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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Introspezione 25 agosto 2010 · lettura 1 min · 4366 letture

Il respiro della paura

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Improvvisa mi assale morbosa mordace rapace Affonda gli artigli ridendo beffarda guardandomi dritta negli occhi È il torpore, che allenta le briglie lasciandola entrare furtiva per dirmi che non c'è più scampo alla fuga del tempo che avanza Miraggio di un respiro lontano sognando di essere a casa al riparo da questo deserto che incombe lasciandomi insonne all'ascolto del vento che sposta le dune dal rifugio precario scavato nella sabbia
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La vita è soltanto una breve illusione che la morte ci concede di sognare, prima di restituirci alla polvere del vento

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (21)

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Daniela Pacelli25 agosto 2010

Ho mirato e goduto il viaggio dnetro questa breve illusione, direi quasi un sogno dentro un tempo che avanza che rallenta le briglie di questa folle corsa del selciato di un deserto che non lascia via di scampo... il miaraggio è quello di vedere casa. al riparo da questo vento che si sposta tra le dune di sabbia, nonché precario rifugio, dove nascondere le nostre piccole speranze. Molto bella, d'impatto, diretta, effervescente, come una duna di sabbia!

Aldo Bilato25 agosto 2010

ma sai ch'io credo invece che stiamo andando tutti a ritroso... mah!... forse sarà che il vento passa troppo rasente i muri... e la polvere si posa solo dove la mente riposa... anzi impigrisce... la paura striscia come le bisce... abbiamo però tanta di quella sabbia in noi... da poterla sotterrare... cià*

Asociale25 agosto 2010

aggressiva, ma lascia una profonda tristezza questa riflessione ... la vita che si sgretola ... complimenti per i versi

C

la vita a mio giudizio non è un'illusione della morte,è un lasso di tempo concessoci per lasciare tracce di continuità,ogni vita è preziosa ed ogni persona lascia l'impronta del suo vissuto, la morte non è un non vivere, gesù nel vangelo in tante parabole non usa il verbo morire, ma dormire, si disperde in polvere il corpo, ma eterno lo spirito è,bellissima poesia

Vivì25 agosto 2010

Anche a me la vita pare solo un'illusione, ma forse solo perché ci costruiamo da soli dei castelli in aria talmente fragili e per questo facilmente distruttibili. E' allora che guardandoci intorno ci sembra di vivere in un deserto e ci sentiamo irrimediabilmente soli. Una lirica densa di amarezza, piena di metafore molto belle e tristemente riflessive.

E già...mia cara la vita è una bella illusione e come diciamo dalle mie parti'A vita è n'affacciat' 'e fenesta, e la morte fa parte della vita non c'è scampo. La paura diventa davvero un rapace che affonda gli artigli e ride beffarda sopratutto quando sa della nostra fragilità di certi momenti quando siamo consapevoli del tempo che passa. Io ho paura degli uccelli, ne ho sempre avuta... ma dai scansiamo questa paura!

D
Dany Blasi25 agosto 2010

Ancora una volta faccio plauso mirabile e sincero ai tuoi versi, poiché la vita non si può vivere pienamente se non attraverso la visione chiara della morte. Questa odierna consumistica società eludendo la morte e la vecchia s'illude di poter vivere meglio.

Anna Maria Obadon25 agosto 2010

Ho incontrato la morte quando non avevo ancora 16 anni, perdendo la mia guida (mio padre) ed è stato un evento che mi ha segnata per tutta la vita quindi mi sono resa subito conto di quanto siamo fragili. Sabbia nel vento. La tua poesia è molto bella.

Berta Biagini25 agosto 2010

Basterebbe la nota dell'autore per fare poesia – ogni parola è capace di aprire ad un mondo che non tutti sono in grado di capire – a volte per egoismo non si vuol vedere quello che invece senza falsità s'impone davanti a noi – paura non si deve avere, pensiamo che ritroveremo tutti i nostri affetti più cari.

Tiffany 7025 agosto 2010

"La stessa cosa è il vivente e il morto, il desto e il domiente, il giovane e il vecchio, perché queste cose mutandosi sono quelle, e quelle a loro volta mutandosi sono queste...(Eraclito)

La vita è un "miraggio" che ci è dato di assaporare, nel suo splendore e nel suo tetro sapore di sapere che ci sono paure, e ferite, ma sappiamo anche che tutto avrà un fine... Dovremmo sol cercare di farci passare quel vanto addosso per farci portare via le nuvole o la sabbia che ci colpisce in faccia, ma mai disperare giusto? Utopia? No crediamoci a volte serve anche il miraggio di sapere che domani sarà migliore... Stupenda Marina mi ha affascinata e coinvolta!

Salvatore Ferranti25 agosto 2010

la paura... il nostro peggior nemico e il nostro miglior alleato. senza paura non saremmo uomini... versi molto ben strutturati. a dare vita ad una poesia che rimane impressa nella mente, per la sua carica emotiva.

c
cristina biga25 agosto 2010

A mie spese ho imparato che l'unico modo per combattere e superare la paura è affrontarla, cercare di capire cos'è che l'ha scatenata, perché una causa esiste sempre. La paura della morte è diversa perché è più incognita, non sappiamo cosa e come succederà dopo, perché io credo fermamente ad un dopo... bella e profonda introspezione che fa riflettere profondamente... un abbraccio cara Marina.

Francesco Luca25 agosto 2010

forte intensa, impulsiva... grande poesia... complimenti

Silvia De Angelis25 agosto 2010

Col trascorrere del tempo si vive diversamente la vita e si imprime ad essa un valore totalmente diverso da quando si è giovani e pieni di illusioni... si fa un percorso a ritroso aspettando, fra le righe, l'assottigliarsi dell'esistenza ed il suo inesorabile estinguersi... Lirica stilata originalmente, molto apprezzata

Clara Gismondi25 agosto 2010

GRande bella poesia... l'ho letta con grande trasporto... mi ha rapito ma la paura d'incanto nel vedere il video mi è passata... La morte ci ricongiunge al tutto e diveniamo polvere alla polvere! Una piccola illuminazione!

P
Pp25 agosto 2010

Malinconia strugge in questa lirica, allo spostare delle dune, a quella polvere... Finissima poesia. Un plauso e un abbraccio cara Marina, sei formidabile!

Daniela Ferraro25 agosto 2010

Il tempo trascorre inesorabile ad indicarci, all'interno del suo velocissimo scandire le ore, quanto precaria sia la nostra esistenza... un battito di ciglia... poco più...E lo sgomento di fronte a tutto questo è inevitabile. Lirica molto appprezzata e condivisa.

Moreno il Duca25 agosto 2010

molto forte questa tua poesia il fluire della vita ci porterà a questo si la vita è una vera e breve illusione ed è per questo che va vissuta e assaporata interamente brava complimenti

S
Silvia Cingolani25 agosto 2010

bellissima questa poesia dove il rifugio precario, scavato nella sabbia, da un momento a l'altro ti può cadere addosso...è vero, però intanto in quel rifugio è meglio mettere delle tendine nuove... scusa ma mi è venuta così...anche se non sembra, io ho anche una spiccata vena comica... cara amica

Anna Maria Scamarda26 agosto 2010

Può chiamarsi reale questa immagine della vita come una breve illusione che ci lascia vivere la morte per poi restituirci alla polvere del vento. Il primo giorno della Quaresima: le Ceneri, sta a ricordarci proprio questo. Uno scorcio di tempo che ci è stato donato. Da considerarsi un dono. Un'avventura da vivere, in modo tale che il fatto di averla vissuta comporti una differenza dal fatto di non esserci mai nati. E noi lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo testimoniando la nostra vita sotto il profilo umano, sociale, familiare. Perfino avventurandoci nell'affascinante scoperta dell'arte, nelle sue molteplici, variegate e diversificate sfaccettature. Laciandoci stupiti e grati di vivere questa breve avventura.