Borges e Buenos Aires
Con la vista insicura, traballante,
osservavi i segreti della nuova
metropoli un po’ amorfa e già danzante,
al ritmo del coltello e poi del tango.
Affondavi con forza il tuo pensiero
nei viali, nei crocicchi, nelle piazze,
per dare un senso vergine e più vero
a storia di nazione ancora in fasce.
Dalla tua biblioteca esaminavi,
confinato tra muri assai sicuri,
con i libri che presto divoravi,
quell’assurdo che il mondo ci propina.
E’ per capire bene la realtà,
meglio di chi la vive veramente,
che forse qualche anomala deità
ci toglie una funzione, qualche senso:
dipinto hai l’epopea di chi lottava,
maestro Borges, proprio come Omero,
di chi danzava e di chi viaggiava,
protetto da quel buio davanti agli occhi.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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