Calice caldo
Poi mi guardi,
nel silenzio ti sento
e dall'apice di un orgasmo,
scivola via il nostro presente.
Tu ami osservare
quando vanno le mani, su di me
-come piume-
delicati polpastrelli d'armonia.
Mi sorseggi assetato,
sulle umide labbra
-ed io sono tua-
Si condensa l'amore
in un'orgia di stille,
bianche gocce intrecciate
rovesciate nel calice caldo
di porpurea rosa
-la tua Luna-
©
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L'autore
Manuela Magi
Amo tutto ciò che mi permette di sognare e sogno tutto quello che mi permette di amare. Leggo spesso Neruda e in particolare un poeta sconosciuto che ha scavato nella mia anima fino a trovarne il nucleo dove erano sopite le mie emozioni. Muore la parola appena è pronunciata: così qualcuno dice. Io invece d
Commenti (2)
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Salvatore Ferranti28 agosto 2010
splendida, e molto intima questa poesia. letta con piacere. ha un certo non so chè...la rende speciale.
c
cristina biga29 agosto 2010
Molto sensuale una carica di erotismo non indifferente, bella Manuela...
