Eolo impavido
Ausilia Giordano
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Soffia Eolo
impavido impera.
Celere i petali dei fiori
spazza e disperde
e i dolci steli rende stralci.
Dei robusti alberi
i rami agita e strazia,
tempesta annuncia
nel sibilo guizzante.
Ai principi abeti
e ai nobili pini
il suo monito impone;
alle querce regine
i suoi dettami infligge.
Le alture sovrasta.
Negli anfratti penetra
erodendo le rocce.
Trema l'esule nido
di teneri cigni
tra cielo e mare sentinella,
nella culla a conchiglia
sul crinale protetto.
Eroso da atmosferici agenti,
in un fragore la placca
con veemenza si apre,
stenta a fatica si aggrappa,
dalla scogliera si stacca.
Persiste l'oasi vivente
sull'antica vetta,
giacché misterioso manto
gli fa scudo.
Impetuoso Eolo
l'ardito corso procede.
Egemone fa scempio
del contingente che urta.
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Ausilia Giordano
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