Il male
Ecco,
si avvicina cupezza
felpata
come patina grassosa
sguardo di gatto scuro
e pesa
Ecco
rallentano i movimenti
nella morsa del dolore
stringe il cuore
come agrume
Ecco
una goccia
è tutto quel che rimane
e non basta ad idratare
i sogni
Ecco
fisiologico malore
spinge ad innaspare
cieca
nell'acqua dei ricordi
magia che lubrifica
il meccanismo
Meccanica mi muovo
dovere, dovere, dovere
ad ogni scatto
un passaggio
potere o volere
non so
Ecco
ora mi possiede già dalla maniglia
non apro la porta
mi contorco
nell'ignoto
©
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Commenti (3)
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mfm Luigi Mancini10 novembre 2010
Letta e piaciuta... Piaciuta e succhiata come l'uva che succhiavo mentre la leggevo. Complimenti Mela!
luigi8810 novembre 2010
Inquietante, imponente, oscura e brillante... questi versi sono sè stessi e il loro contrario... hanno un ritmo oscillante come l'atmosfera che descrivono; si respira una'aria maledetta qui... vedo qualcosa che graffia come degli artigli su un cuscino malandato... veramente d'impatto... provoca bruciature estetiche questa poesia... inchino!
C
Citarei Loretta Margherita10 novembre 2010
intensa poesia originali versi per descrivere il male molto apprezzata
