Per ora
Macchine infuriate su strade
intrecciano un disegno
di aliti sfregati sull'asfalto
energetici sbuffi
si elevano tridimensionali
nell'aria che sa
di foglie e motosega
Un timbro per passo
bambini parlano come cantano
mani che sbrogliano nodi
Il filo dipanato
uno jo jo lanciato
lo spazio che non risponde, non rimanda
nessun muro a creare eco
Io sono
per ora un misto di verde
foglie larghe o strette
aghi come colpe corte e molte
un intimo colloquio con le foglie
banchetto offerto sul catrame
mangio con i piedi
Un salvagente lanciato
ad un lavoratore ancorato ai muri
saluta...
Per ora sono un suino lucente
che sorride da un centrino
dispensa rifornita dalla vita
mani libere per parlare
alberi che non vogliono decorare
una finestra chiusa
un signore un po' strano
Scale mobili e incroci
voci e sguardi incanalati
nelle fognature
pompe che risucchiano a ripulire
esigenze sui tacchi e targhette sul taschino
Per ora sono
quel che vedo e quel che fiuto
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
luigi884 novembre 2010
La prima parte di questa poesia e a modo suo un po' anche la seconda metà, è proprio futurista nelle suggestioni... certo la forma è tutt'altro ma l'accostamento ce lo vedo... c'è un susseguirsi di immagini assolutamente inaspettate, che colpiscono davvero tanto, e in più si avverte come una marea verbale che queste scene proprio le deve scaricare in qualche luogo... non si possono trattenere... i miei complimenti... bellissima!
