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Riflessioni 18 agosto 2010 · lettura 1 min · 1969 letture

Profumo ed epifanìa

luigi88 303 poesie pubblicate
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Certo quei passi sono i miei... Come vento in una gelosia distraggo gli spazi inerti: i gradini di questa scala numeri primi da non condividere e dividere... un incubo e il soffio... Nasce un senso di tempo aureo giocoliere tra l'impressione e la depressione... dorme il mondo! Nell'atrio in fondo ritrovo i soliti, sanguino lacrime di ricordo... Incerto tra fughe e pavimenti un attimo di stasi, guardo la media; questa è realtà banale che sibila e sibilla prevede gli oggetti morti, spenta una parola evidente un profumo l'ha pronunciata...
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Epifanìe e ricordi legati a momenti illuminanti...

L'autore
luigi88

Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....

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Commenti (2)

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In Venere veritas18 agosto 2010

anche solo per il video... sembra che contempli le rovine del mondo, e pensi, ma chi se ne frega...

Giorgia Spurio19 agosto 2010

è stupenda. guardarsi indietro, confermare le tracce lasciate di noi stessi. mentre cerchiamo di distrarre gli spazi e l'inerzia, come fossimo"vento in una gelosia" pronto a cambiare il tempo, a trascinare via le foglie per riempire quei vuoti. la nostra"casa"è fatta di scale, gradini che sono come"numeri primi da non condividere",casa dove dimorano"incubo e soffio".e quel tempo d'oro, sembra che nasca mentre siamo giocolieri dell'impressione e depressione, mentre dorme il mondo. e nell'atrio ci sono i soliti ricordi a sanguinare lacrime. la dimora ci incastra, questa struttura di architravi e leggi ci soffoca, incerti tra fughe e pavimenti guardiamo quanta banalità sibila, e la visione della sibilla il cui profumo già preannuncia la morte.