Accenderò il cielo domani

Non soffierò sulle braci
per dilungare il giorno.
Deserta la sera
sfuoca dagli occhi
e un'ombra appena
più decisa
riempie il nuovo bisogno
d'orizzonte.
Ali di uccelli
sui fuochi riaccesi
accorciano i primi brividi
del deserto focolare.
Ma oltre le sparse stelle
e la luna materna
si ode il lamento
di una povera notte,
senza ripari, con crampi di fame,
plenitudine al buio
dagli insicuri passi.
Accenderò il cielo
domani
e anche l'anima...
ritroverò distesa di mani
pronte al nuovo calore.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (4)
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Antonella Avolio9 ottobre 2010
belle e toccanti rime in cui vi ritrovo desideri, passioni e tanti emozioni. Complimenti!
Enrico Baiocchi11 ottobre 2010
la nostalgia che assale ad ogni tramonto ci lascia un senso di nebbioso, di retrogusto amaro, e solo la speranza di una nuova alba ci riscalda l'animo. Versi molto graditi. Votata.
Tiffany 7011 ottobre 2010
Emozioni che traboccano da versi splendidi... il vuoto nell'anima si ricolmerà di nuove speranze e nuove energie... Scintillante...
Rita Stanzione12 ottobre 2010
Versi di grande bellezza, sono rimasta colpita dalle meravigliose immagini! complimenti!




