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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Donne 3 agosto 2010 · lettura 1 min · 6763 letture

Il testamento della lupa

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Vorrei parlarti di me con poche distese banali parole della devastante schiavitù di quella droga che mi ha consunta nel tempo più prezioso della mia vita. Vorrei dirti dell’urlo della belva inferocita che ferita a morte ha seppellito sentimenti e carne uccisi dalle armi del cacciatore in cerca di trofei. Sappi che il mio spirito fiero vaga ancora per i boschi di queste montagne che hanno conservato il mio ultimo respiro perché fosse consegnato a te quando sarai sul punto di morire per la stessa imperdonabile imprudenza d’aver offerto il fianco a chi credevi tendesse la sua mano per sfamarti mentre con l’altra dietro la schiena premeva il grilletto con l’infallibile mira del professionista.
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Le donne dovrebbero parlarsi di più fra loro, allontanando le rivalità che mortificano la loro intelligenza

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (20)

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Anna Elvira Cuomo3 agosto 2010

e da un'altra "belva ferita" ti arriva il primo plauso ed il primo applauso... che ne dici di formare un branco di fiere, fiere che vagano altere per i boschi in cerca di cacciatori VILI ED IPOCRITI? BELLISSIMA, !

Raggioluminoso3 agosto 2010

Questa poesia suggerisce riflessioni attente, ma si dovrebbe scendere in campi che esulano dalla poesia per addentrarsi all'interno della psicologia. Una lirica molto piaciuta!

L
Loreta Salvatore3 agosto 2010

Riflessione molto condivisa. Infatti dovremmo coalizzarci, essere solidali, anziché contendere la preda( diciamo preda).Purtroppo l'intelligenza è ancora dote ambita e rara, siamo molto prese dal nostro egocentrismo e dal desiderio di prevalere anziché misurarci con un progetto di vita. Pensiero critico intelligente, davvero apprezzato!

Daniela Pacelli3 agosto 2010

Una poesia tanto bella quanto condivisa. La lupa nel bosco si rifugia con l'urlo inferocito che ferisce a sangue. E' vero noi donne dovremmo parlare di più senza farci troppi problemi e soprattutto senza essere competitive l'una con l'altra. Applausi e buona notte!

Anna Maria Obadon3 agosto 2010

Si le donne dovrebbero parlarsi di più, lasciando da parte stupide competizioni che probabilmente ci sono state inculcate fin da bambine ma non è stato così, non lo è ancora e chissà se lo sarà un domani. Ci spinge sempre un senso di prevaricazione di dimostrare di essere le più belle, le più desiderate e così facendo non ci si aiuta sicuramente. Molta strada dovrà ancora essere percorsa in tal senso e sarebbe il caso di cominciare ad aprire gli occhi perché certi stupidi atteggiamenti non possono portarci lontano!

Silvia De Angelis3 agosto 2010

Pienamente condiviso il pensiero dell'autrice che, con versi davvero originali e profondi, affronta una tematica che da sempre vaga, senza precise risposte, nella mia mente, e che vorrei tanto fosse finalmente superata, in un solidale affiatamento coinvolgente il genere femminile, che spesso, con atteggiamenti inspiegabili e fuori posto, non dimostra la benché minima solidarietà con le persone del suo stesso sesso... anzi desidera solo, prevaricarle... Lirica stupenda, ottimamente stilata, molto apprezzata

Berta Biagini3 agosto 2010

Dovremmo essere noi a cominciare a cambiare, non aspettare che altri possano dire questo imboccandoci.

D
Dany Blasi3 agosto 2010

Versi che dimostrano ancora una volta come l'autrice nella sua versatilità d'artista di grande capacità possa cimentarsi nei più svariati temi di significato morale e sociale. I miei sinceri plausi.

Ci si lascia andare spesso con donne pesando che siano persone che non ti darebbero mai una coltellata alle spalle, o son pronte ad accalappiarsi tutto il tuo sapere e conoscere per giocare brutti tiri... A volte non vi do spiegazione perché noi, persone così crestalline, di animo sensibile a volte siamo coalizzate più per lottarci contro invece di aiutarci... Vera Marina una poesia che fa veramente riflettere per la veridicità del contenuto espresso! Grazie!

alessio carlini3 agosto 2010

è intrinseca in noi l'ancestralità, il difficilissimo è comprenderla e si finisce per sentirsi feriti davanti ad eventi che fanno parte della natura... tra il glicine di casa c'è un nido di merli, la civetta è rimasta per giorni appostata e allo schiudersi delle uova ha lasciato un solo piccolo di merlo per sfamare i pargoli del suo nido.

Kiaraluna3 agosto 2010

Se mai fosse possibile Marina... questa tua mirabilissima Poesia, ha innalzato oltremodo la mia stima e l'affinità elettiva che sento che ci lega. E' superlativa... un canto di anima solitaria e fiera come la lupa, la creatura di maggior fascino e forza interiore ai miei occhi. La nota poi... rispecchia il mio pensiero pienamente... Grazie Marina, di cuore.

Salvatore Ferranti3 agosto 2010

non sono riuscito mai a capire come mai le donne non sanno coalizzarsi, non sanno fare gruppo... ma è cosi. finiscono sempre per azzuffarsi... bei versi, molto sentiti e condivisi.

Marina Pacifici3 agosto 2010

Splendida poesia e mirabile nota, auspicando alla solidarietà femminile ed al dialogo, mentre troppo spesso le donne vengono mortificate nella loro intelligenza e dignità, trattate alla stregua di anonime odalische nel palazzo dei divertimenti del sultano... Al tuo talento ed alla capacità di noi donne di confrontarci, dialogare, comprendere, spezzare le catene psicologiche, sfidando la solitudine e l'incomprensione, scegliendo con coraggio d'esser Libere.

Clara Gismondi3 agosto 2010

Riflessioni sull'essere umano in generale offre la tua di oggi prima ancora che sulle donne. Sono d'accordo con te sul fatto che le donne non hanno molto spirito di gruppo al femminile. Anche io preferisco la compagnia maschile perché nella vita ho trovato sempre una buona corrispondenza di intenti con gli uomini che sono più chiari e sinceri in genere ma questo non si può generalizzare infatti ho delle buonissime amiche. Siamo molto emozionali ... Comunque bella poesia... al di là delle sensazioni personali. La figura del lupo mi ha sempre affascinata e ogni volta che ne sento parlare mi viene la pelle d'oca.

Tiffany 703 agosto 2010

Quello che ci frega è la sostanziale invidia e il fatto che ogni altra può essere considerata una presumibile rivale... non c'è niente da fare... da questo impass non ne verremo mai fuori... anche se le donne sono capaci di grande solidarietà...ma anche di grande odio... e non è una questione culturale...

S
Silvia Cingolani3 agosto 2010

i lupi sono animali che vivono in branco, e lo loro forza deriva anche da quello. Noi no, non ci riusciremo mai, il pericolo che ci si sbrani da sole è più grande di qualsiasi predatore... Bellissima poesia.

Giorgio Lavino3 agosto 2010

Perché le donne non parlano tra loro? Il guaio è che parlano troppo e spesso combinano guai. Sicuramente non sarai d'accordo. E io la smetto. Dico solo che le tue poesie sono sempre deliziose ed è sempre una delizia leggerti. Anche se questo scritto sa molto di prosa, a mio avviso. Ma è uno scalino questo su cui, ogni tanto, inciampiamo un po' tutti. Ti saluto .

P
Pp3 agosto 2010

Incredibili versi che sono quasi una supplica perché quello scritto nella nota non succeda più. Ho la fortuna di non aver mai avuto rivalità tra donne, per mio e altrui merito. Capisco chi vorrebbe un rapporto diverso, basato non solo sulla stima ma sulla comunanza d'intenti. Complimenti Marina hai espresso in modo sublime questa tematica.

A
Arelys Agostini3 agosto 2010

La poesía que exprima con fuerza una verdad que vaga entre las líneas de vida de cada mujer... La autora con elegancia expresa un pensamiento que siempre he mantenido... Si existiera mas solidaridad entre el mundo femenino no existieran tantos malos entendidos. Y Tampoco se permitirían tantos abusos de ciertos cazadores de trofeos femeninos... Pero muchas de nuestro genero, prefieren ir por caminos diversos, luchando con los fantasmas de celos, envidia; el pero de todos... ese de, quítate que primero estoy yo... Fantástica, mis mas sinceras felicitaciones a esta estupenda poetisa.

Veitla12 agosto 2010

Mi hai ricordato un libro letto diversi anni fa "donne che corrono con i lupi " Come non condividere quello che dici? Forza lupe!