Vizi, miserie, virtù della notte

Sul marciapiede
di una qualsiasi periferia
ombre erranti
in cerca di prostitute.
Altrove ragazzotti
rincitrulliti dalla mistura
di pillole e alcool
ad attendere qualcosa
che non conoscono...
forse la morte al volante.
Negli anfratti
di luoghi meno bazzicati
giacigli di cartone e
maleodoranti coperte
accolgono barboni assopiti.
E negli occhi della notte
la città si riflette morbida
come il peccato.
Umanità che trascina
inquietamente il malloppo
di una compravendita
di illusorie e bugiarde estasi,
sotto l'ala protettrice
delle tenebre.
Inganno di sensi abbagliati
dalle viziose e sfavillanti
luci al neon.
E sembrano estranei fantasmi
le figure di laboriosi passanti
incamminati verso multipli mestieri
da disagevoli orari.
Non alzano la testa,
non guardano.
Nei loro pensieri la realtà
di una bolla nel vuoto,
l'inquietudine struggente
del sacrificio
per un onesto lavoro
e i loro occhi nella notte
non vedono, non giudicano,
non sorridono...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (2)
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Clara Gismondi6 novembre 2010
Realtà complessa quella della notte... una seconda vita oserei dire... Se ne evince nella tua poesia tutta la sofferenza e la contraddizione che alla luce del giorno sembra nascosta... Bella e interessante poesia!
Calogero Pettineo6 novembre 2010
versi di grande impatto sociale, ben redatta questa lirica ci riporta con ipiedi per terra tanto è forte il sentire. condivisa ed apprezzata.


