La resa
Muore l'estate
tra questi flutti sciolti e quasi stanchi
e schegge di conchiglie per tappeto,
S'arrende e vola via
tra solitudine d'onde,
nello sgomento d'un tramonto
e striduli gabbiani.
Verrà l'autunno
ad urlare tempeste contro i vetri
a tessere nell'aria la sua trama
di nebbie e foglie rosse,
uguali e morte,
spoglierà roseti, sfogliando l'ore.
Le spegnerà, come candele stanche
ed io con loro
come orma cancellata
solitaria e persa
a farmi terra
per incontrar l'inverno.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
Commenti (2)
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Maria Assunta Mongiardo5 ottobre 2010
Bei versi, melodiosi e ben costruiti, pregnanti di una soffice malinconia
Berta Biagini5 ottobre 2010
E' vero andiamo incontro all'inverno, ma non per questo dobbiamo arrenderci, anche se la vita ci riserva qualcosa che vorremmo tenere volentieri lontano.

