Malinconia di un'abbraccio
Caterina Zappia
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Raggi di sole timidi e adunche mani
s'aprono miracolosi come teche dimenticate
non tengono ori ma malinconici abbracci
che si chinano inginocchiati come la morte,
questo è un triste momento, lapide di sguardi
forse non chiederò più alla mia semplice preghiera
in quel lento silenzioso rosario che invece
oramai tinge il calvario dei miei giorni
davanti all'altare di limpidi fiori che non è il mio,
forse non chiederò ai vespri ingenui che si specchiano
ma cedo il mio sguardo e il mio antico sorriso
sopra questa attesa invadente che punisce.
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele19 ottobre 2010
poesia triste confonde le premesse che vorrebbe il cuore per qull'affetto o per qull'amore... limpide immagini che esortano affetto in evidente coscienza d'aspetto... un fantastico poetare che ti lascia nel contemplare... sensibilità e delicatezza pura... straordinaria e meravigliosa prosa... complimentissimi... emozionante e bellissima... abbraccio

