Carne de porco
L'aveva fatta grossa
e er su' avvocato disse:
te devi da squajà
si vòi evità la cella.
Va bbè, rispose er tizio,
ce 'o sai che 'n zò ffinocchio,
ma quella der sole a strisce,
nun la vojo conosce.
Però nun fece 'n tempo,
a fasse uccel de bosco
e capitò 'n priggione,
propio co 'n gran culone.
E furon giornate amare,
lui ce provava sempre!
Ma infine quer majale,
je cominciò a piacé.
Sortiti poi che furono,
li vide l'avvocato,
che sotto ad un lampione,
se staveno a dà 'n bascione.
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele22 ottobre 2010
una poesia in fantastico dialetto che il cuore mio a tanto prediletto... un fenomeno sei grande splendido poeta... complimenti
