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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Nemesis Marina Perozzi
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Amore 28 agosto 2010 · lettura 1 min · 7222 letture

Come Prometeo

Nemesis Marina Perozzi 507 poesie pubblicate
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Condannata all’abisso del silenzio, le catene attorcigliate ad una mente che urla il suo dolore e non s’arrende, con il tormento delle carni lacerate che il tempo non riesce a imputridire, guardo per l’ultima volta il mondo di cui fui innamorata oltremisura, finché il tuo respiro mi riscaldava il volto. Ardeva anche per te il mio fuoco ma non bastò per rischiarare il giorno. Sarà il perenne buio a custodire il segreto del tuo nome impresso sulle labbra che nessuno dalla mia bocca sentirà mai più articolare.
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« Guardate il dio incatenato e doloroso, il nemico di Zeus, il detestato da tutti gli dei, perché amò i mortali oltre misura » (Prometeo incatenato, Eschilo) Ringrazio LC. che involontariamente mi ha ispirato questi versi, citando a sua volta Eschilo in un suo commento

L'autore
Nemesis Marina Perozzi

Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor

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Commenti (22)

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Daniela Pacelli28 agosto 2010

Bellissima Marina molto evocativa, forte, precisa, colma di suggestioni. Ottima la scelta di questa sera, risultato compreso. Un abbraccio, notte!

Enrico Baiocchi28 agosto 2010

Amara metafora, portarsi nella tomba il nome di colui che finché è stato accanto ha illuminato l'anima e ha permesso di adorare il mondo intero, mancando lui si è spenta quella fiamma ed è sceso il buio, un buio ora quasi anelato che ha cementato per sempre quelle labbra.

Lina Sirianni28 agosto 2010

Condannati dal dolore che non si arrende nel silenzio, versi molto evocativi e apprezzati

C

del mito di prometeo, sono affascinata, bellissimi versi che inducono a riflessione

Anna Maria Obadon28 agosto 2010

Il nome non verrà più pronunciato ma quegli uccellacci continueranno a rodere il fegato in un supplizio che sembrerà senza fine. Molto bella, come sempre .

Vivì28 agosto 2010

Un auto punirsi non pronunciando più il nome del tento amato. Condannata a soffrire per sempre in catene e torturata. Meglio sarebbe guardare avanti e cercare altro nome ed un altro volto d'amare. Ma è molto difficile lo so. Una lirica che ispira tutto il dolore e l'amarezza di un'animo che ha perso ormai ogni speranza, ma scritta con un'abilità tale da far risaltare solo la bellezza della stessa. Una lirica apprezzatissima.

D
Dany Blasi28 agosto 2010

Versi ricchi di sensazioni, emozioni di grande levatura... odio e amore fanno parte della stessa faccia, sono i due estremi. Stupenda.

Tiffany 7028 agosto 2010

Pesa come un macigno nell'anima quel nome e anche se non lo si pronuncia più esso si ripete come una eco che rimbomba tra le pieghe del cuore...

Silvia De Angelis28 agosto 2010

E' talmente forte il dolore ed il rimpianto d'un avito amore, che l'anima, quasi per difendersi, fa in modo di non più pronunciarlo e di rinchiudersi in un celato buio... Lirica molto apprezzata

iezzi giampiero28 agosto 2010

"Ardeva per te il mio fuoco ma non bastò per rischiarare il giorno."purtroppo il mio con il tuo di fuoco non basta per sciogliere le catene che opprime la mia esistenza di invalido e di conseguenza rifiuto l'essere additato come disabile tanto in questa società pseudo non siamo neanche adatti a fare la pubblicità per il sentimento della pietà viatico per il disabile necessario ad avere un ruolo di considerazione per dire che ci siamo VIVI e vorremmo essere notati. perché quando usciamo siamo per la società detenuti fuggiti dagli arresti domiciliari.

Gerardo Novi28 agosto 2010

Aldo Bilato28 agosto 2010

c'è poco da commentare... solo da chiedersi se è il bene un male... e se alle volte il male può far bene... per capire, per continuare... cià*

c
cristina biga28 agosto 2010

Prometeo amò gli umani al punto da rubare il fuoco agli dei per darlo a loro... fu punito severamente... Spesso azioni buone, l'amore per una persona ci porta alla punizione piùttosto che a goderne... Ma Eracle liberò Prometeo che fu riammesso all'Olimpo... sappiamoci perdonare e scioglieremo noi stessi le catene... complimenti bellissima e molto suggestiva Brava Marina sei grande...

Enio Orsuni28 agosto 2010

un ricordo atavico: eschilo, eschilo che qua si sofocle ma attenzione per le scale euripide... dico solo è stupenda e da fiocco!

Sarà giusto amare una persona o qualcuno a dismisura, annullando se stessi quel che siamo quel che siamo destinati a far per lui/lei? Attendere poi che qualcuno ci salvi "dall'errore" dalla mancanza di ragionevolezza? L'amore è questo istinto e fuoco che non guarda ragione, ma non è nemmeno giusto che altri ci rimettino per noi... Dare tutto annullarsi ne vale la pena? Una poesia di grandissimo valore culturale che rispecchia però una grande metafora di vita... Meravigliosa Marina... Conservo!

Francesco Luca28 agosto 2010

amare senza restrizioni, dando tutto fino alla morte e quallo che ci ha insegnato anche Qualcuno che per noi è morto su una croce... bella ed evocativa... coe sempre... comlimenti

Salvatore Ferranti28 agosto 2010

poesia molto espressiva e bella. fa riflettere sulla condizione umana, cosi precaria, cosi inconsistente...

Moreno il Duca28 agosto 2010

bellissima questa tua cara Marina noi condannati a subire quel dolore che non cessa mai, bella e molto evocativa, piaciutissima

Pino Penny28 agosto 2010

a me ha suscitato questo: amare troppo le persone e non essere malgrado tutto ricambiato (e non parlo dell'amore sentimentale) ma della varia gamma di rapporti sociali, dai quali alcuni (se non molti) vengono esclusi. Alla fine quello stesso amore per gli altri che imperterriti non percepiscono, porta alla morte di ogni sentimento. L'apatia diventa l'unica forma di difesa, per evitare altre cocenti attacchi"rapaci"si decide di nemmeno pronunciare il nome di chi non ci vuole (d'altra parte nessuno deve sentirsi obbligato a ricambiare) questo mi dà la tua stupenda ed intelligente visione del Prometeo. amen

Danielinagranata28 agosto 2010

Amare oltre misura... amare nonostante tutto versi splendidi molto suggestivi

Anna Maria Scamarda28 agosto 2010

La tragedia fa parte della vita, e come tale, non può non suscitare forti sentimenti di compartecipazione al dolore, anche in chi non ne viene personalmente toccato. E qui Prometeo ne è il personaggio centrale. La centralità dell'opera. Colui che vuol portare luce e progresso agli uomini, non temendo di sfidare la volontà di Zeus. Ma tutta l'opera ha tinte fortemente drammatiche e altamente metaforiche. E tu, ne hai saputo esprimere una magistrale interpretazione poetica, in cui ciascuno che ne rapporti il proprio dolore, può calarsi nella tragedia vissuta dal mitico personaggio. Che induce a profonde riflessioni.

Lena Orfeo29 agosto 2010

Strepitosa questa poesia scaturita da una ferita d' amore... Una delusione profonda indossata come una ferita che lacera, come un dolore che il tempo non riesce a lenire. Veramente bella...!