Memorie

Ho camminato sul filo dei ricordi
imprendibili e vani, appannati
come vetri dal vapore del tempo
ossidati come il ferro di un balcone.
Ho rivisto frammenti d'altre vite
intrecciate alla mia per un istante
o trapiantate nelle cellule, nel sangue
tenacemente estremamente mie.
Mi sono chiesto se il mio arbitrio
o il destino fosse stato l'artefice
finale della cernita, il setaccio
che scarta e che trattiene
le facce e i cuori dentro la memoria.
E se sia ineluttabile l'eclissi
che copre d'ombre, oscura
frammenti di passato, sere liete
disperse, dileguate a poco a poco.
Ho scritto versi per fermare il tempo
di un'emozione, di un paesaggio amato
descrivere un dettaglio che perduri:
la luna amena sopra un campanile
un panno steso ad asciugare al sole
il viso di chi nasce e di chi muore.
Mi sono illuso e mi illudo ancora
che d'ogni cosa in noi rimanga
un segno, un ricordo confuso
che lo specchio deforma
e il tempo non cancella.
©
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