e dell'anima... Oltre che dell'esperienze di vita... Mai uguali, sempre le stesse...

Berta Biagini1 agosto 2010

Le nuvole hanno il potere di saper parlare e rispecchiarsi quando nella vita corrono attimi che vorremmo poter cambiare – credevo di essere una delle poche che fotografa le nuvole, non passa giorno che mi regali uno scatto, sono talmente diverse che sembra di leggere un libro. Colpita dai versi.

Vivì1 agosto 2010

Bella trovata la metafora della gravidanza isterica. Poesia d'ammirare per l'originalità, la stesura e l'eleganza della poetessa. Apprezzatissima.

Annamaria Barone1 agosto 2010

Quante gravidanze isteriche che non hanno partorito il cambiamento desiderato! Una speranza che cresce, un desiderio coltivato, ma nulla si muove in quel ventre vuoto. E si lascia che i sogni rimangano chiusi in un cassetto senza diventare realizzazioni. Fino al giorno in cui arriva la consapevolezza che nulla pioverà dal cielo, che solo la ferma volontà e l'orientarsi di gesti e pensieri riempirà quel ventre di vita, che si nutre di noi e cresce fino a diventare la realizzazione del cambiamento desiderato, anche se quel parto sarà doloroso, difficile, lungo... folgorata. Dalla bellezza di parole pregne, emozionanti, forti. Bello leggerti Marina.