Amore prigioniero
Due sguardi
rivolti verso il mare
dove un fascio di luce
lunare
riflette sui volti
stanchi
segnati dal tempo
l’anelito di vita
di giovane guerriero
scalpitante
dal passo austero
e aitante
Occhi
penetranti
profondi
cangianti
scrutano
gli anfratti dell’anima
affranta
cullata e
rinfrancata
nel caldo oblio
di una notte di
mezza estate
Mani
intrecciate
avvinghiate ad altre mani
si sfiorano,
si accarezzano
suggellano il contatto
di vita tramandata
trasmettono calore
confortante
nella vacuità dello spazio
immenso
silenzioso
roboante
Labbra
che si cercano
bramosamente
un fuoco di passione
e desiderio
cancella il dolore
erutta la sua fiammma
abbagliante
per lunghi giorni
affannosamente
soffocata
ricacciata
nelle remote riserve
dell’anima ormai
perduta
vagante
tra gl’infiniti labirinti
di vite consumate
Amare
ma non dover e poter
amare
il senso vuoto e assurdo
dell'amore
©
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Commenti (1)
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F
Feiben21 luglio 2006
Bella la struttura con un ”soggetto” come primo verso della strofa... Un abbraccio