"Se sei convinta, credici": Rievocazione
E' un furore immane,
non mi lascia pace:
sono caos primordiale,
creatura senza nome...
Le strofe sono ponti,
i miei sono franati impassibili
come aria contro un muro:
rumore di un volo di piuma
e disastri di echi assordanti!
Un quadro cubista, ramato ma
striato di toni neri... sì, quel nero...
Quel colore sfigurò i miei sensi,
oscuro il velo apparente, eppure
era lei, trasognata essenza chiara.
Gli occhi parlarono più forte
di mari di frasi ed anni in ascesa:
sono solo un riflesso degli altri,
forma in movimento, è la mia natura.
Non c'è piacere nel giorno affondato,
resto fermo nella ferma gravità
e in un attimo invidio ciò che è.
Pur l'aria vola dove crede, la sfiorerà...
Il sole apre le palpebre per tutti,
sarà carezza nelle sue mattine
e nei suoi gesti, semplice, la vedrà.
Anche la fuga di uno sguardo
tralascia lo spazio, distanza crea,
e un attimo del suo esistere è negato.
Ero convinto, lo diceva, rimembro,
e credere fu il sentiero precipitato...
La commedia prevede il sipario, la fine:
quando io attore sono ancora in scena?
Nessun copione avevo, e quei ricordi
sono monologhi incendiati a metà
da volontà fuori da me, sono fuori di me.
Ancora attendo invano lei,
illusione di un eroe senza lieto fine,
quante notti dileguerei...
ciò che sorge, perché nel nulla
a cadere è incline?
©
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (0)
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